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In Primo Piano
E' ON LINE ANF TV, LA PRIMA WEB TV DEDICATA ALL’AVVOCATURA
Giovedì 2 Febbraio 2012

E’ da oggi on line ANF TV – http://www.anftv.it/ - una web tv interamente dedicata all’Avvocatura . L'Associazione Nazionale Forense si apre così a un nuovo sistema di comunicazione, al servizio della professione dell’avvocato nella società moderna. “E' evidente – spiega il segretario generale dell’ANF Ester Perifano – che l'avvocatura nel corso degli ultimi tempi abbia scontato un dannoso gap di comunicazione, che si riflette nella percezione, errata ma ormai diffusa, della figura dell’avvocato quale componente di una casta, che si muove per tutelare interessi propri particolari e non quelli generali del Paese. Occorre dunque un modo di comunicare più fruibile e più immediato, che sia in grado di essere compreso anche da chi non è addentro alle questioni che riguardano l’avvocatura e la giustizia. ANF TV si rivolge in prima battuta agli oltre 240mila avvocati italiani, ma ha l'ambizione di coinvolgere anche il mondo delle altre professioni, proponendo servizi chiari e immediati, che mettano a fuoco tematiche ormai trasversali, quali ad esempio il dibattito sulle liberalizzazioni, sulla previdenza, sul nuovo welfare, sulla conciliazione. La professione dell’avvocato nel 2012 è molto diversa da quella che si esercitava qualche decennio fa, è cambiata soprattutto negli ultimi anni, e una piattaforma di informazione che fornisca notizie in tempo reale e aggiornamenti puntuali sarà utile non solo agli avvocati, ma anche ai cittadini. Per avvicinarli ad una professione che, da sempre, rappresenta l'ultimo baluardo per la difesa dei diritti. “L’ANF- conclude Perifano – si dimostra così come sempre all'avanguardia.”

Pubblicato in Gazzetta il dl liberalizzazioni
Mercoledì 25 Gennaio 2012

97 articoli che confermano le disposizioni dichiarate in conferenza stampa dai ministri e trapelate nelle indiscrezioni di questi giorni. Sono state fatte, tuttavia, limature e introdotte alcune novità; la più importante è sicuramente quella relativa all'articolo 35 "Misure per la tempestività dei pagamenti, per l'estinzione dei debiti pregressi delle amministrazioni statali, nonché disposizioni in materia di tesoreria unica". L'articolo tocca il serio problema dei debiti commerciali dello Stato che ammontano complessivamente, secondo le stime di Confindustria, a 70 miliardi. Un grande fardello che pesa sulle imprese e ostacola il contesto produttivo, incapace di nutrire ancora fiducia in uno Stato debitore che impone tasse. E proprio per ovviare, almeno parzialmente, a questo annoso problema, il governo, con il decreto, ha stanziato 5,7 miliardi da impiegare per risarcire i creditori privati. Altra novità è che, su questi 5,7 miliardi messi a disposizione, 2 miliardi potranno essere erogati in titoli di Stato, qualora il creditore ne faccia richiesta. Resta ancora da definire con quale criterio saranno distribuite le esigue risorse a disposizione. Per quanto riguarda le professioni, è stato eliminato il comma che imponeva l'obbligo di legge per il preventivo scritto nelle prestazioni professionali. Il professionista ha l'obbligo di fare il preventivo solo se il cliente ne fa esplicita richiesta. Sulla regolamentazione delle perforazioni petrolifere, poi, si è deciso di temporeggiare: le riforme saranno adottate nel giro di sei mesi. Anche la prospettata "rivoluzione" dei trasporti, che prevedeva la separazione proprietaria tra Rfi e Trenitalia, è stata messa in standby. Si dovrà attendere la formazione della nuova Authority dei trasporti, prevista entro tre mesi dalla conversione del decreto, per definire più concretamente le liberalizzazioni nel settore trasporti e taxi. Abolite, poi, le misure riguardanti la rateizzazione dei debiti fiscali con Equitalia, con rate più basse e crescenti. Anche la norma che cancellava l'ipoteca sui beni, nel caso in cui i debiti fossero stati pagati regolarmente, è stata annullata. Complessivamente il decreto ha introdotto misure a favore dei giovani, come l'aumento del numero dei notai e delle farmacie e la nuova Ssrl a costo "un euro"; ha dato il via ad una rivoluzione del settore energetico a cominciare dall'atteso scorporo proprietario Snam-Eni; ha inserito provvedimenti per alleggerire il carico burocratico delle imprese e velocizzare i processi attraverso il "Tribunale per le imprese". Tuttavia, numerosi sono stati i dietrofront, anche in seguito alle contestazioni diffuse su tutto il territorio nazionale. Intanto il decreto inizierà questa settimana il suo iter in Senato per essere tradotto ufficialmente in legge dello Stato.

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DL LIBERALIZZAZIONI; ASS.NAZ. FORENSE: MOLTO RUMORE PER NULLA, INTANTO SEVERINO PROSEGUE SMANTELLAMENTO GIURISDIZIONE PUBBLICA. PROTESTE CATEGORIA SUSCITANO PERPLESSITA'
Sabato 21 Gennaio 2012

“Dal decreto legge varato ieri non arriva nessuna vera novità per i servizi professionali. Delle sedicenti liberalizzazioni approvate non ce ne è una che vada ad intaccare le vere sacche di privilegio che esistono nell'ambito delle attivita' professionali e che non sono nemmeno state sfiorate.” Lo dichiara il segretario generale dell'Associazione Nazionale Forense, Ester Perifano, che aggiunge - “Le tariffe sono state già sostanzialmente abrogate dal 2006, mentre il tirocinio all'Universita' esiste gia' da anni, anche se solo per alcune professioni. Anche il contratto con il cliente non è una novità, essendo gia' entrato nelle manovre d'estate. Quanto all'assicurazione obbligatoria per la responsabilita' professionale, e' stata solo anticipata di qualche mese.” “E' ben altro – continua Perifano - quello che serve al Paese e che deve interessare i cittadini. Basti considerare che il Ministro Severino, in sordina e senza tentennamenti, continua nell'opera di smantellamento della giurisdizione pubblica avviata dal suo predecessore, con provvedimenti che favoriscono nettamente le giustizie private e a pagamento. Insiste nel rafforzamento della conciliazione obbligatoria e a pagamento, un vero e proprio flop ormai destinato al fallimento completo, ma con un giro d'affari milionario legato ad Organismi di Conciliazione privati e a corsi di formazione inutili. Introduce misure fortemente punitive nei confronti dei cittadini che ancora osano ricorrere al Giudice per tutelare un proprio diritto, contemplando ad esempio fino a 10.000 euro di sanzione per chi chiede la sospensione di una sentenza. Infine, infila un emendamento nella legge di conversione del decreto legge sulla esdebitazione che introduce la prova testimoniale a pagamento, affidata ai cancellieri e non piu' ai giudici.” “Insomma,il Governo dei Professori delude fortemente , sia per la sua mancanza di coraggio che per la mancanza di discontinuita' con la precedente gestione che tanti problemi ha causato ai cittadini e alla loro legittima aspirazione di tutela dei propri diritti. Anche se, per altro verso, nemmeno possono ritenersi soddisfacenti le proteste che la categoria si appresta a realizzare, se non altro per la confusione delle motivazioni e per la vaghezza degli obbiettivi che si propone di raggiungere. E' ora di cambiare registro, lo diciamo da mesi, e gli avvocati ne sono sempre piu' consapevoli. All'avvocatura serve una guida effettiva che sappia abbandonare la difesa di posizioni di retroguardia e sia in grado di essere quell'interlocutore affidabile al quale la Politica dovra' dare ascolto. E' necessario avanzare proposte credibili, che contemperino le esigenze di salvaguardia e di tutela di uno Stato di diritto sempre piu' disastrato con quelle di crescita e di modernizzazione del Paese. L'avvocatura deve dimostrarsi in grado di gestire il cambiamento. Diversamente rimarra' sempre piu' sola"- conclude Perifano.

Giudici di pace, sedi ridotte del 75%
Giovedì 12 Gennaio 2012

La lista dei 674 uffici soppressi dallo schema di decreto legislativo messo a punto dal ministero e ora in discussione in Parlamento. Di seguito l'articolo di oggi del Sole 24 Ore, a firma di Giovanni Negri, e in allegato la lista completa degli uffici. Un'operazione di forte impatto. Che porta alla soppressione, prima, e all'accorpamento, poi, di 674 uffici del giudice di pace su 846. Approvato prima di Natale, lo schema di decreto legislativo, solo la prima tappa della nuova geogrfia giudiziaria, sulla distribuzione territoriale della magistratura onoraria scopre ora le carte sul dettaglio degli uffici che saranno cancellati. L'obiettivo è quello di recuperare risorse, sia di giudici (1.944) sia di personale (2.104), da destinare a una più equilibrata presenza sul territorio. L'identificazione è stata fatta dai tecnici della Giustizia attraverso un procedimento in più fasi che ha permesso di individuare carichi di lavoro mediamente sostenibili. Al di sotto dei quali già si segnalava una situazione di potenziale inefficienza. Di certo la pubblicazione dell'elenco è destinata a riaccendere le polemiche che hanno accompagnato in maniera anche intensa questi primi mesi di lavoro del ministero della Giustizia sull'esercizio della delega affidatagli dal Parlamento nell'ambito degli interventi per il rilancio dell'economia. I campanilismi, nelle prossime settimane quando il testo sarà esaminato da Camera e Senato, torneranno certo a farsi sentire. Ma in una certa misura uno schermo era già stato allestito dalla stessa delega e ora recepito in pieno: gli enti locali che intenderanno conservare la presenza dell'ufficio del giudice di pace inserito nell'elenco dei tagli dovranno farsi avanti e dichiarare di essere pronti a sostenere tutte le spese di funzionamento. La richiesta dovrà essere avanzata entro 60 giorni dalla pubblicazione sul bollettino ufficiale del ministero delle tabelle con la lista definitiva delle sedi da tagliare.

