Deliberato del Consiglio nazionale - Napoli, 3/4 dicembre 2005
Martedì 10 Gennaio 2012
Il Consiglio Nazionale dell’A.N.F. (Associazione Nazionale Forense), riunito a Napoli nei giorni 3 e 4 dicembre 2005, dopo approfondita discussione sugli esiti del Congresso Forense tenutosi a Milano nei giorni 10–13 novembre 2005 e sulla manifestazioni indetta a Roma per il 17 dicembre dall’A.I.G.A., unitamente alla Cassa nazionale di previdenza forense
OSSERVA
> L’appuntamento congressuale ha confermato lo stato di profonda crisi dell’avvocatura italiana, di cui la sua difficoltà a proporsi in modo unitario nel confronto con le istituzioni, la politica e la società, costituisce un segnale evidente.
> L’esigenza di potenziare il modello di rappresentanza unitaria dell’avvocatura, posto a giustificazione della scelta di articolare il Congresso in due distinte sessioni, è rimasta insoddisfatta, essendo mancato un effettivo confronto tra tutte le componenti teso ad individuare valori e soluzioni massimamente condivisi, indispensabili per rimodellare, mediante gli opportuni adattamenti statutari, la rappresentanza unitaria.
Tanto più che il dibattito sulle diverse ipotesi emendative dello statuto nei fatti non si è verificato per la mancata tempestiva conoscenza delle mozioni, anche a causa dell’arbitraria gestione dei tempi e delle modalità di loro presentazione.
> La reiezione, da parte di quasi due terzi dei delegati, della mozione che attribuiva al C.N.F. i poteri di rappresentanza politica degli iscritti, ha confermato la volontà della maggioranza degli avvocati italiani di mantenere le separazione tra enti istituzionali e organismi di rappresentanza politica, sancita a Venezia nel Congresso dell’ottobre 1994 e sempre riaffermata nei successivi appuntamenti congressuali.
Tuttavia, non può essere sottovalutato il dato che una parte non irrilevante della platea congressuale, rappresentata da circa un terzo dei delegati, si è espresso per l’abolizione dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura e che voci importanti del mondo associativo forense non si riconoscono nel modello unitario.
> Sintomatico di tale clima di disunione è che il 17 dicembre 2005 siano state indette a Roma, contemporaneamente e senza alcun coordinamento, iniziative del C.N.F. (convocazione dei presidenti dei Consigli dell’Ordine per la valutazione degli esiti congressuali) e dell’AIGA (con la partecipazione attiva della Cassa si previdenza forense), proprio in coincidenza con l’Assemblea OUA convocata a Catania per valutare gli esiti del Congresso, le posizioni dell’Antitrust, i programmi delle forze politiche ed assumere le iniziative necessarie a tutelare gli interessi e i diritti degli avvocati.
> Pur comprendendo le motivazioni dell’iniziativa di Roma e rispettando l’autonomia dell’AIGA, quale associazione promotrice, non si può fare a meno di manifestare forti preoccupazioni e riserve per il ruolo che la Cassa forense, cioè un ente istituzionale, viene ad assumere in una manifestazione dichiaratamente politica, contribuendo ad accentuare la confusione tra competenze istituzionali e rappresentanza politica più volte denunciata dall’A.N.F., aggravata per di più dalla richiesta di partecipazione degli Ordini. E tutto ciò in conclamato contrasto con il deliberato congressuale che ha riaffermato l’attribuzione della rappresentanza politica in capo all’OUA.
> La confusione dei ruoli istituzionali con quelli di rappresentanza politica degli iscritti agli albi, inoltre, può costituire ulteriore argomento utilizzabile da chi persegue l’omologazione dell’attività professionale ad attività di impresa, con conseguenti richieste di abolizione degli ordini in quanto non esercitanti funzioni strettamente correlate all’interesse pubblico.
ESPRIME
1) Sul Congresso di Milano: profonda insoddisfazione per la sua gestione e delusione per mancato raggiungimento degli obiettivi che ne avevano motivato lo sdoppiamento nonché forti perplessità sulle prospettive della prossima sessione;
2) Sulla manifestazione indetta a Roma il prossimo 17 dicembre: contrarietà in quanto inopportuna ed ambigua, anche perché nei fatti appare finalizzata a ridimensionare il Congresso quale massima assise democratica degli avvocati italiani e, quindi, la validità dei deliberati assunti in quella sede.
RIMETTE
al prossimo Congresso associativo fissato a Rimini nella prossima primavera, con l’approfondita riflessione sulla validità, praticabilità e legittimità nell’ambito del contesto comunitario, degli attuali assetti ordinamentali, anche la verifica dei vigenti modelli della rappresentanza politica degli avvocati.
IL PRESIDENTE IL SEGRETARIO GENERALE
(Avv. Antonio M. Galli) (Avv. Piergiorgio Loi)
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