Documento finale della VII Conferenza Nazionale dell'Avvocatura
Lunedì 28 Novembre 2011
La VII Conferenza Nazionale dell’Avvocatura
PREMESSO
a) Che l’Avvocatura è impegnata con costanza e lealtà nella difesa dei diritti
dei cittadini e, particolarmente, della Giustizia, quale fondamento della pace
sociale, valore previsto e garantito dalla Carta Costituzionale;
b) Che in tale ottica tutte le componenti dell’avvocatura si sono
costantemente impegnate a collaborare con il legislatore e l’esecutivo con lo
scopo di individuare le iniziative atte a modernizzare il sistema ordinistico e
adeguare l’agibilità della macchina giudiziaria nella direzione del recupero
dell’efficienza, dell’economicità e dell’agibilità;
c) Che, in funzione di tale obiettivo e della individuazione delle proposte da
formularsi ai poteri esecutivo e legislativo, è stata indetta la conferenza
nazionale;
d) Che l’Avvocatura italiana, nel corso dei lavori del 25 e 26 novembre, ha
preso atto dei reiterati attacchi alla centralità della giustizia nell’
organizzazione sociale, concretizzatisi anche mediante la limitazione della
libertà e indipendenza dell’esercizio della professione legale;
e) Che, tuttavia, ha espresso nuovamente la ferma volontà di confronto con l’
esecutivo e le forze politiche, nonché di leale collaborazione ai fini dell’
adozione delle misure, anche legislative, atte allo scopo;
PRESO ATTO
1) Della mancata convocazione da parte del nuovo esecutivo dei vertici dell’
Avvocatura per procedere all’esame dello stato attuale della Giustizia e l’
analisi dei provvedimenti da adottarsi;
2) Della necessità che tale confronto sia immediato al fine di adottare i
provvedimenti più urgenti;
3) Della dichiarata condivisione delle posizioni dell’avvocatura, qui espressa
dai rappresentanti di tutte le forze politiche;
CHIEDE
A) Al Capo dello Stato, quale supremo garante della Costituzione, il quale in
occasione del XXX Congresso Nazionale forense di Genova ha scritto che: ” L’
Avvocatura costituisce una componente peculiare dello Stato di diritto perché a
essa spetta l’insostituibile funzione di assicurare un a efficace tutela dei
diritti fondamentali della persona”, per impedire l’adozione di provvedimenti
che si pongano in contrasto con i principi della Carta costituzionale, del
Trattato di Lisbona e della Carta dei Diritti dell’Uomo a tutela della libertà
dei cittadini e dell’indipendenza dell’Avvocatura, che esercita una attività
che costituisce professione intellettuale e non attività di impresa o
mercantile;
B) Al Presidente del Consiglio, al Ministro della Giustizia e ai Presidenti di
Camera e Senato di convocare ad horas l’Avvocatura italiana, rappresentata
dalle componenti nazionali istituzionali, politiche e associative;
C) All’Oua, al CNF e alla Cassa di Previdenza di insistere perché si instauri
con il nuovo Governo un immediato e serrato confronto sui temi di cui innanzi e
di assumere, in mancanza di riscontro alle sollecitazioni di cui sopra,
legittime iniziative di protesta, con invito a tutti gli iscritti agli Ordini,
esercenti funzioni di VPO, giudici di pace, GOT, giudici tributari, componenti
dei Consigli giudiziari a rinunciare all’esercizio delle funzioni;
D) Di attuare su tutto il territorio nazionale uno stato di agitazione a tempo
indeterminato con manifestazioni pubbliche, locali e nazionali, e mediante la
indizione di tutte le legittime forme di protesta, anche le più dure e
radicali, per la mancata considerazione della Giustizia e della difesa come un
diritto dei cittadini;
E) Di convocare un Congresso straordinario dell’Avvocatura all’esito delle
suindicate istanze.
Roma 26.11.2011
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