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AVVIATO OGGI AL SENATO L'ESAME DEL DL SUL SOVRAFFOLLAMENTO DELLE CARCERI. UN'EMERGENZA PER LA GIUSTIZIA E PER IL PAESE
Mercoledì 4 Gennaio 2012

Oggi, 4 dicembre 2012, la Commissione Giustizia del Senato ha avviato l'esame del decreto-legge sul sovraffollamento delle carceri (ddl 3074) e del decreto-legge in materia di "composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile" (ddl 3075). Su entrambi i provvedimenti, per richiesta della Commissione, l'ANF ha inviato due approfondite memorie. Presentiamo oggi quella redatta dall'avvocato Mario Scialla sul ddl 3074(documento in allegato). Per comprendere l'importanza del fenomeno richiamiamo prima alcuni dati. Secondo i dati diffusi dal Dap (Dipartimento amministrazione penitenziaria) al 31 ottobre i detenuti presenti nelle strutture italiane erano 67.428. Un numero che da solo non direbbe nulla ma se confrontato alla capienza massima delle carceri italiane dice tutto. Gli istituti di pena della nostra nazione sono 206 e dovrebbero contenere come cifra massima 45.817 persone. Un sovraffollamento, dunque, che supera le 20 mila unita'. Tra i detenuti e' alta la percentuale di stranieri, al momento sono 24.401. I numeri del Dap parlano, poi, di 2.877 donne e 873 detenuti in regime di semiliberta' (di questi 90 sono stranieri). I condannati con sentenza definitiva sono 37.213; gli imputati (custodia cautelare) 28.564 Di cui: in attesa di primo giudizio14.639; appellanti 7.797; ricorrenti: 4.508; posizione mista: 1.620 Le misure alternative al carcere sono state concesse a 18.474 condannati mentre gli effetti del 'decreto svuota-carceri' ha concesso la misura degli arresti domiciliari a 3.736 persone. Sono numeri che fanno riflettere e che riportano in primo piano l'emergenza sovraffollamento. Troppo lunghi i processi, troppo numerose le misure detentive cautelari in carcere, troppo poche le vie del reinserimento e delle pene alternative. E intanto i detenuti vivono, come denunciato da diverse associazioni, in 8 persone in celle di poche decine di metri quadri, in condizioni igieniche pessime e senza la possibilita' di fare l'ora d'aria.

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Tra luci e ombre l'intervento del Governo sulla composizione delle crisi da sovraindebitamento e la disciplina del processo civile
Sabato 31 Dicembre 2011

Pubblichiamo un'attenta analisi dell'avvocato Pasquale Barile sul recente decreto legge che interviene sul processo civile, con particolare attenzione alla parte inerente l'esdebitazione. Il decreto legge n° 212 del 22 dicembre 2011, n. 212 (Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) si presenta come un apprezzabile tentativo del Legislatore volto a coniugare l’effettività del credito con il favor debitoris nel periodo di grave crisi economica che il Paese sta attraversando, coniugata ad una positiva ricaduta sulle possibilità occupazionali per le categorie professionali che ne saranno interessate Quello che non convince è invece la parte della normativa che attiene al contenuto del piano di esdebitazione e al complesso iter procedimentale previsto. In allegato il testo completo. 
TRA LUCI E OMBRE L'INTERVENTO DEL GOVERNO SUL PROCESSO CIVILE E L'ESDEBITAZIONE
Sabato 31 Dicembre 2011

Pubblichiamo un'attenta analisi dell'avvocato Pasquale Barile sul recente decreto legge che interviene sul processo civile, con particolare attenzione alla parte inerente l'esdebitazione. Il decreto legge n° 212 del 22 dicembre 2011, n. 212(Disposizioni urgenti in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento e disciplina del processo civile) si presenta come un apprezzabile tentativo del Legislatore volto a coniugare l’effettività del credito con il favor debitoris nel periodo di grave crisi economica che il Paese sta attraversando, coniugata ad una positiva ricaduta sulle possibilità occupazionali per le categorie professionali che ne saranno interessate. Quello che non convince è invece la parte della normativa che attiene al contenuto del piano di esdebitazione e al complesso iter procedimentale previsto. In allegato il testo completo.

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Sabato 31 Dicembre 2011

http://www.lasestina.unimi.it/lasestina/wp-content/themes/mimbo2.2/images/2011/06/processo-breve2.jpg

COMMENTO DELL'AVVOCATO PASQUALE BARILE AL D.L. SULLA DISCIPLINA DEL PROCESSO CIVILE RELATIVO ALLA ESDEBITAZIONE
Giovedì 29 Dicembre 2011

Pubblichiamo le osservazioni approntate dall'avvocato Pasquale Barile sulle procedure di ristrutturazione dei debiti dei consumatori e dei piccoli imprenditori. ll decreto legge n. 212/2011 è un apprezzabile tentativo del Legislatore volto a coniugare l’effettività del credito (ovvero il suo celere realizzo anche attraverso il ricorso ad organismi esterni alla Giurisdizione) con il favor debitoris (o per lo meno di due particolari categorie di debitori, i consumatori e le piccole imprese non assoggettabili a fallimento) nel periodo di grave crisi economica che il Paese sta attraversando. Analogo apprezzamento va manifestato per gli effetti, in termini di maggiori opportunità di lavoro, che tale normativa avrà per le categorie professionali che saranno direttamente e maggiormente interessate da tale nuovo istituto (avvocati, commercialisti, notai ed esperti contabili ed organismi di composizione della crisi in genere, per la gran parte costituiti da detti professionisti). Di ciò va dato doverosamente atto al Legislatore. Ciò nondimeno, con spirito assolutamente costruttivo, è opportuno soffermare l’attenzione su alcuni aspetti critici di tale nuova normativa che, a parere di chi scrive, possono vanificare in gran parte i lodevoli intenti del Legislatore; criticità che attengono in parte al contenuto del piano di esdebitazione e, per la gran parte, al complesso iter procedimentale previsto, invero mutuato dal diritto fallimentare e forse anche reso più farraginoso dell’analogo procedimento previsto dalla normativa fallimentare, sebbene - tra le due procedure – in comune vi sia solo la finalità di agevolare la definizione della crisi patrimoniale con soluzioni alternative rispetto a quelle classiche.

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Manovra, via libera di Confprofessioni a Monti . Stella: ma la liberalizzazione degli ordini non penalizzi i professionisti
Lunedì 5 Dicembre 2011

Nella giornata del 4 dicembre il Premier Monti ha incontrato le parti sociali in vista del varo della Manovra finanziaria. I rappresentanti degli Ordini non sono intervenuti all'incontro, mentre a rappresentare i professionisti era presente unicamente il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. “Abbiamo voluto incoraggiare il presidente del Consiglio Mario Monti nella sua azione di risanamento e lo abbiamo sollecitato a fare presto: eventuali limature e aggiustamenti potranno essere ripresi nelle prossime settimane, anche alla luce delle indicazioni emerse oggi dall’incontro con le parti sociali”. Via libera alla manovra di dicembre da parte di Confprofessioni durante l’incontro odierno tra governo e Parti sociali. “La situazione economica del nostro Paese non ammette più deroghe” ha sottolineato Stella “le misure presentate dall’esecutivo assicurano, da un lato, risparmi immediati e nuove entrate a regime e, dall’altro, vogliono incoraggiare l’economia attraverso misure di riduzione di alcuni costi per chi produce e lavora”. Durante l’incontro con le parti sociali, il presidente di Confprofessioni ha toccato il tema delle liberalizzazioni delle professioni, sottolineando alcune perplessità. “Va bene sburocratizzare e ammodernare gli ordinamenti professionali, ma attenzione a non compromettere l’attività dei liberi professionisti. Se il Governo non dovesse ottemperare nei termini previsti alla delega in materia di riordino degli Ordini, gli stessi decadono immediatamente. Parlo da rappresentante dei liberi professionisti italiani e ha dato al Governo disponibilità piena ad esaminare congiuntamente l’intera materia” ha detto Stella. “Non possiamo permetterci di cancellare la professionalità e le competenza di milioni di liberi professionisti che possono e devono contribuire al rilancio e all’affermazione del sistema Italia sui mercati internazionali” Il rappresentante dei professionisti ha poi chiesto esplicitamente a Monti di allargare la platea dei soggetti beneficiari degli sgravi Irap anche ai professionisti e ai titolari degli studi professionali. “Quando si tratta di provvedimenti che dispongono incentivi o benefici fiscali o occupazionali, le norme prendono in considerazione solo le imprese e il loro lavoratori, mai i professionisti e i dipendenti degli studi professionali” stigmatizza Stella. “Per evitare pratiche di concorrenza normativa sleale, sarebbe opportuno che i professionisti vengano considerati come una vera e propria attività economica, come già accade in Europa; dunque, appare coerente con l’azione del Governo, precisare che gli interventi sugli sgravi Irpef previsti in manovra possano essere allargati anche ai professionisti”. Nel merito complessivo del provvedimento il presidente di Confprofessioni ha affermato che sarebbe stato più opportuno agire sulla tassazione Iva piuttosto che inasprire le aliquote Irpef: misura rischia di essere punitiva nei confronti dei “soliti noti”, quei contribuenti su cui già grava un gran parte del gettito Irpef, senza peraltro toccare quelle sacche di evasione che trasversalmente attraversano il reddito d’impresa come il lavoro autonomo. Secondo Stella: “Ancora una volta, il peso della manovra viene scaricato sulle spalle del “ceto medio”, che continua a pagare gli errori della politica e della finanza, senza ricevere alcuna compensazione fiscale o previdenziale. Penalizzare il “ceto medio” significa allargare i confini della povertà. Il governo deve mettere subito mano al riordino deii criteri di tassazione e, intensificare l’azione di contrasto all’evasione fiscale e alle aree o ai settori produttivi ancora oggi beneficiati da una inspiegabile sotto-tassazione. Il governo Monti incassa il sostegno dei liberi professionisti anche sulla riforma previdenziale. “Attraverso il contributivo pro-rata esteso a tutti, si potrà introdurre un graduale aggiustamento di situazioni di sperequazione per il cui rimedio restano ancora, a nostro parere, molte cose da fare, soprattutto verso quegli ingiustificati privilegi della classe politica, a tutti i suoi livelli” ha detto Stella. Giudizio positivo anche sulle misure di rilancio dell’economia presentate dal ministro delle Attività produttive, Corrado Passera. “Innovazione, semplificazioni, investimenti, infrastrutture, confidi e sostegno all’export sono la strada giusta per rianimare l’economia del Paese”.

