Deliberato C.N. su smaltimento arretrato
Venerdì 27 Maggio 2011
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense
ESAMINATO
lo schema di disegno di legge recante “interventi in materia di efficienza del sistema giudiziario”
RILEVATO
che lo stesso presenta una serie di aspetti non condivisibili, in quanto non solo inutili allo scopo dichiarato, bensì forieri di ripercussioni negative sullo stato della giustizia civile quali:
- l'attribuzione ai Presidenti di Tribunale e Corte d'Appello (art.1), anziché al legislatore, del compito di individuare “criteri oggettivi ed omogenei” per stabilire l'ordine di trattazione dei procedimenti pendenti, che può comportare significative discrepanze e disuguaglianze nella trattazione delle cause ed in definitiva nella risposta alla domanda di giustizia;
- il reperimento di risorse umane (alle quali espressamente “non compete alcuna forma di compenso”) tramite le convenzioni di cui all'art. 2, che non è risolutivo del problema di carenza di personale qualificato ed, in assenza di precisi requisiti e di precisa indicazione delle mansioni è foriero di confusione ed incertezza in merito all'effettiva qualificata ed imparziale risposta alla domanda di giustizia;
- l'istanza di trattazione prevista per i procedimenti pendenti avanti alla Corte di Cassazione o alle Corti d'Appello dall'art.4, che è inutile e defatigatoria, in quanto serve a far dichiarare l'estinzione di procedimenti già alla stessa destinati;
- la previsione di una sentenza con motivazione breve (art.5), che, specie se letta in correlazione alla proposta introduzione di u n art. 324 bis cpc per il quale: “La sentenza resa ai sensi dell'art. 281 decies primo comma non è soggetta ai mezzi di impugnazione indicati nell'art. 324, quando nessuna delle parti ha chiesto la motivazione estesa” ed alla necessità, per la parte che richieda la motivazione estesa, di anticipare il contributo unificato (“aumentato della metà”) per il futuro ed, al momento, solo eventuale giudizio d'impugnazione (art.7), rappresenta un vero e proprio vulnus al diritto della parte di conoscere i motivi di una decisione ad essa sfavorevole prima di decidere se impugnarla; stante inoltre la ristrettezza dei tempi prevista per il deposito dell'istanza tesa a ottenere la motivazione estesa, è inoltre prevedibile che, onde non incorrere in decadenze e responsabilità, la stessa verrà usualmente richiesta con aggravio di oneri economici per le parti e d un surplus di attività da parte del Giudice;
- il reclutamento di giudici ausiliari nel numero massimo di seicento per lo smaltimento dell'arretrato civile, che rappresenta una falsa soluzione del problema, in quanto, a tacere dell'esiguo numero degli ausiliari previsti, lo stesso ricalca esperienze pregresse che, lungi dal fornire una soluzione al contenzioso, lo hanno solo temporaneamente allontanato dalle scrivanie di Giudici togati, per poi farlo tornare massicciamente davanti ai Giudici del gravame;
RILEVATO INOLTRE
- che oltre alle criticità sopra evidenziate è la stessa logica ispiratrice dell'intervento legislativo a non essere condivisibile, in quanto perpetua l'oramai risalente schema degli interventi emergenziali, che, dietro un apparente efficientismo, celano la mancata volontà di risolvere i veri problemi della giustizia che in più occasioni sono stati dall'Avvocatura evidenziati anche con proposte operative.
- che detti problemi attengono precipuamente all'organizzazione del comparto giustizia e che, in assenza di interventi strutturali, non sono risolvibili con interventi-tampone;
- che sarebbero maturi i tempi per avviare una serie riflessione su reclutamento, competenze e prerogative della magistratura onoraria, alla quale oggi viene già, di fatto ed in assenza di sufficienti garanzie, affidata gran parte del contenzioso
- che andrebbero seguite ed incentivate quelle prassi virtuose che, in alcuni Tribunali e Corti sono sorte grazie al proficuo operare di magistrati, avvocati e personale amministrativo nel tentativo di ovviare alle ormai croniche carenze dell'apparato;
- che è indispensabile partire da una vera ed esaustiva analisi delle cause dei numeri di ciò che viene ritenuto “arretrato” distinguendolo da ciò che è fisiologicamente “pendente” ed anche dei motivi che determinano il proliferare del contenzioso;
MANIFESTA PREOCCCUPAZIONE
per un sistema giustizia che fra media conciliazione obbligatoria (ed a pagamento) e sentenza a richiesta (ed a pagamento anticipato del contributo unificato – aumentato - per il gravame) ostacola il diritto del cittadino di adire la giustizia;
CONTESTA
Una visione della giustizia solo in termini di costi da tagliare e non piuttosto come uno strumento che sia volano (laddove veramente funzionante) dello sviluppo sociale ed economico del Paese,
DICHIARA
che contrasterà in tutte le sedi opportune un siffatto disegno.
AUSPICA
che il Legislatore, anziché inseguire chimere e luci della ribalta avvii un serio confronto con gli operatori quotidiani della Giustizia ed, una volta compresi i reali termini del problema, si adoperi nel fattivo confronto con gli interlocutori a ricercare una soluzione effettiva e non solo pubblicitaria, che renda veramente efficace ed efficiente la risposta dello Stato alla domanda di Giustizia.
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