Protocollo approvato dall'Assemblea degli Avvocati di Lecce su proposta della locale sede di ANF per l'astensione degli Avvocati dalla procedura obbligatoria di conciliazione
Martedì 29 Marzo 2011
L'Assemblea degli Avvocati di Lecce ha approvato il protocollo allegato come forma di ulteriore protesta contro l'entrata in vigore della procedura obbligatoria di conciliazione.
Non viene espressa la contrarietà alla preventiva conciliazione, nè agli organismi di conciliazione, ma alla obbligatorietà della procedura estesa a gran parte del contenzioso e non limitata.
Pubblichiamo di seguito la lettera di accompagnamento a firma del Segretario Dirigente dell'Associazione Forense di Lecce.
" Cari Colleghi,
l'assemblea degli avvocati di Lecce indetta dal nostro Consiglio e tenuta il 21.3., sull'onda della protesta promossa dall'OUA, che ha visto l'adesione della quasi totalità degli avvocati, ha approvato il protocollo allegato, proposto da questa Associazione come forma di ulteriore protesta contro l'entrata in vigore della procedura obbligatoria di conciliazione. Ha, altresì, preso atto della proposta dell'AIGA di abbattere notevolmente il costo della procedura.
In buona sostanza si tratta, pur senza violare la legge, di non agevolarne il funzionamento, che reca di fatto pregiudizio ai diritti dei cittadini ed al diritto di difesa e di astenersi nelle forme dettagliatamente descritte nel protocollo al fine di superare lo scoglio della improcedibilità dell'azione senza costi per il cliente-cittadino. Se tale iniziativa, che non ne esclude altre, si estenderà a macchia d'olio, il legislatore non potrà non prendere atto del fallimento della riforma, che ha messo in piedi un costosissimo "carrozzone", che grava sulle spalle di chi intende far valere un proprio diritto e ciò ha voluto fare escludendo l'avvocatura sia come interlocutore che come depositaria della tutela dei diritti.
I tratti del protocollo sono i seguenti:
- rivolgere l'istanza, senza costituzione dell'avvocato, esclusivamente all'organismo del Consiglio dell'Ordine (quale messaggio forte contro la privatizzazione della Giustizia) con il solo costo di attivazione della procedura (30/40 euro) ;
- informare il cliente sul procedimento nelle forme di legge;
- non partecipare, quali avvocati del convenuto, al procedimento, in forma di protesta e, qualora il cliente non intenda parteciparvi da solo, come è più che plausibile visti i costi, inviare all'organismo la comunicazione di non adesione alla richiesta di conciliazione (si potrebbe motivare per la assenza di tutela difensiva);
Se l'avvocatura sarà compatta il risultato pratico sarà che verrà superata la improcedibilità dell'azione (i giudici non potranno non prendere atto della giusta motivazione per la mancata partecipazione delle parti); il risultato politico sarà il fallimento di una procedura, che ha voluto escludere gli avvocati, voluta dai poteri forti privati, che hanno già istituito i loro organismi privati, con notevoli costi che si vanno ad aggiungere a quelli già onerosi per accedere alla giustizia (per promuovere un giudizio del valore di euro 51.000 occorre un contributo unificato di euro 374,00 e si avrà una sentenza; per procedere obbligatoriamente alla conciliazione ogni parte dovrà pagare 1.000,00 senza garanzia di risultato!!!!).
Non siamo contrari alla preventiva conciliazione, nè agli organismi di conciliazione; siamo contrari alla obbligatorietà della procedura estesa a gran parte del contenzioso e non limitata, invece, sulla scorta della positiva esperienza del contenzioso sulle telecomunicazioni, alle cause bagatellari e di poco valore (per es. 1000 euro) a tutela del consumatore.
Il segretario dell'Associazione Forense Lecce (ANF)
avv. angelo galante
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