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Il Segretario generale, avv. Ester Perifano, alla trasmissione
Giovedì 1 Dicembre 2011

Il Segretario generale, avv. Ester Perifano, il 30 Novembre 2011 ha preso parte alla trasmissione "L'aria che tira" di Myrta Merlino dove si è discusso di liberalizzazione.

NEL REPERIRE RISORSE PER USCIRE DALLA CRISI ECONOMICA PENALIZZATI ANCORA L'AVVOCATURA E IL SETTORE GIUSTIZIA
Martedì 8 Novembre 2011

08/11/2011 - GUIDA AL DIRITTO - Editoriale di Ester Perifano. La crisi economica che aggredisce tutto il mondo, colpisce - più degli altri - il nostro Paese. Il Governo, con le manovre d'estate, ha tentato di correre ai ripari. Ha tentato, perché, come e' drammaticamente chiaro mentre scrivo, all'appello manca ancora il Decreto Sviluppo, il cui contenuto, ancora vago e indeterminato, deve ancora passare il vaglio europeo. L’Avvocatura, e il settore giustizia in particolare, terreno consueto – negli ultimi anni - per reperire risorse, sono ancora una volta in prima linea. E così gli artt.37,38 e 39 della prima manovra (D.L.98/2011, convertito nella l.111/11) intervengono pesantemente sul comparto. Tra le previsioni, quella che aumenta, per l’ennesima volta in poco tempo, il contributo unificato necessario per adire le Autorità Giudiziarie e , se ciò non bastasse, tra le pieghe del provvedimento è già previsto un ulteriore aumento, se è vero che il Ministro della Giustizia potrà con decreto disporre in via autonoma l’incremento del contributo laddove rilevi che siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle risorse stanziate annualmente (D.L.98/2011, art.37, co.17). Settori tradizionalmente esclusi per la loro rilevanza sociale ed etica (famiglia, lavoro, previdenza, fisco) , vengono parificati agli altri, per cui non è azzardato affermare che si ridimensiona fortemente la tutela giurisdizionale per i cittadini più deboli, quelli che di solito hanno maggior bisogno di rivolgersi alla giustizia. Il paradosso è che la maggior parte del contenzioso previdenziale (anch’esso colpito dalla manovra, che prevede un accertamento tecnico preventivo obbligatorio, con anticipo di spese a carico dell’istante) è attribuibile alle macroscopiche inefficienze della Pubblica Amministrazione, se è vero – ad esempio - che la medesima disposizione riconosce tout court tutte le pretese che non superino l’importo di €.500,00 e che formino oggetto di giudizi pendenti.

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IL SOVRAFFOLLAMENTO NON SI ELIMINA SOLO CON NUOVE CARCERI
Lunedì 10 Ottobre 2011



Si è svolto a Catania il convegno "Giustizia dietro le sbarre". Un resoconto della giornata. Una giornata di lavori per discutere del rapporto tra giustizia e carceri con un parterre di esperti di alto livello. Il convegno organizzato dall'Associazione nazionale forense ha riunito nell'aula delle Adunanze del palazzo di giustizia rappresentanti tutti gli "attori" del sistema delle carceri. Dai politici agli operatori sociali tutti hanno convenuto nel fatto che il sistema va rifondato - questo è emerso chiaro dall'incontro - su quattro obiettivi: la detenzione preventiva da ridurre solo nei casi più gravi; l'inutilità del carcere per gli extracomunitari senza permesso di soggiorno; misure alternative al carcere per i tossicodipendenti; un sistema sociale che non favorisca la recidiva (se un ex detenuto trova un lavoro nell'80% dei casi non torna a delinquere).

LA MANOVRA APPROVATA IN SENATO. IL TESTO E UN COMMENTO
Sabato 10 Settembre 2011

Di seguito il testo contenente le misure urgenti per la stabilizzazione e lo sviluppo (la manovra) approvato in Senato, unitamente ad un'utile sintesi, pervenuta dall'OUA, in materia di giustizia. Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Per quanto attiene alle parti di competenza della Commissione giustizia, si segnala in primo luogo che il maxiemendamento del Governo ha sostituito l’articolo 1 del disegno di legge di conversione del D.L. n. 138/2011, inserendo una delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari (commi da 2 a 5 dell’articolo 1). Analiticamente, il comma 2 delega il Governo a emanare, entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, uno o più decreti legislativi per «riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza», con l'osservanza dei principi e criteri direttivi indicati nelle lettere da a) a q) del medesimo comma.

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GIUSTIZIA; A.N.F: SU LENTEZZA CIVILE STRABISMO DI GOVERNO E CONFINDUSTRIA
Venerdì 8 Luglio 2011

E’ francamente incomprensibile l’atteggiamento di un Governo che da un lato vorrebbe intervenire col machete sulla giustizia civile e i suoi tempi effettivamente troppo dilatati, e dall’altro tenta di esibire norme come quella sul lodo Mondadori, che minano alla base le elementari regole di convivenza dello stato civile. Soprattutto mortificano i diritti di chi si rivolge al tribunale per vedersi riconosciuto quanto gli spetta. E’ ora di iniziare a parlare seriamente dell’arretrato della giustizia civile in Italia e delle strade per definirlo.” Lo ha dichiarato Ester Perifano , segretario nazionale dell’Associazione Nazionale Forense, durante il convegno “Una proposta condivisa sulla giustizia civile”, organizzato oggi a Roma dall’Associazione Nazionale Forense e da Magistratura democratica.

Oltre 200 mila gli avvocati italiani che hanno aderito allo sciopero per dire no alla mediaconciliazione obbligatoria
Venerdì 24 Giugno 2011

Sono oltre 200 mila gli avvocati italiani che hanno aderito alla giornata di sciopero proclamata dall'Organismo unitario dell'avvocatura (Oua), su indicazione degli ordini e delle associazioni forensi, per dire no alla mediaconciliazione obbligatoria e al progetto di rottamazione della giustizia civile italiana. All'assemblea dell'avvocatura che si è svolta ieri all' Arengario del nuovo Palazzo di giustizia al Centro direzionale di Napoli erano presenti oltre 2.000 persone appartenenti alla categoria forense. Lo rende noto l'Oua.Assegnato alla Commissione finanze del senato per l'esame in sede referente il testo del disegno di legge di Adriana Poli Bortone (Cn-Io Sud) che prevede di destinare una quota degli incassi di giochi e concorsi pronostici alle regioni. Il ddl, che intende così introdurre il principio del federalismo fiscale nel campo dei giochi, spiega Agipronews, stabilisce che le riscossioni dei giochi di abilità e dei concorsi pronostici, nonché i premi non riscossi debbano essere versati dai gestori per una quota del 15% alle singole regioni in cui si sono effettuate le giocate. Per la Regione Sicilia, già beneficiaria della disposizione, è previsto un aumento degli introiti dall'attuale 12,25 al 15%. Customer satisfaction nella p.a., nel mese di maggio l'iniziativa «Mettiamoci la faccia» ha raccolto circa 500 mila feedback. Si è così registrato il dato più alto della partecipazione media settimanale dall'avvio dell'iniziativa (122.000 giudizi settimanali). In totale sono 7,6 milioni i feedback raccolti, di cui più di 2 milioni dall'inizio del 2011. I giudizi continuano a essere positivi: nel complesso l'81% dei cittadini-clienti si dichiara soddisfatto del servizio ricevuto, con un leggero incremento della soddisfazione nell'ultimo mese (83% di valutazioni positive).Un tavolo nazionale permanente di confronto nel settore condominiale e immobiliare per la tutela dei diritti dei consumatori-condomini e la conciliazione paritetica. Lo ha istituito il protocollo d'intesa sottoscritto ieri tra 212 associazioni nazionali dei consumatori (Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori) e l'associazione Anaci (Associazione nazionale amministratori condominiali e immobiliari). Con il protocollo d'intesa le parti firmatarie si prefiggono, inoltre, di collaborare e di stabilire un confronto permanente sull'applicazione della normativa del settore condominiale valorizzando le specifiche competenze ed i saperi di ciascuna organizzazione, nonché la costituzione di sportelli sul territorio, gestiti congiuntamente e la sperimentazione di una commissione di conciliazione paritetica a livello nazionale e locale per la definizione stragiudiziale delle controversie.«Occorre discutere seriamente dell'economia della giustizia, senza pregiudizi, senza condizionamenti e senza presunzioni di malafede». Così il presidente del Consiglio nazionale forense Guido Alpa ribatte a Confindustria che in un seminario ieri a Roma ha reso noto uno studio del suo Centro studi sul peso che in termini di minore crescita del pil nazionale esercita la lunghezza dei processi. «I tempi della giustizia non si accorciano con diktat legislativi. È tutto il sistema che deve reagire, in modo coordinato e sistematico, mettendo in campo competenze e disponibilità; best practices, risorse finanziarie, risorse umane, management», ha proseguito Alpa. «L'incidenza della lentezza dei processi certamente incide sul ritardo nello sviluppo economico, ma non è né l'unica causa né quella determinante», ha concluso il presidente del Cnf.

Mediaconciliazione, scioperano gli avvocati
Giovedì 23 Giugno 2011

Oggi sciopero degli avvocati. È prevista l'astensione da tutte le udienze per protestare «contro la mediaconciliazione obbligatoria e la rottamazione e privatizzazione della giustizia». Manifestazione all'Arengario del Palazzo di giustizia di Napoli organizzata dall'Organismo unitario dell'avvocatura italiana. Sono previsti oltre duemila partecipanti.

