DL SEMPLIFICAZIONI; PANSINI (ANF): DAL GOVERNO COLPO DI SPUGNA CONTRO SENTENZA CASSAZIONE SU ELEZIONI FORENSI? UN REGALO A UNA CASTA CHE NON AVRÀ LIMITI DI MANDATO. TUTTE LE ASSOCIAZIONI FORENSI SONO CON LA CASSAZIONE. LE ISTITUZIONI FORENSI RESPONSABILI DI UNA BRUTTA PAGINA PER L’AVVOCATURA

“A quanto si apprende da fonti parlamentari vi sarebbe l’intenzione della politica di intervenire, anche con un emendamento al Dl Semplificazioni prossimamente in discussione al Senato per la conversione in legge, in merito alle disposizioni sulla elezione dei componenti dei consigli degli ordini circondariali forensi e al limite del doppio mandato nei termini stabiliti dalla Cassazione a Sezioni Unite con la pronuncia di metà dicembre scorso.Il testo preparato che circola in queste ore, accompagnato da un comunicato stampa di esponenti appartenenti a Forza Italia, è un colpo di spugna a quanto giustamente deciso recentemente dai giudici di Piazza Cavour e un regalo confezionato ad arte per una ‘casta’, una élite e centri di potere che da tantissimi anni coagulano intorno a se interessi e voti, e che potrebbero continuare a farlo.

Ci auguriamo che il Ministro della Giustizia Bonafede non si schieri al fianco di determinate forze auto conservatrici”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“La decisione della Corte di Cassazione – continua Pansini – non ha bisogno di alcuna ulteriore interpretazione essendo assai chiare le motivazioni e la ricostruzione giuridica che hanno indotto la corte di legittimità a ritenere che il limite del doppio mandato opera anche con riferimento ai mandati svolti nel periodo precedente l’entrata in vigore della legge professionale forense n. 247 del 31.12.2012. Tutte le associazioni forensi si sono espresse a favore del rispetto del principio stabilito dalla Cassazione ma è evidente che i rappresentanti degli ordini circondariali stiano ancora una volta spingendo per assicurare la loro sopravvivenza, analogamente a quanto avvenne un anno e mezzo fa in occasione dell’approvazione, con la legge n. 113 del 2017, delle nuove regole per l’elezione dei consiglieri degli ordini circondariali; il funzionamento delle istituzioni forense e la tutela di interessi pubblicisti che gli autori dell’emendamento dicono di voler salvaguardare è compromesso proprio dalla mancanza di rinnovamento della classe dirigente dell’Avvocatura e dalla concentrazione di gruppi di potere all’interno degli ordini che, in occasioni come queste, predicano bene e razzolano assai male”.

“Gli avvocati italiani sono ancora parte importante del tessuto sociale, economico e culturale del Paese, ma la governance dell’Avvocatura  ha bisogno di pluralismo, alternanza e rimescolamento rifuggendo a tendenze di casta. L’Avvocatura istituzionale a livello circondariale, con iniziative autoreferenziali, e a livello nazionale, con il silenzio interessato del Consiglio Nazionale Forense, non si sta distinguendo in maniera brillante; confidiamo che il Governo non le fornisca l’occasione per l’ennesima clamorosa brutta figura” – conclude Pansini.