Giudici di Cassazione e alti magistrati: sì del Cdm alla proroga di un anno. Via a misure anti­arretrato e nuovi posti

Il Sole 24 Ore, di Alesssandro Galimberti –

Un anno di servizio in più per i giudici delle magistrature apicali (Corte di Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei conti, Avvocatura dello Stato), iniezione temporanea di toghe nelle corti di legittimità, assegnazioni più lunghe di giudici alle sedi territoriali (e a prescindere dal gradimento del magistrato) e infine blocco dei distacchi del personale della Giustizia. Sullo sfondo, il varo senza eccezioni del processo amministrativo telematico a partire dal 1° gennaio prossimo. Il tanto atteso decreto “salva apicali” è stato approvato ieri dal Consiglio dei ministri, confermando tutte le indiscrezioni trapelate (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) e aggiungendo la parte sull’efficientamento del sistema civil­penalistico, soprattutto e ancora una volta con proiezione su Piazza Cavour. I magistrati di Cassazione nati nel ’45 (leva a cui appartiene il presidente Giovanni Canzio) resteranno in servizio fino al 31 dicembre 2017. Proroga anche per gli apicali delle altre giurisdizioni, vale a dire Consiglio di Stato, Avvocatura dello Stato e Corte dei conti. Per tutti loro però l’asticella anagrafica sarà più bassa rispetto ai colleghi di Cassazione, perchè il trattenimento in servizio riguarderà solo la classe del 1947. Con questa terza proroga, in sostanza, il Governo rimedia al danno di transizione commesso due anni fa quando abbassò repentinamente l’età pensionabile dei magistrati da 75a 70 anni, nonostante il parere contrario ­ all’epoca ­ della stessa Giustizia che aveva intravistoi problemi di continuità del servizio, puntualmente verificatisi poi. Alle corti della Cassazione arriverà il soccorso dei giudici del Massimario, che ­ nonostante siano magistrati “di merito” e non “di legittimità” ­ potranno essere aggregati alle Sezioni, massimo uno per collegio se hanno almeno 2 anni di anzianità nel servizio, per smaltire i processi pendenti (la Cassazione sforna­ unicum al mondo ­ quasi 100mila sentenze all’anno e nessun intervento legislativo è finora riu­ scito a limitare questo inconcepibile flusso). In Cassazione, inoltre, potranno lavorare dal giorno della pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto, anche i magistrati tirocinanti esclusi fino ad oggi, tirocinio che tra l’altro si abbrevia a 12 mesi (dai 18 previsti dalla legge) e al termine del quale salta il divieto risalente all’epoca Berlusconi/Castelli ­ di occupare subito ruoli da pm, giudice monocratico o addirittura Gip. Cambiano anche le regole per i trasferimenti di sede dei magistrati ordinari, considerato che il periodo di “ferma” mi­ nima di tre anni previsto dall’ordinamento giudiziario viene allungato a quattro per evitare la fuga dalle destinazioni poco gradite. Scatta da subito anche il blocco dei distacchi degli uffici di sorveglianza (esecuzione penale), salvo nulla osta del presidente del tribunale di Sorveglianza, ma lo stop ai transiti vale anche per tutto il personale in servizio alla Giustizia. Magistrati ­ soprattutto ­ o personale potrà essere chiamato solo da organi costituzionali (per esempio: il Csm). Quanto ai vincitori di concorso, il decreto del ministro Andrea Orlando prevede che, entro 5 giorni dall’ultima seduta delle prove orali di idoneità, il ministro può chiedere al Consiglio superiore della magistratura di aumentare del 10% la platea dei posti disponibili o che si renderanno disponibili nei sei mesi successivi. Il Csm sul punto dovrà rispondere entro un mese dalla richiesta. Per le nuove immissioni in ruolo il decreto stanzia una quarantina di milioni aggiuntivi sul bilancio della Giustizia, da spalmare a partire dall’esercizio 2017 e fino al 2026. Sul decreto, che aveva già incassato i “distinguo” preventivi di Anm ­ in sostanza contraria alla terza proroga più o meno ad personam ­ poche le reazioni del mondo politico. Solo Carlo Giovanardi («siamo stati facili profeti, e il Governo non ha risposto in Parlamento ai senatori») e Renato Brunetta («Renzi ha qualcosa da farsi perdonare?») hanno commentato l’esito del Cdm.

I punti chiave

PENSIONAMENTO
I magistrati di Cassazione che non abbiano compiuto i 72 anni al 31 dicembre prossimo sono prorogati in servizio fino al 31 dicembre 2017. Per i magistrati del Consiglio di Stato, Corte dei conti e avvocatura dello Stato il prolungamento in servizio di un anno riguarderà solo chi sta compiendo i 70 anni

TIROCINANTI

Il tirocinio formativo potrà essere speso anche in Cassazionee nella relativa Procura generale. Il tirocinio dei vincitori dei concorsi 2014e 2015­e anche di quello del 2016­ sarà abbreviato a 12 mesi (invece dei 18 previsti). Procedure accelerate, inoltre, per l’assegnazione dei posti ai vincitori di concorso

TRASFERIMENTI

Il magistrato viene assegnato a una sede (cancellato l’inciso «da lui chiesta») a cui rimane vincolato per un minimo di 4 anni (invece di 3). Scatta il divieto fino al 31 dicembre 2019 di assegnazione del personale della giustizia ad altre amministrazioni . Unica eccezione se la destinazione è un organo costituzionale

INCARICHI DIRETTIVI

Per diventare presidente di Tribunale o procuratore della Repubblica (e degli omologhi ruoli in appello, oltreché dei ruoli minorili) e anche procuratore nazionale antimafia ci devono essere ancora almeno 4 anni di servizio prima del pensionamento. In Cassazione il limite scende invece a tre anni

PROCESSO AMMINISTRATIVO

Dal 1° gennaio prossimo il processo amministrativo diventa telematico per tutti i nuovi procedimenti. Utilizzo obbligatorio della Pec (posta elettronica certificata). Periodo sperimentale di tre anni in cui tutte le questioni procedurali dovranno essere sottoposte subito al vaglio del presidente del Consiglio di Stato

ASSUNZIONI

Per avviare il processo telematico nei Tar e al Consiglio di Stato viene autorizzata l’assunzione, ovviamente tramite concorso, di 53 ruoli, di cui tre dirigenti, 30 dipendenti come «funzionari informatici» e altri 20 in qualità di «assistenti informatici»