Il TAR DEL LAZIO BOCCIA IL REGOLAMENTO DEL CNF SULLE SPECIALIZZAZIONI
Venerdì 10 Giugno 2011

Associazione nazionale forense: Duro colpo alla credibilità del massimo organo istituzionale dell'avvocatura che, anziché attendere serenamente il responso della magistratura, ha insistito in un comportamento che è stato giudicato illegittimo. La sentenza del TAR non ci sorprende: conferma quello che ANF va dicendo da tempo e che il CNF e le Associazioni specialistiche si sono ostinate pervicacemente a negare. Per la posizione espressa abbiamo anche subìto, in passato, aggressioni verbali volgari e gratuite che oggi, volentieri, rispediamo al mittente. L'arroganza è stata giustamente punita. Dispiace che sia stato necessario l'intervento di un Tribunale per ristabilire un ordine che è stato sempre sotto gli occhi di tutti. Il TAR conferma che non esiste un potere regolamentare del CNF in una materia di evidenza pubblica come le specializzazioni forensi ed è gravissimo che il nostro massimo organo istituzionale, il Consiglio Nazionale Forense, non solo abbia violato la legge ma, di fronte ad un Congresso Nazionale che lo invitava con una mozione approvata a larga maggioranza a ritirare l'atto illegittimo, abbia confermato una scelta infausta, ritenendosi al di sopra della volontà dell'unica legittima rappresentanza degli Avvocati italiani. La sentenza riapre, peraltro, anche la questione del Regolamento sulla Formazione Continua Permanente, ancora sub iudice e che il Consiglio di Stato affronterà a breve. Non resta che prendere atto del totale fallimento di una linea, quella portata avanti dal CNF, che ha aggravato la condizione, non rosea, degli avvocati italiani , peraltro dividendoli pericolosamente. Una opposizione tiepida ad una legge incostituzionale come quella sulla conciliazione obbligatoria, la miopia politica dimostrata nel voler difendere a tutti i costi un regolamento sulle specializzazioni chiaramente illegittimo, la costante delegittimazione della rappresentanza politica unitaria che l'avvocatura si è data secondo regole democratiche mai superate, una proposta di riforma dell'ordinamento forense non condivisa e anzi osteggiata da una base sempre più consapevole delle trappole che contiene, impongono un immediato cambio di rotta: chiediamo al Presidente Alpa, con un atto di grande responsabilità, di dimettersi e favorire con questo la ripresa di un vero dialogo unitario all'interno dell'avvocatura.

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Consiglio Nazionale ANF: “Contro una visione della giustizia solo in termini di costi da tagliare e non piuttosto come strumento di sviluppo sociale ed economico del Paese”
Giovedì 26 Maggio 2011

Sabato 14 e domenica 15 maggio si è riunito a Roma il Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Forense. Al centro della discussione il ddl sullo smaltimento dell'arretrato e l’incontro “notturno” del Ministro Alfano con una piccolissima delegazione composta da alcuni Presidenti di Ordini e di Unioni Distrettuali, ai quali, solo successivamente, si è aggiunto anche il Presidente del Consiglio Nazionale Forense. Ancora una volta non si è trattato di dialogo ma di ennesima offesa e disprezzo per le nostre rappresentanze. Tutti, ma in particolare il Presidente del Consiglio Nazionale Forense che si è aggregato ad una visita programmata senza di lui, hanno mortificato ancora una volta il ruolo e la dignità dell’Avvocatura, senza peraltro raggiungere alcun risultato apprezzabile. E’ ovvio infatti che la sola introduzione della parziale obbligatorietà della difesa tecnica non risolverà le forti criticità della normativa (in particolare quelle che saranno oggetto dell’esame della Corte Costituzionale), favorendo invece presso l’opinione pubblica una immagine negativa della categoria e svilendo la forte battaglia condotta a tutela dei diritti del cittadino, per la salvaguardia dello stato di diritto. Negli ultimi anni atti l’intera categoria è stata rappresentata da coloro che, al momento, sono i maggiori responsabili dell’inerzia nei confronti del potere politico ed esecutivo, che hanno contribuito ad aggravare la già difficile condizione, sociale ed economica, dell’Avvocatura italiana. ANF invita il CNF a trarre le dovute conclusioni e chiede al Presidente Alpa di dimettersi per aver tradito l’avvocatura e non esserne più voce ed espressione già da tempo. Confermiamo le ragioni della protesta contro la mediaconciliazione confidando nella pronuncia della Corte Costituzionale. Nell’attesa chiediamo al Governo di emanare tempestivamente un decreto legge che sospenda la obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Il 23 giugno saremo a Napoli alla manifestazione nazionale organizzata dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura. E’ stato invitato a partecipare anche il Ministro della Giustizia nell’ottica di riaprire un confronto produttivo per riprendere un cammino comune. Vedremo se avrà il coraggio di presentarsi! Siamo preoccupati per un sistema che fra media conciliazione obbligatoria (e a pagamento) e sentenza a richiesta (e a pagamento anticipato del contributo unificato – aumentato - per il gravame) ostacola il diritto del cittadino alla giustizia.

LA MEDIACONCILIAZIONE S'HA DA FARE ANCHE SE NESSUNO VUOLE CONCILIARE. L’IMPORTANTE E’…PAGARE!
Lunedì 11 Aprile 2011

Una legge fatta male andrebbe cambiata, invece, il ministero della Giustizia nel tentativo di salvarne qualcosa, rivela il vero obiettivo della media-conciliazione: fare cassa e prendere tempo. Gli uffici di Via Arenula hanno emanato una circolare che vorrebbe fare chiarezza su un punto rispetto al quale, in realtà, non c’erano particolari dubbi. Che succede se il convenuto dichiara di non voler aderire alla mediaconciliazione? Nulla, verrebbe da dire. Si va in giudizio perché il tentativo non ha dato esito. E invece no, spiegano dal Ministero. L’attore, che ha già tirato fuori 40 euro deve comunque presentarsi presso l’organismo di conciliazione, pagare per intero l’indennità dovuta oltre a una quota di quella del convenuto. Con l’unico scopo di sentirsi dire quello che già sapeva: non si può conciliare perché manca l’altra parte. Non c'è che dire, un grande passo verso l'efficienza.

CONTINUANO LE DURE MANIFESTAZIONI DEL MONDO DELL'AVVOCATURA CONTRO L'OBBLIGATORIETÀ DELLA MEDIACONCILIAZIONE E LA PRIVATIZZAZIONE E “ROTTAMAZIONE” DELLA GIUSTIZIA
Domenica 10 Aprile 2011

Ancora una volta il mondo dell'Avvocatura si unisce per opporsi all'obbligatorietà della mediaconciliazione e per difendere lo stato di diritto. Le prossime iniziative sono previste già a metà aprile. Giovedì 14 si terrà una pubblica manifestazione di denuncia e di protesta, presso il Teatro Adriano di Roma (Piazza Cavour 22 - alle ore 10), a cui tutti sono chiamati a prendere parte e venerdì 15 si terranno assemblee sull'intero territorio per spiegare le motivazioni della battaglia che gli avvocati stanno conducendo. E' fondamentale sensibilizzare e informare la cittadinanza sulle problematiche connesse alle riforme che il Governo sta proponendo, dopo aver deciso di smantellare la Giurisdizione Pubblica a favore di quella privata, inevitabilmente costosa e riservata solo a coloro che hanno le possibilità economiche per potersene servire. Il 14 e 15 aprile è stata inoltre dichiarata anche l'astensione dalle udienze civili, penali, amministrative, contabili e tributarie e da ogni attività giudiziaria, nel rispetto della normativa di legge in materia di "autoregolamentazione". L'obbligatorietà della mediaconciliazione favorisce i poteri forti, danneggiando e calpestando i diritti dei deboli e dei cittadini comuni, viola la Costituzione, limita l’accesso alla Giustizia e comporta notevoli costi aggiuntivi non giustificati. La “rottamazione” dei processi civili, che si sta tentando di attuare affidando a circa “600 ausiliari” la trattazione dell'arretrato e stabilendo la possibilità dell’emanazione di una sentenza con motivazione breve, parziale e con un termine perentorio, costituisce un inadeguato tentativo di risolvere il problema dello smaltimento dell’arretrato. La conciliazione obbligatoria rientra in un progetto più vasto che mira alla privatizzazione selvaggia della giustizia civile e che favorisce speculazioni, conflitti d’interesse e mancanza di rigore e di trasparenza. L'avvocatura si rende bene conto di cosa sta accadendo e non può accettarlo perchè prima di tutto sta avvenendo la violazione dei diritti dei cittadini a ricevere giustizia.

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Meglio definire che smaltire: il problema dell’arretrato civile e le sue possibili soluzioni
Giovedì 24 Marzo 2011

Nella società della comunicazione quando si usa ripetutamente e consapevolmente una parola si trasmette un forte messaggio. Se il Ministro della Giustizia parla di un “piano per smaltire l’arretrato civile”, rievoca lo smaltimento dei rifiuti o quello della rabbia o di una sbornia, così accomunando i milioni di processi civili pendenti ad una formula che ne spregia il significato. I giudizi in corso finiscono per essere considerati solo fastidiosi fascicoli, da eliminare al più presto e con qualunque meccanismo, come rifiuti solidi urbani. Il problema dell’arretrato civile esiste ed è un problema serio, non fosse altro perché coinvolge milioni di cittadini e di imprese, la tutela dei loro diritti, la loro fiducia nello stato di diritto e nelle istituzioni. Proprio per questo è arduo pensare di risolverlo con una rottamazione, peraltro non incentivata, o istituendo un sentenzificio a cottimo. L’associazione Nazionale Forense e Magistratura Democratica, nella convinzione che il problema dell’arretrato sia frutto di una inefficienza complessiva del sistema, dalla quale nessun operatore della giustizia può chiamarsi fuori, promuovono un’occasione di confronto e riflessione, allargata anche al Mondo accademico e al personale amministrativo, alla ricerca di soluzioni possibili e condivise che siano rigorosamente rispettose di limiti e principi previsti dalla Costituzione. L'incontro è previsto il 1° aprile 2011 a Roma, presso la Cassa Forense.

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CONVEGNO ANF: "L'AVVOCATURA IN EUROPA - CONFRONTI CON L'ITALIA"
Mercoledì 9 Marzo 2011

Il convegno, che si tiene a Padova giovedì 10 marzo 2011 alle ore 15.00, promuove il dibattito e il dialogo costruttivo sull’identità dell'Avvocato europeo, sull’importanza di diffondere una comune cultura della giurisdizione. La necessità di percorsi professionali integrati, un costante scambio di conoscenze e di esperienze sui problemi comuni, l'adozione di protocolli multilaterali, i principi di etica professionale e di responsabilità sociale comuni, la diffusione della conoscenza degli ordinamenti nazionali - del diritto comunitario e del diritto internazionale, sono solo alcuni dei temi affrontati per promuovere forme di cooperazione sempre più incisive. Affrontare la dimensione sempre più europea dell’avvocatura come una grande opportunità è la strada giusta.

