GIUSTIZIA; ANF A ANM: BASTA MAGISTRATURA CHE SCREDITA RUOLO AVVOCATI: NECESSARIA NUOVA ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DEI MAGISTRATI PER MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA.

magistratura“Nell’interesse della giustizia e dei cittadini è opportuno che la magistratura abbia un approccio meno autoreferenziale e sia più rispettosa del ruolo degli altri operatori del diritto.
Parte della magistratura continua a porsi rispetto ai problemi della giurisdizione in Italia con frasi fatte e luoghi comuni: dire che lo stato della giustizia dipende dal numero degli avvocati equivale a dire che i magistrati preferiscono lavorare al ministero della giustizia piuttosto che svolgere processi e scrivere sentenze. E simili luoghi comuni sono inaccettabili.
I rapporti ministeriali degli ultimi due anni, scritti da magistrati, hanno evidenziato che lo stato della giustizia civile e il numero dei procedimenti pendenti non dipendono dal tasso di litigiosità degli italiani, dal numero degli avvocati, dalla dotazione degli organici, dal rito processuale, dalla collocazione geografica degli uffici, dai carichi di lavoro, ma discendono dalla capacità organizzativa dei presidenti di tribunale e dei magistrati che non sanno o preferiscono non contemplare una migliore organizzazione del proprio lavoro.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, a margine del congresso nazionale dei dirigenti amministrativi della giustizia che ha visto la partecipazione del Guardasigilli Orlando, in merito alle dichiarazioni di rappresentanti apicali dell’ANM rilasciate oggi a La Spezia.
“Parlare di nuova organizzazione di lavoro anche per i magistrati é una necessità ineludibile e non può e non deve essere vista come un attacco alla loro indipendenza e autonomia: rendere un servizio ai cittadini viene prima di tutto e di tutti. Essere un organo dell’ordinamento della o repubblica non significa poter entrare liberamente nel merito dei ruoli e delle funzioni degli altri operatori di diritto, senza prima risolvere al proprio interno le resistenze sull’ammodernamento dell’apparato giudiziario: prima col processo telematico e ora col tema della diversa organizzazione del lavoro dei giudici le resistenze sono francamente non giustificabili.

“E’ bene ricordare ai magistrati che si ritengono del tutto autosufficienti dell’importanza di tutti gli operatori della macchina della giustizia, dagli stagisti nell’ufficio del processo, alla magistratura onoraria, ai dirigenti e agli operatori di cancelleria, agli interventi e al supporto anche economico dell’avvocatura che supplisce alle poche risorse dello Stato.
Sono maturi i tempi per un diverso e meno elitario approccio alla risoluzione della crisi del sistema giustizia” – conclude Pansini.