Giudici onorari, due giorni a settimana

Il Sole 24 Ore – 

Limitate le nuove competenze in materia civile. Cancellate quelle penali. No a un’estensione dell’impegno richiesto oltre i due giorni a settimana. Noa una forma previdenziale a carico dello Stato; sìa una copertura per infortuni sul lavoro. La riforma della magistratura onoraria approda al traguardo del Consiglio dei ministri in agenda per lunedì prossimo. La versione del testo in entrata a Palazzo Chigi ha previsto alcuni correttivi, accogliendo le richiesta avanzate da Parlamento e Csm; tuttavia a molte altre ha però detto di no. La principale, forse, perchè sollecitata soprattutto dalle Procure era quella, fatta pro­ pria dal parere reso dal Csm, di un aumento di un giorno (da 2 a 3) dell’impegno lavorativo richiesto ai magistrati onorari, comprensivo della partecipazione a non più di due udienze a settimana. Niet da parte del ministero della Giustizia. Che spiega come la soluzione suggerita dal Consiglio superiore della magistratura non sarebbe idonea ad assicurare la piena compatibilità dell’incarico onorario con lo svolgimento di altre attività. In ogni caso, si sottolinea, il limite dei 2 giorni è stato oggetto di una dialettica con la Commissione europea. Come pure semaforo rosso per un aumento delle indennità rafforzando la parte fissa e cancellando quella variabile. In questo senso i margini di manovra erano inesistenti, visto che, sottolinea il ministero nella relazione di accompagnamento al decreto, la stessa legge delega stabiliva un’articolazione dell’indennità in una parte fissae in un’altra variabile di risultato. Cambia invece la parte sulle competenze, cancellando, come richiesto sia dalla Camera sia dal Senato l’estensione nel settore penale. Non saranno co­ sì sottoposte ai giudici di pace nuove fattispecie di reato come minaccia (salvo vi siano aggravanti) e furto perseguibile a querela, abbandono di animalie contravvenzioni riguardanti animalio specie vegetali protette, commercio e vendita di fitofarmaci e rifiuto di fornire le generalità alle forze dell’ordine. Sul fronte civile soppresso il trasferimento alla competenza del giudice di pace, tra l’altro, per le cause di regolamento di confini; per quelle in materia di costituzione, acquisto ed estinzione delle servitù prediali, e di accertamento della servitù; per le cause di impugnazione della divisione che ha per oggetto beni immobili; per le cause di scioglimento di comunione su beni immobili. Slitta al 2025 l’allargamento in materia condominiale. Ricorrente era poi la richiesta che il versamento dei contributi previdenziali per i magistrati onorari sia posta a carico dello Stato, anche attraverso l’adozione di provvedimenti normativi. Richiesta che non può essere accolta perché in contrasto con la legge delega che affida sì al decreto il compito di regolare un regime previdenziale e assistenziale ma «compatibile con la natura onoraria dell’incarico, senza oneri per la finanza pubblica, prevedendo l’acquisizione delle risorse necessarie mediante misure incidenti sull’indennità».