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Giustizia civile: lo smaltimento dell'arretrato
Giovedì 10 Febbraio 2011

“L’obiettivo di smaltire il pregresso nel contenzioso civile è importante, ma su quali misure adottare per ottenere tale risultato regna, negli uffici del Ministero, una certa confusione” questo il commento del segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Ester Perifano sul ddl per la riduzione del pendente giudiziario illustrato dal ministro di Giustizia, Alfano, nel corso della conferenza stampa a conclusione del Consiglio dei ministri che si è tenuta il 9 febbraio 2011. Il Ministro Alfano ha affermato che nel 2010 il numero delle cause smaltite dai tribunali è superiore di 200 mila a quelle entrate nei tribunali, ma non ha fatto cenno al fatto che la diminuzione delle cause pendenti, grazie anche all’informatizzazione e alla riforma del processo civile, è dovuta soprattutto agli effetti della crisi economica che ha determinato un numero di giudizi “in entrata” nettamente inferiore a quello degli anni precedenti. Poiché il numero delle sentenze è rimasto più o meno uguale, può rivendicare un 4% di contenzioso pendente in meno. Ancora una volta sia i cittadini sia l’avvocatura non sono né tutelati né ascoltati. Lo smaltimento dell’arretrato avrebbe potuto vedere la collaborazione attiva degli avvocati, molti dei quali rischiano di uscire dal mercato, a causa della difficile congiuntura economica e della diminuzione, probabile, del contenzioso. Si continuano ad ignorare professionisti preparati e qualificati. Tra le misure proposte: un piano annuale per fissare criteri e numeri per lo smaltimento delle pendenze da parte dei presidenti dei tribunali, il principio della motivazione breve, l’utilizzo dei giovani laureati in legge (praticanti, dottorandi di ricerca e/o specializzandi) come assistenti dei magistrati, l’ipotesi di utilizzo di giudici ausiliari (avvocati/magistrati in pensione). In allegato l'articolato del Ministro per lo smaltimento dell'arretrato.

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Valore Professioni, parte il progetto a sostegno dei professionisti
Lunedì 24 Gennaio 2011

È stato varato il 28 ottobre scorso il progetto Valore professioni, il primo piano nazionale di finanziamenti da 500 milioni di euro che andrà a sostegno dei liberi professionisti e già le richieste sono tantissime. Chiarimenti e delucidazioni possono essere richiesti al numero verde 800.199.880 attivo dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18 dal lunedì al venerdì, oppure possono essere inviate mail all'indirizzo valoreprofessioni@confprofessioni.eu. Il progetto è stato messo a punto da Confprofessioni e Unicredit che si sono impegnati anche ad organizzare corsi di formazione congiunti sia per i liberi professionisti che per i loro clienti sui temi dell'internazionalizzazione e del non profit. Per partecipare occorre essere innanzitutto iscritti ad una delle 15 associazioni aderenti a Confprofessioni che raggruppano commercialisti, esperti contabili, avvocati (Anf), notai, architetti, ingegneri, agronomi forestali e geologi, medici di famiglia, dentisti, veterinari e psicologi.

Giustizia civile, quali soluzioni per uscire dall'emergenza?
Lunedì 24 Gennaio 2011

Per porre mano alla riforma della Giustizia civile occorre un intervento strategico ed organico, che esca dalla logica dell’emergenza e che sappia razionalizzare l’esistente, coniugando l’efficienza con i ben noti vincoli di bilancio e di risorse umane. Basta con i provvedimenti “tampone” e con la deriva alla privatizzazione della Giustizia, che vengono di volta in volta pubblicizzati come risolutivi e che in realtà sortiscono l’unico effetto di appesantire il lavoro di Magistrati, Avvocati e personale di cancelleria, se non addirittura di denegare giustizia. Il fallimento di tutti i riti “accelerati” introdotti dal Legislatore (due esempi: lavoro e societario), nonché di quei pur lodevoli strumenti acceleratori introdotti negli ultimi anni, pressoché mai o quasi mai applicati, dimostra che la paralisi della Giustizia civile non è questione di riti, quanto piuttosto mancanza di risorse (umane e finanziarie) ovvero mancata razionalizzazione delle risorse. Il principio del giusto processo è strettamente legato all’obbligo del giudice di rendere una pronuncia di merito sulla domanda proposta, per questo non può essere condivisibile il tentativo di “rottamazione” dei processi nei modi e nei termini dello scorso luglio 2010. Così è intervenuto Pasquale Barile del Direttivo nazionale ANF al forum del Pd di venerdì 21 sulla giustizia civile (...)

La Mediazione obbligatoria in odore di incostituzionalita'
Domenica 9 Gennaio 2011

Si moltiplicano ricorsi e interventi nel mondo dell'Avvocatura. No al regolamento ministeriale che stabilisce i criteri del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione. Numerosi i ricorsi presentati alla giustizia amministrativa, tra cui quelli dell’Organismo unitario dell’avvocatura, uno dall’Unione nazionale delle Camere civili e uno dall’Unione nazionale dei giudici di pace contro per chiedere l’annullamento del decreto del Ministro della Giustizia, adottato di concerto con il Ministro per lo sviluppo economico n. 180 del 10 ottobre 2010 riguardante il regolamento per la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonché l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 28/2010. Illogicità, arbitrarietà, erronea interpretazione, eccesso di potere, difetto di presupposto: queste le contestazioni avanzate in base alla quali si chiede l’annullamento, previa sospensione del decreto (…)

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Dal ministro Alfano tante promesse non mantenute
Venerdì 26 Novembre 2010

Il Ministro Alfano ha fatto molte promesse ma non ne ha mantenuta nemmeno una. Dai suoi uffici è partito il più grave attacco alla giurisdizione pubblica degli ultimi anni. “Il Ministro della Giustizia ci ha tenuti impegnati due anni a discutere di una riforma alla quale speravamo ingenuamente di contribuire” ha dichiarato il segretario generale dell’Associazione nazionale forense Ester Perifano intervenendo al XXX Congresso nazionale forense. Un intervento applauditissimo quello del segretario Perifano che ha chiarito alcuni punti riguardanti la riforma dell'ordinamento forense e il decreto conciliazione. “Il risultato dimostra che non ci è stato permesso di migliorare il testo – ha continuato Perifano -. mentre nello stesso periodo dal ministero della Giustizia è partito il più articolato tentativo di smantellamento della giurisdizione pubblica degli ultimi anni: dalla delega sulla conciliazione all’intervento sul processo con l’ausiliario del giudice e la motivazione a pagamento”. “La riforma forense approvata dal Senato – ha illustrato Perifano - non risolve i problemi dell’Avvocatura. Dobbiamo dirlo chiaramente che questa riforma non ci piace: dov’è la modernizzazione, dov’è la soluzione dei problemi?” Altro punto critico è la materia delle Specializzazioni: il testo licenziato da Palazzo Madama definisce una disciplina sostanzialmente differente a quella ipotizzata poche settimane fa dal Consiglio nazionale forense. Sulla Conciliazione, poi, Perifano ha ricordato come dallle rappresentanze istituzionali e politiche siano arrivati messaggi poco chiari.

Riforma forense: testo inadatto alle sfide dell’Avvocatura
Martedì 23 Novembre 2010

«Purtroppo l'impianto complessivo della legge è datato è inadeguato alle sfide che l'avvocatura deve affrontare». Queste le prime dichiarazioni del segretario generale dell’Associazione nazionale forense Ester Perifano subito dopo l’approvazione da parte dell’Aula di Palazzo Madama della riforma dell’ordinamento forense che adesso passerà alla Camera. «L’esame da parte dell’Aula del Senato ha addirittura peggiorato il testo cosiddetto unitario – ha continuato il segretario generale Perifano - emblematica è la parte che riguarda il tirocinio e l'accesso: l'esame di stato continuerà ad essere esattamente uguale a quello che è oggi, con l'aggravante che i circa 40.000 praticanti che lo sostengono ogni anno dovranno frequentare obbligatoriamente scuole forensi i cui costi, probabilmente, ricadranno su loro stessi. E quel che è peggio è che questo sistema non garantisce né il controllo dei numeri nè , soprattutto, la qualità dei futuri avvocati». Secondo il segretario dell’Anf «Lo stesso accade per il procedimento disciplinare che rimane, sostanzialmente, uguale a se stesso, solo più macchinoso: si conferma il modello che, come ritengono tutti, è il principale responsabile del progressivo fallimento della giurisdizione domestica». «Forse il punto meno criticabile è quello relativo ai Consigli dell'Ordine, con un sistema elettorale più democratico dell'attuale che garantisce la tutela delle minoranze e pone i bilanci sotto il controllo della Corte dei conti».

Il Cnf ritiri il regolamento sulle specializzazioni
Martedì 16 Novembre 2010

L’Associazione Nazionale Forense ritiene essenziale disciplinare con legge la materia delle specializzazioni ma chiede che, con grande senso di responsabilità istituzionale, il Cnf ritiri il regolamento sulle specializzazioni approvato il 24 settembre scorso, rimettendo al Congresso di Genova, sede più consona, ogni decisione in merito. Questo è quanto chiede il Consiglio nazionale dell’Associazione Nazionale Forense, con il deliberato approvato il 13 novembre scorso a Roma. Il titolo di specialista, secondo l’Anf, deve ritenersi un’occasione per la valorizzazione delle competenze e delle conoscenze dell’avvocato in determinati settori del diritto. L’acquisizione del titolo di specialista quindi può costituire un volano per incrementare le opportunità di lavoro, attraverso una competenza qualificata; allo stesso tempo la regolamentazione della specializzazione risponde alla finalità di tutelare il cittadino utente perché gli consente di rivolgersi ad un professionista dotato di competenza ed esperienza in particolari aree del diritto. È per questo che, vista la rilevanza sociale ed economica che il titolo di specialista ha nel mercato della professione forense, è assolutamente indispensabile che la materia sia disciplinata con provvedimento legislativo (...)

