Deliberato del Consiglio nazionale del 22/06/2008 sulla riforma delle professioni
Venerdì 18 Novembre 2011
Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense, riunito in Bergamo nei giorni 21 e 22 giugno 2008, all’esito della Tavola Rotonda sul tema “Avvocati: più libertà o più regole? Quale riforma per la professione forense” e del dibattito svoltosi successivamente
RIBADISCE
la centralità e la sostanziale attualità della mozione approvata dal XXVIII Congresso Nazionale Forense, tenuto in Roma nel settembre 2006, che ha indicato i principi fondamentali per la riforma delle professioni e dell’ordinamento forense e in particolare:
- l’esigenza di un nuovo e comune sistema, basato sulla funzione esclusivamente pubblicistica dei Consigli degli Ordini e dei Consigli Nazionali delle professioni, con compiti di vigilanza deontologica, aggiornamento professionale e controllo della qualità della prestazione professionale;
- la necessità di forme di rappresentanza dei professionisti, in quanto parte sociale, che coinvolgano anche le realtà associative e che siano dotate di una propria autonomia statutaria;
INDIVIDUA
quali cardini guida tanto della riforma complessiva delle professioni che dell’ordinamento forense (ove ad esso dovesse pervenirsi in via autonoma):
1. disciplina dell’accesso basata su una selezione che garantisca uniformità di valutazione su tutto il territorio nazionale e che consenta di verificare effettivamente l’attitudine professionale e la reale preparazione dei candidati;
2. funzione disciplinare fondata sulla separazione delle attività requirente e giudicante e che affidi quest’ultima a strutture distrettuali, separate e indipendenti dai Consigli dell’Ordine, al fine di assicurare la terzietà della giurisdizione domestica;
3. introduzione di regole elettive dei Consigli dell’Ordine e del Consiglio Nazionale Forense che garantiscano una composizione democratica degli organismi e ne rendano possibile il controllo da parte del corpo elettorale;
4. aggiornamento professionale effettivo che valorizzi e favorisca la pluralità dell’offerta formativa, nell’ottica di una migliore e più completa qualificazione professionale.
PRESO ATTO
che presso la Camera e il Senato pendono diversi progetti per una riforma autonoma dell’ordinamento forense, nei confronti dei quali si sono espresse favorevolmente alcune componenti dell’avvocatura
RITIENE
indispensabile esaminare ed approfondire, alla luce delle linee guida esposte, le proposte presentate, al fine di evidenziarne le criticità e di individuare quelle modifiche necessarie per l’attuazione delle priorità indicate da ANF
DA MANDATO
alla macroarea “Ordini Associazioni e Rappresentanze” di procedere all’esame e all’approfondimento indicato e di presentare al Direttivo Nazionale una proposta da confrontare con le altre esistenti per l’auspicabile raggiungimento di un progetto unitario dell’avvocatura.
Bergamo, 22 Giugno 2008 Il Consiglio Nazionale
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AUSPICA
che il Legislatore, anziché inseguire chimere e luci della ribalta avvii un serio confronto con gli operatori quotidiani della Giustizia ed, una volta compresi i reali termini del problema, si adoperi nel fattivo confronto con gli interlocutori a ricercare una soluzione effettiva e non solo pubblicitaria, che renda veramente efficace ed efficiente la risposta dello Stato alla domanda di Giustizia.
Roma 15 maggio 2011
Il Consiglio Nazionale ANF
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