” Eco-reati, per i pm è roba di serie B “

Il Fatto Quotidiano – 

L’assessore alla Legalità della Regione Campania Franco Roberti è stato procuratore nazionale antimafia, capo della Procura anticamorra di Napoli e procuratore di Salerno. Sulla materia dei reati ambientali collegati alla Terra dei Fuochi e al ciclo dei rifiuti in Campania ha qualcosa di interessante da dire. E sono riflessioni maturate sul campo. Le conclusioni dell ‘ ultima commissione parlamentare sui rifiuti contestano leggi scritte male che rendono quasi impossibile individuare i colpevoli dei reati ambientali. Questo giudizio è ingeneroso. Da quando nel 1992 segnalammo i rifiuti come affare di camorra, ci abbiamo messo quasi 25 anni per avere delle buone leggi sugli ecoreati, finalmente tramutati da semplici contravvenzioni a delitti. Però queste leggi non funzionano: poche condanne, molti ignoti mai catturati e molte prescrizioni. Perché? Perché manca la sensibilità della magistratura sul tema. Ad esempio, nonostante dal 2010 il traffico illecito di rifiuti sia un reato di competenza della Dda, tutte le procure distrettuali, nessuna esclusa, hanno tardato a considerare questo reato degno della massima attenzione investigativa e della tempestività necessaria. Risultato: poche indagini, misure cautelari in ritardo, processi spesso finiti in cavalleria con la prescrizione anche per fatti molto gravi. Può essere utile come antidoto la riforma disegnata dal ministro Bonafede, che sospende la prescrizione dopo la sentenza di primo grado? Non la condivido. Anzitutto: la mia posizione è che la prescrizione non dovrebbe decorrere dal momento in cui il reato viene commesso, ma dal momento in cui viene accertato. Poi mi chiedo: il ministro Bonafede parla di sospensione. Ma che significa? La sospensione è un intervallo di tempo tra un inizio e una fine. Non può essere eterna. In un disegno di legge M5S della scorsa legislatura si parlava correttamente di cessazione della decorrenza dopo la sentenza di primo grado. E c ‘ era un ‘ ipotesi, che mi trovava d ‘ accordo, di sospenderla fino al secondo grado solo in caso di condanna in primo grado. Con l ‘ assoluzione che senso ha mandare alle calende greche un processo a un imputato riconosciuto innocente da un Tribunale? Sarebbe un ‘ i n g i usta afflizione. Sì, ma le chiedevo se la riforma Bonafede aiuterebbe a combattere i reati ambientali. Non funzionerebbe in maniera diversa rispetto agli altri reati. La riforma comunque va fatta, è necessaria. Ma lasciandola collegata a quella del processo penale. Altrimenti dovrebbe riguardare solo le sentenze di condanna. Quanto influisce la presenza della camorra negli ecoreati? Si parla sempre di camorra sul ciclo dei rifiuti, come un mantra e con una sorta di rassegnazione. Molto spesso invece si tratta di imprenditori disonesti che smaltiscono i loro rifiuti in nero per risparmiare. Secondo il M5S, la camorra è interessata alla realizzazione degli inceneritori. Lo dice il presidente della Commissione antimafia Nicola Morra. La camorra non ha nessun interesse nei termovalorizzatori. Al contrario, ha interesse a mantenere situazioni di emergenza causate dalla mancanza degli impianti perché lucra sulle emergenze che si generano, approfittandone come agenzia di servizio. Ma negli ultimi mesi in Campania sono andati a fuoco diversi siti di stoccaggio e di trattam e n to. Si è scoperto un solo responsabile? I roghi sono più frequenti al Nord, tra l ‘ altro. E vogliamo dire che la camorra brucia i siti anche in Lombardia? O piuttosto si dovrebbe indagare sulle imprese che appiccano i fuochi per risparmiare? Come se ne esce? Considerando il contrasto a questi reati come una priorità, affidando alle procure le risorse e le professionalità necessarie.