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Al via la partnership tra Confprofessioni e Unicredit per rilanciare le professioni
Martedì 9 Novembre 2010

Il 28 ottobre 2010 è stata firmata l’alleanza tra Confprofessioni e Unicredit per sostenere e promuovere il mondo delle libere professioni. Il progetto Valore Professioni, nato con l’obiettivo di fornire soluzioni finanziarie calibrate sulle esigenze dei professionisti e degli studi professionali, mette a disposizione un plafond di 500 milioni di euro per supportare le attività correnti di investimento, attraverso innovative e vantaggiose soluzioni ad hoc per tutti i professionisti e gli studi aderenti al sistema Confprofessioni. Sarà sufficiente l’iscrizione a un albo professionale e ad una delle associazioni sindacali aderenti per avere facilitazioni nell’accesso al credito, senza ulteriori garanzie. Un segnale di fiducia di UniCredit verso il mondo dei liberi professionisti che oggi conta oltre 2 milioni di iscritti a Ordini con una crescente presenza femminile e una quota consistente di giovani professionisti under 40. L’iniziativa si rivolge ai professionisti e agli studi associati iscritti a Confprofessioni attraverso una delle 15 associazioni del sistema confederale, oppure aderenti agli enti bilaterali. «Nell’ottica di un ampliamento dei servizi offerti ai propri iscritti, attraverso il sistema Confprofessioni,l’Associazione nazionale forense è l’unica sigla sindacale di avvocati a partecipare al programma» ha dichiarato il segretario generale Anf, Ester Perifano. «Il piano – ha continuato Perifano – prevede misure interessanti per rispondere in maniera concreta alle esigenze reali dei professionisti che potranno essere ampliate secondo le necessità».

Ancora sulle specializzazioni...
Mercoledì 20 Ottobre 2010

L'argomento specializzazioni è sempre più all'ordine del giorno nell'agenda dell'avvocatura. L'Associazione nazionale forense si chiede come mai si è regolamentata la specializzazione in maniera molto diversa da quella prevista dal disegno di legge di riforma dell'ordinamento giudiziario quando contemporaneamente il provvedimento è quasi all'approvazione in prima lettura da parte del Senato Alcune associazioni specialistiche, riguardo alle osservazioni avanzate da ANF hanno parlato di critiche strumentali e di sabotaggi interessati. ANF ribadisce di essere favorevole ad una vera riforma delle specializzazioni, così come di volere una vera riforma dell'ordinamento forense. A tutte le componenti dell'Avvocatura, però, si chiede coerenza. Di specializzazioni si vuole parlare ma occorre farlo nella sede più opportuna, vale a dire il Congresso forense di Genova, l'unico a poter legittimamente esprimere la volontà unitaria dell'avvocatura. Ad avanzare osservazioni non sono solo Oua, Aiga e Anf ma anche ordini forensi importanti come quelli di Firenze, Bari, Palermo e Napoli e questo, forse, vorrà dire che il regolamento non è proprio frutto di una unitaria condivisione dell'avvocatura (...)

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Lo Stato della Giustizia
Sabato 16 Ottobre 2010

Forte preoccupazione per lo stato della giustizia in Italia e condivisione piena all'appello del Capo dello Stato. Mercoledì 13 ottobre si è svolto a Montecitorio un incontro tra i parlamentari dell’Unione di Centro (Udc) e le organizzazioni dell'Avvocatura che ha registrato numerose e significative convergenze. In una nota congiunta i deputati Udc Pierluigi Mantini, Roberto Rao, Lorenzo Ria, Amedeo Ciccanti hanno dichiarato di condividere le principali richieste dell’Avvocatura da tempo al centro dell’attenzione dei centristi. « Tra queste richieste - si legge nella nota - ci sono l'aumento delle risorse economiche e materiali da gestire e un impegno contro gli sprechi negli apparati amministrativi delle sedi giudiziarie, assunzione di manager in ciascuno dei medi e grandi uffici giudiziari per gestire con efficienza “l'Azienda giustizia”, applicazione generalizzata di modelli di riorganizzazione come quella del tribunale di Torino, che hanno dato concreti risultati negli uffici giudiziari dove sono stati applicati. È inoltre utile - conclude il comunicato - un incremento della produttività del lavoro dei giudici accompagnato da un numero maggiore di magistrati togati e dall'istituzione della figura dell'assistente del giudice». Per l’Associazione nazionale forense era presente Emanuele Spata, del direttivo nazionale: «Ci siamo lasciati con l’impegno dell’udc a far diventare appuntamento fisso la consultazione con gli avvocati e con le professioni».

I° Congresso straordinario di Anf
Mercoledì 6 Ottobre 2010

Si aprono venerdì 8 ottobre a Pescara (Hotel Esplanade) i lavori del congresso straordinario dell'Associazione nazionale forense. Circa 150 congressisti provenienti da ogni parte d'italia prenderanno parte ai lavori del I° Congresso straordinario dell'Associazione nazionale forense che si chiuderà domenica 10 ottobre. «Il mondo dell'Avvocatura ha urgente bisogno di cambiamento e rinnovamento - ha dichiarato il segretario generale Anf, Ester Perifano - l'associazionismo forense può avere un ruolo recisivo in questa trasformazione se saprà capire, studiare ed interpretare i cambiamenti in atto». L'evento, che giunge alla vigilia del Congresso nazionale dell'Avvocatura fissato per novembre a Genova, dà seguito alle esigenze di cambiamento emerse in occasione del Congresso ordinario di Napoli del 2009. Cambiamenti riguardanti soprattutto l'organizzazione interna, i rapporti tra organi centrali e sedi periferiche, i principi di rappresentatività e partecipazione degli iscritti all'attività associativa. Ma sarà anche l'occasione per affrontare i temi principali che stanno caratterizzando questa fase cruciale della vita dell'avvocatura, dalla riforma forense alle specializzazioni.

Lettera all'Avvocatura
Giovedì 30 Settembre 2010

Sulle specializzazioni il Cnf sceglie la fuga in avanti No a progetti di business in danno degli avvocati e dei cittadini. Ester Perifano, segretario generale Anf: «Vogliamo una riforma della professione forense moderna e al passo con i tempi, vogliamo che gli avvocati abbiano il diritto di esprimere il loro punto di vista e non siano,invece, commissariati da organi scaduti o da associazioni già pronte a sfruttare economicamente il business della specializzazione». La riforma della professione forense, impantanata da mesi in Senato, nonostante tutte le assicurazioni del Ministro e della maggioranza, rappresenta un obiettivo fondamentale per l’avvocatura. Deve essere discussa e approvata rapidamente per garantire a tutti gli avvocati, ma soprattutto ai giovani che più di altri patiscono l’attuale inadeguatezza della disciplina, regole certe, moderne, al passo con i tempi. Ad ANF interessa portare a casa tutta la riforma, e non solo questo o quel pezzo che, da soli, non sarebbero in grado di consentire quel salto di qualità di cui tutti sentiamo il bisogno. Per essere chiari, l’introduzione delle specializzazioni è un passo importante, un momento di crescita per l’avvocatura, ma deve avvenire rispettando il contesto economico e sociale nel quale il nostro Paese si muove: serve una legge, così come è accaduto nel resto dell'Europa, e non è possibile sostituirla surrettiziamente con un regolamento di dubbia legittimità, soprattutto se approvato da un organismo già da tempo a fine mandato e già rinnovato quasi per il 50%. Per l'insediamento del nuovo Consiglio Nazionale, infatti, si attende solo il decreto di nomina del Ministero della Giustizia. (...)

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Specializzazioni: il regolamento espropria il Congresso
Lunedì 27 Settembre 2010

Perifano (Anf): “Un Cnf scaduto per metà decide per 240 mila avvocati” Secondo l'Associazione nazionale forense il regolamento approvato in tutta fretta venerdì scorso dal Consiglio nazionale forense, da un punto di vista tecnico è inadeguato a disciplinare in modo efficace la materia delicatissima delle specializzazioni, mentre il metodo applicato è assolutamente inopportuno. Ad affermarlo è il segretario generale dell’Anf, Ester Perifano che contesta fortemente anche il metodo portato avanti dal Consiglio nazionale forense. «Un blitz come questo – ha affermato Perifano - non è concepibile a meno di due mesi dalla celebrazione del Congresso nazionale; 11 membri su 26 sono già stati rinnovati e il Cnf ha di fatto già concluso il suo mandato esercitando un potere regolamentare che la legge attuale non gli riconosce, incidendo pesantemente sulla vita professionale di 240 mila avvocati e ignorando le perplessità del mondo forense, innanzi tutto degli Ordini che avevano chiesto una pausa di riflessione». «Per la seconda volta in pochi anni – ha continuato Perifano - ci troviamo di fronte ad un Consiglio nazionale ente tuttofare: determina l’elenco delle specializzazioni, gestisce il registro degli Enti formatori, fa l’esame agli specializzandi». Inutile appare ogni forma di consultazione, se poi delle tantissime critiche mosse dai tanti soggetti presenti, Ordini in primo luogo, non si tiene alcun conto. Sconcertante poi che si espropri il Congresso di decidere sulla opportunità di regolamentare le specializzazioni e sul merito della regolamentazione, dal momento che, lungi dal riguardare solo la deontologia professionale, si tratta di una materia destinata ad incidere direttamente ed immediatamente sulla attività professionale di tutti gli avvocati. Tra i punti più controversi Palma Balsamo, responsabile per il Direttivo Nazionale del settore Specializzazioni Forensi , segnala: Vengono indicate fra le specializzazioni branche del diritto effettivamente specialistiche, come il diritto di famiglia o quello sportivo, accanto a veri e propri settori del diritto, come il diritto penale o quello amministrativo, sinora considerati come macroaree e non specializzazioni (...)

Anf: sul regolamento per le specializzazioni e' necessario riflettere ancora
Martedì 21 Settembre 2010

Perifano (Anf): “Le specializzazioni sono il futuro dell’avvocatura, non possiamo permetterci un sistema di regole che guarda al passato e crea più problemi di quanti non ne risolva ” L'Associazione nazionale forense ribadisce che il via libera alle specializzazioni rappresenta un passo fondamentale per la modernizzazione dell’avvocatura: «Siamo assolutamente favorevoli all’introduzione delle specializzazioni – dichiara il segretario generale dell’Associazione nazionale forense, Ester Perifano, che sottolinea però come il testo vada rivisto in molti punti - per questo vogliamo regole adeguate alla delicatezza della materia. Purtroppo la proposta avanzata dal Consiglio nazionale forense suscita molte perplessità, tutte puntualmente evidenziate anche dai Consigli dell'Ordine intervenuti all'incontro di Roma del 18 settembre. Vi è apprezzamento per l’iniziativa, ma molti dubbi sui contenuti». I dubbi sui contenuti del regolamento non sono stati fugati nemmeno dalla nuova bozza diffusa sabato. «L’abbiamo già detto a luglio e lo ribadiamo oggi, non è accettabile un sistema di regole che lasci troppo spazio alla discrezionalità e che confonde il ruolo del controllato con quello del controllore. Serve chiarezza, e non confusione». Oltre ai contenuti, anche il metodo suscita perplessità : «È corretto che un Consiglio nazionale forense in scadenza e rinnovato già per il 50% si prepari ad approvare un regolamento in una materia tanto delicata, o non sarebbe forse più trasparente che le regole vengano dettate dal nuovo organismo già in corso di insediamento?» (...)

