GIUSTIZIA, AVVOCATI: DDL FALANGA SU REGOLE ELETTORALI FORENSI IN DIRITTURA DI ARRIVO, PARLAMENTO LO PORTI A TERMINE. NUOVA DISCIPLINA EVITEREBBE NOMINA DI COMMISSARIO AD ACTA IN SOSTITUZIONE DEL MINISTERO DI GIUSTIZIA

“Nella consapevolezza di un frangente complicato nella vita politica del Paese, che si ripercuote sull’attività parlamentare, ci auspichiamo tuttavia che in Senato si percorra l’ultimo miglio, affinché si giunga in tempi rapidi all’approvazione del Ddl Falanga, che fissa le nuove regole sull’elezione dei componenti degli ordini circondariali forensi”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“ Il testo all’esame della Commissione Giustizia del Senato – continua Pansini – rispetta i principi della tutela di genere e delle minoranze, secondo anche quanto indicato nelle sentenze del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato in seguito ai ricorsi presentati dall’ANF per ottenere l’annullamento del regolamento del Ministero della Giustizia del 2014. Il nuovo testo del DDL AS 2473, adottato nel mese di novembre scorso e che opportunamente ritorna all’interpretazione letterale e corretta dell’articolo 28 della legge professionale del 2012, se approvato in sede deliberante dalla Commissione Giustizia del Senato e subito dopo dalla Camera dei Deputati, non solo metterà la parola “fine” ad una querelle che poteva essere evitata sin dalla emanazione del regolamento ministeriale impugnato, ma assicurerà l’immediato svolgimento delle operazioni elettorali laddove non è stato possibile o sono stati proposti ricorsi definiti e, soprattutto, restituirà all’Avvocatura italiana un assetto istituzionale circondariale rispondente ai princìpi di legalità, democrazia, rispetto delle minoranze e tutela della parità di genere”.

“Se da una parte siamo lieti che le questioni sollevate da ANF siano state tradotte in un testo che la gran parte degli avvocati auspica diventi legge, però rimane amarezza per il fatto che la categoria sia rimasta due anni in questo limbo. Un nuovo testo di legge eviterà la spiacevole nomina di un commissario ad acta che si sostituisca al Ministero della Giustizia per dare esecuzione alle decisioni del TAR Lazio e del Consiglio di Stato in materia” – conclude Pansini.