Giusto processo: l'Anf in audizione alla Camera dei deputati
Mercoledì 15 Settembre 2010

Mercoledì 15 settembre la commissione Giustizia, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla durata ragionevole del processo ha ascoltato i rappresentanti dell’Associazione nazionale forense. Presenti in audizione il segretario generale Ester Perifano, e i componenti del Direttivo nazionale, Palma Balsamo e Mario Scialla. L’Anf ha depositato in commissione una memoria sul Ddl 3137, evidenziando diversi punti critici del provvedimento, primo fra tutti la mancata inclusione nella fascia con termini di durata più lunghi di reati gravi come la prostituzione minorile e la pedopornografia, la mancata previsione di termini diversi per i processi cumulativi (quelli giudicati contemporaneamente perché connessi tra loro) ed infine la tanto contestata norma transitoria che desta gravi sospetti di legittimità costituzionale. L’Anf ritiene che il diritto al giusto processo in un tempo ragionevole comporta prima di tutto che il processo venga celebrato e che si definisca con una decisione di merito. Il principio della ragionevole durata del processo non può essere assicurato attraverso una predeterminazione rigida di termini, alla cui violazione consegue l’estinzione, dimenticando la tutela dei diritti delle parti lese, delle vittime del reato che si vedranno negato il diritto all’accertamento della responsabilità del colpevole. Ingiustificata poi la norma che prevede la riduzione dell’indennizzo ad un quarto se le domande del ricorrente sono state rigettate in giudizio: una norma in contrasto con la giurisprudenza CEDU, perché la tutela è prevista per tutti i cittadini e non solo per la parte vincitrice. Senza contare che viene reintrodotto il contributo unificato per le procedure Pinto, al solo scopo di scoraggiare l’azione risarcitoria, a tutto svantaggio dei meno abbienti. L’auspicio per Anf è che la discussione parlamentare vada al di là dello scontro quotidiano e approfondisca il tema giustizia considerando l’efficienza del servizio giudiziario e della professionalità dei magistrati, insieme al rispetto delle garanzie e l’effettività della difesa, allo scopo di realizzare una giustizia rapida ma non superficiale.

Settembre, riprendono i lavori con la giustizia in primo piano
Giovedì 2 Settembre 2010

Si prospetta una ripresa dei lavori animata per gli operatori del mondo della giustizia. Processo breve, riforma forense e riforma della giustizia sono al centro del dibattito politico; il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, presenterà al Parlamento i cinque punti programmatici sui quali chiederà la fiducia compresa la riforma costituzionale con la separazione del Csm, la riforma del giusto processo e la legge a tutela delle alte cariche dello Stato (vedi il testo in calce). Per quanto riguarda in particolare il processo breve, il Guardasigilli Angelino Alfano ha dichiarato che per la riforma del processo breve verranno trovati fondi straordinari e il provvedimento sarà una priorità. «Vista la complessità della situazione politica ed istituzionale», il Consiglio nazionale forense ha fissato per sabato 18 settembre alle 12 a Roma un incontro con i rappresentanti del mondo dell’Avvocatura.

Specializzazioni: bene lo slittamento della discussione a settembre
Lunedì 19 Luglio 2010

L'Anf illustra i punti critici della bozza in materia di specializzazioni Perifano: perchè riformare la materia estrapolandola dal contesto generale? La proposta di riformare la materia delle specializzazioni tramite regolamento forse nasconde l'idea di abbandonare la battaglia per la riforma dell'ordinamento forense. “Perchè – ha affermato il segretario generale dell'Associazione nazionale forense, Ester Perifano - riformare la materia delle specializzazioni estrapolandole dal contesto generale di un progetto unitario e farlo addirittura con un regolamento?” Il Direttivo dell'Associazione nazionale forense ha sottolineato le incongruenze più evidenti della bozza di regolamento avanzata dal Cnf come ad esempio la divisione in macro aree anziché in reali materie di specializazione, oppure la possibilità di autocertificarsi in ben due materia con venti anni di iscrizione all'Albo. Le osservazioni che l'Anf ha sviluppato nella materia vogliono semplicemente evidenziare i punti critici del testo per una modernizzazione della professione, evitando soprattutto che nella materia rientrino conflitti di interesse particolari.

Via gli emendamenti “ammazza-giustizia”
Venerdì 9 Luglio 2010

Avvocati pronti a scendere in piazza Ester Perifano (segretario generale Anf): “Speriamo che tra refusi, ripensamenti emendamenti fantasma, corrisponda al vero la notizia che il governo avrebbe deciso di ritirare le norme proposte nei giorni scorsi che avrebbero prodotto lo smantellamento della giustizia civile. Speriamo soprattutto che nessuno provi a riproporle o, peggio, a cercare inutili maquillage su qualche comma. Ad essere inaccettabile è la filosofia che anima il provvedimento: totale diffidenza nei confronti della giurisdizione pubblica e ricerca costante di scorciatoie. Se il governo ritornasse sulla proposta originaria proporremo a tutta l’avvocatura di mobilitarsi con forza contro l’ennesimo attacco allo Stato di diritto”. Il segretario generale dell’Associazione nazionale forense, Ester Perifano, prima che arrivasse la notizia del ritiro dell’emendamento sulla giustizia civile, aveva scritto a tutte le istituzioni, organismi e associazioni dell’avvocatura, per sollecitare una presa di posizione forte e unitaria contro le proposte governative: “Gli avvocati non possono restare silenziosi di fronte a misure che devastano la nostra professione e la giustizia così pesantemente”.

Il Governo rottama la giustizia civile
Mercoledì 7 Luglio 2010

ULTIM 'ORA: Gli emendamenti presentati dal Governo al codice di procedura civile (v.allegato) e inseriti nella manovra in corso di approvazione trasformano il processo civile in una vera e propria corsa ad ostacoli: la rottamazione della giustizia civile è dietro l'angolo. I punti più importanti, dopo una rapida lettura: - le linee programmatiche sulla gestione del contenzioso; - possibilità di nomina di un ausiliario che redige una proposta di decisione da notificare alle parti: se queste la accettano e il giudice la condivide, emette decreto. Con liquidazione delle spese. Diversamente va a decisione: se questa coincide con la proposta dell’ausiliario, la parte, anche se vittoriosa, paga le spese di questi e un ulteriore importo corrispondente al CU. - Assunzione della prova testimoniale davanti al Cancelliere ( il cui costo graverà sulle parti)! - Motivazione breve: come ulteriore possibilità il giudice può decidere con motivazione breve. Questa diventa definitiva se entro 15 gg. la parte non chiede la sentenza estesa, pagando i diritti di impugnazione (C.U che la stessa legge aumenta del 50% per le impugnazioni) . -Viene sanzionata con una pena pecuniaria l’inammissibilità delle inibitorie richieste in appello e in Cassazione; - il CU aumenta del 50% per le impugnazioni e ad € 500,00 per la Cassazione.

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La riforma della professione forense analisi e prospettive
Martedì 6 Luglio 2010

La riforma forense, analisi e prospettive. Mentre al Senato il progetto giace in attesa di un nuovo imput, l’Associazione nazionale forense, sede di Roma, ha organizzato un incontro sul tema per giovedì 8 luglio presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati a Palazzo Marini. Se ne parlerà con Ester Perifano, segretario generale Anf, Alfonso Papa, componente commissione Giustizia di Montecitorio (Pdl), Luigi Li Gotti senatore della commissione Giustizia di Palazzo Madama (Idv) e Pietro Ichino, senatore della commissione lavoro di Palazzo Madama (Pd). All’incontro parteciperanno anche Sergio Paparo, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, Alessandro Cassiani e Donatella Ceré, consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Maria Elena Valanzano del Coordinamento Avvocati della Libertà. Ad introdurre e presentare l’argomento saranno Giancarlo Renzetti, presidente Anf Roma e Stefano Rubeo, responsabile centro studi Anf di Roma.

Collegato Lavoro: come cambia il diritto del lavoro
Lunedì 28 Giugno 2010

Per discutere delle novità introdotte dal collegato alla finanziaria rinviato alle Camere dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, l'Associazione nazionale forense con il patrocinio del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Padova e dell'Associazione "Giuslavoristi italiani" sezione Veneto, organizza il convegno dal titolo: «Il collegato lavoro - Come cambia il diritto del lavoro». L'incontro si svolgerà venerdì 2 luglio dalle ore 15,00 alle ore 19,00 presso la Sala San Gaetano (ex Tribunale di Padova), via Altinate, 71 - Padova. Tra gli altri parteciperanno Ester Perifano, segretario generale Anf, Lorenzo Locatelli, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Padova, Emanuele Spata, presidente Anf Padova, Carlo Cester, ordinario di Diritto del Lavoro all'Università di Padova, Antonio Vallebona, ordinario di Diritto del Lavoro all'Università di Roma e Roberto Santoro, presidente della sezione lavoro della Corte d'Appello di Venezia.

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Manovra, bene l’esclusione delle casse private dai tagli del governo
Venerdì 25 Giugno 2010

Ester Perifano (segretario generale Anf): «Salutiamo con favore la notizia che alle casse private dei professionisti non si applicano le misure previste dalla manovra del governo. Auspichiamo, però, che gli stessi enti, a partire dalla Cassa forense che ha già avviato un percorso virtuoso, provvedano autonomamente a ridurre i costi e aumentare l’efficienza». «E’ una buona notizia soprattutto perché preserva l’autonomia delle Casse ed evita di aprire un varco a possibili tentazioni future - già avvenute in passato – di far confluire i risparmi dei professionisti all’interno del calderone dell’Inps. E’ una buona notizia anche perché consente alle casse previdenziali di agire autonomamente per evitare sprechi di risorse».

Intercettazioni, testo poco equilibrato: per Anf troppa privacy e poco contrasto alla criminalita'
Lunedì 21 Giugno 2010

Ester Perifano (segretario generale Anf): «Il testo non bilancia i diversi interessi costituzionali coinvolti. La Camera modifichi la durata massima e le proroghe. No alla retroattività e all’inasprimento delle sanzioni per i giornalisti». L’Anf auspica che il passaggio a Montecitorio sia costruttivo e chiede alla Camera, nell’ottica di una più concreta lotta alla criminalità, nel rispetto del principio di obbligatorietà dell’azione penale, di rivedere i termini di durata massima delle intercettazioni ed il regime delle proroghe, oggi eccessivamente penalizzanti. Auspica inoltre che venga eliminata la previsione dell’autorizzazione in capo ai collegi dei Tribunali distrettuali nel cui ambito ha sede il giudice competente, venga abolito il divieto di utilizzare le intercettazioni in procedimenti diversi da quelli nei quali sono state disposte ma con l’obbligo di indicare il processo cui si riferiscono.

La crisi vale per tutti piu' efficienza e meno sprechi anche per le Casse di previdenza
Giovedì 17 Giugno 2010

Ester Perifano (Associazione nazionale forense): «Inutile perdere tempo su questioni tecniche, sull’applicabilità o meno delle norme della manovra alle casse private, l’obiettivo è chiaro e giusto: risparmiare riducendo i costi non essenziali. La Cassa forense dia l’esempio, non aspetti la conversione del decreto e applichi volontariamente le misure di contenimento della spesa. C’è la crisi economica, la Cassa forense - su pressante richiesta del governo - ha appena approvato una pesante riforma previdenziale che incide non poco sulle tasche degli avvocati, non serve una legge per decidere di ridurre gli sprechi e aumentare l’efficienza. La Cassa forense agisca subito e volontariamente, tagliando dove si può e attrezzandosi per gestire in modo più efficiente il proprio patrimonio».

Presentato il progetto sulle misure di sostegno e incentivo per lo sviluppo delle libere professioni
Mercoledì 16 Giugno 2010

Contrazione degli incarichi, ritardi nei pagamenti, difficoltà nel sostenere le spese di gestione degli studi: la crisi economica colpisce duro anche i professionisti. Nel tentativo di fornire strumenti utili per far fronte alle difficoltà, un gruppo di parlamentari del Pdl, guidati da Antonino Lo Presti,  ha presentato un progetto di legge contenente “misure di sostegno e incentivo per lo sviluppo delle libere professioni” (Ddl 3480). Il disegno di legge, che deve ancora iniziare il suo iter  presso la commissione Giustizia di Montecitorio, prevede una serie di misure contro i ritardi nei pagamenti delle pubbliche amministrazioni, rispetto alle quali disciplina sia le modalità di conferimento di incarichi professionali esterni sia l’autorizzazione ai propri dipendenti di svolgere attività libero professionale. Tra le novità anche l’estensione ai professionisti di alcune misure della legge fallimentare,  l’applicazione di alcune agevolazioni  previste per le Pmi e la possibilità di “trasferimento di studio tra professionisti”

Conciliazione, il decreto non tutela i diritti dei cittadini.ANF chiede al Governo modifiche urgenti.
Martedì 8 Giugno 2010

Ester Perifano(Segretario generale Anf): “Si rischia di dover tentare di conciliare circa un milione di controversie, molte delle quali con scarsissime possibilità di accordo. Serve una fase di sperimentazione e, considerati i ritardi del ministero, il differimento dell’entrata in vigore di almeno 12 mesi dalla pubblicazione dei decreti attuativi”.Il Direttivo nazionale dell’Associazione nazionale forense, durante la riunione di venerdì 28 maggio ha approvato un deliberato con il quale si chiede urgentemente all’esecutivo di modificare il decreto sulla media conciliazione.L’Anf – si legge nel documento - ha evidenziato già durante l’esame parlamentare i punti di criticità del provvedimento in tema di conciliazione. Nonostante ciò, il decreto 28/2010 ha introdotto modifiche addirittura peggiorative al testo. Da una stima prudenziale il tentativo obbligatorio di conciliazione a partire dal marzo 2011 potrebbe riguardare circa il 22 % del contenzioso complessivo, pari a circa un milione ci controversie: ad oggi non sono ancora stati emanati i decreti attuativi necessari all’applicazione della normativa né sono state diffuse informazioni circa il loro probabile contenuto, quindi non è possibile prevedere, con ragionevole attendibilità, i costi che si riverseranno sui cittadini che saranno gli unici a pagare questa riforma.

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Riforma forense : servono regole migliori per le specializzazioni.
Martedì 1 Giugno 2010

Il Direttivo Nazionale di ANF prende posizione sul tema, scottante, delle specializzazioni. “Vogliamo criteri chiari per stabilire come i nuovi avvocati possano specializzarsi. Bisogna evitare il far west” dichiara Ester Perifano, Segretario Generale ANF.Il Direttivo dell’Associazione ribadisce che l’introduzione delle specializzazioni all’interno della riforma della legge professionale forense in discussione al Senato è un fatto positivo, soprattutto perché rappresenta una garanzia per i cittadini. “Il sistema ipotizzato nel progetto di riforma - si legge nel documento approvato - desta però qualche perplessità, in primo luogo per la mancata previsione di percorsi - alternativi alla frequenza delle scuole di alta formazione - attraverso i quali sia possibile dimostrare la propria conoscenza e pratica specialistica. Come pure sembra eccessiva in senso opposto la possibilità, per gli avvocati iscritti all’albo da almeno venti anni, di qualificarsi con il titolo di specialista, addirittura in due diverse discipline, solo sulla scorta di un’auto-attestazione ".

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Riforma forense, Anf: dal Senato buone notizie ma si puo' fare di piu'
Mercoledì 19 Maggio 2010

Riforma forense, Perifano (Anf): «dal senato buone notizie, ma si puo' fare di piu'. tra gli avvocati c'e' chi difende antichi privilegi o nuovi businness» «Dal Senato arrivano notizie rassicuranti, da alcune associazioni forensi - invece - pessime prese di posizione», commenta così il segretario generale dell’Anf, Ester Perifano le ultime novità sul disegno di legge in discussione a Palazzo Madama. «Le richieste di modifica arrivate dalla maggioranza vanno tutte nel senso indicato da mesi dall’Anf: più trasparenza e garanzie sulle specializzazioni, equo compenso per i praticanti e possibilità di svolgere lavoro dipendente per evitare inaccettabili discriminazioni verso i giovani. Si può e si deve fare di più, intervenendo sul processo disciplinare, consentendo agli studi legali forme organizzative più moderne e riconoscendo e tutelando le decine di migliaia di avvocati dipendenti che lavorano nel nostro Paese. Le novità di questi giorni, però, dimostrano che il disegno di legge è migliorabile e l'Anf continuerà a lavorare in questa direzione».

I Tribunali al tempo della crisi. Realta' e prospettive di rilancio.
Lunedì 17 Maggio 2010

Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia Civile. Convento di S.Domenico - Sala Bolognini Piazza San Domenico 13 - BOLOGNA 29-30 maggio 2010. Ancora una volta Bologna al centro del dibattito : una "due giorni" di lavoro intenso che si propone di fare il punto su tutte le problematiche gestite quotidianamente dagli Osservatori: la informatizzazione degli uffici giudiziari, la essenzialità dei funzionari di cancelleria nella gurisdizione, lo svolgimento della pratica forense negli uffici giudiziari. E poi, aggiornamenti sulle varie attività : la conciliazione delegata dagli uffici giudiziari e il progetto Nausicaa a Firenze, il protocollo sulle esecuzioni immobiliari a Verona,il protocollo sul rito locatizio a Torino, il protocollo per le udienze civili a Pescara e a Bologna. Approfondimenti sulle risorse informatiche, sul procedimento sommario di cognizione, sulla conciliazione delegata.Infine una Tavola Rotonda, moderata da Giovanni Negri de Il Sole 24 ore, con la partecipazioni di avvocati, magistrati e dirigenti di cancelleria.

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Avvocati sans papier, senza welfare e senza clienti
Mercoledì 5 Maggio 2010

Anche il mondo forense ha i suoi invisibili, professionisti senza diritti. Sono gli avvocati sans papier: formalmente liberi professionisti, di fatto lavoratori dipendenti e paradipendenti degli studi legali. Anche a loro vuole dare voce l’Associazione Nazionale Forense, perché inizino ad uscire dall’ombra per acquisire un ruolo nel sistema produttivo e professionale e diritti basilari . Di loro si parlerà venerdì 7 maggio a Firenze dalle 15,30 alle 18,30 durante la Tavola rotonda organizzata da Anf con il patrocinio della Fondazione per la Formazione forense dell’Ordine degli Avvocati di Firenze e con la collaborazione del Sindacato degli Avvocati di Firenze e Toscana (sala Plenaria dell’Hotel Londra, via Jacopo da Diacceto 16/20).

Il Ministro Alfano incontro i 25 Presidenti Nazionali degli Ordini Professionali
Giovedì 22 Aprile 2010

Improvviso mutamento di rotta nei programmi del Ministro della Giustizia : prima la legge quadro per tutte le libere professioni e poi i singoli Satuti.

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Il Ministro Alfano interviene in Senato sulla Riforma Forense
Giovedì 22 Aprile 2010

IL Ministro della Giustizia è intervenuto ieri in aula al Senato sul ddl di riforma dell'ordinamento forense in discussione. Necessario emendare il testo per evitare le accuse di corporativismo.In dubbio la riserva agli avvocati sulla consulenza e assistenza legale.Modificare i criteri per valutare l'effettività e la continuità dell'attività lavorativa per il mantenimento dell'iscrizione nell'Albo.

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La Conferenza della Cassa Forense
Domenica 18 Aprile 2010

Una riforma che guarda al futuro: scenari di sostenibilità per l'avvocatura che cambia. Baveno - Stresa, 15/18 aprile 2010 Centro Congressi Grand Hotel Dino

Associazione Nazionale Forense V Congresso Nazionale
Giovedì 1 Aprile 2010

Napoli, 19 - 22 marzo 2009 Grand Hotel Vesuvio Superare la crisi Guardare al futuro La registrazione dei lavori congressuali

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