GIUSTIZIA; AVVOCATI: GIOVANI MESSI ALLE STRETTE, ANF AL LORO FIANCO. REGOLAMENTO CAPESTRO PER DIVENTARE CASSAZIONISTI. LA REAZIONE: FIOCCANO I RICORSI IN TUTTA ITALIA

giovani_avv“La giovane avvocatura in Italia è messa alle strette: un regolamento capestro del CNF intende infatti ostacolare il percorso degli avvocati più giovani, rendendo l’abilitazione al patrocinio delle cause in Cassazione un percorso ad ostacoli lungo e costoso. ANF è al fianco della giovane avvocatura, e in tutta Italia i giovani colleghi hanno impugnato, dinanzi al TAR Lazio o con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica e con il sostegno delle sedi ANF, il regolamento sulla disciplina per diventare cassazionisti”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Questo regolamento – continua Pansini –  si traduce in un lungo percorso che aumenta il divario tra anziani e giovani: se fino ad oggi gli avvocati potevano ottenere l’iscrizione di diritto nell’albo dei patrocinatori davanti alle giurisdizioni superiori dopo aver maturato un’anzianità di iscrizione all’albo di dodici anni – il giusto riconoscimento dell’esperienza acquisita – d’ora in poi i giovani avvocati dovranno frequentare un corso organizzato dalla Scuola superiore dell’avvocatura  che si terrà per la maggior parte a Roma. Al corso si accederà dopo aver prima superato un test di ammissione, valutato da una commissione la cui composizione è decisa dal CNF”.

“La preselezione informatica, la frequenza di una scuola obbligatoria a Roma, dieci ore a settimana, una verifica finale di idoneità, la violazione delle norme in tema di concorrenza per l’esclusiva riservata alla Scuola Superiore dell’Avvocatura per l’istituzione dei corsi, la contraddittorietà del requisito dell’effettivo esercizio della professione per poter diventare cassazionista, la specialità delle materie oggetto dei moduli di frequenza: questi – spiega Pansini –  sono alcuni degli altri profili di illegittimità del regolamento che le sedi ANF di Bergamo, Napoli, Pescara, Bari, Vasto, Salerno, e giovani colleghi di tutta Italia hanno inteso far valere per ottenerne l’annullamento. A tutto ciò si aggiunge la beffa: i tanti che negli anni sono diventati avvocati all’estero, tra i più noti gli ‘abogados’ spagnoli, potranno diventare cassazionisti senza passare per le forche caudine previste dai regolamenti ‘anti –  giovani”.

“A breve, poi, sarà adottato il regolamento sulla disciplina dei corsi delle scuole forensi obbligatorie ai fini del tirocinio: numero programmato, numero minimo di ore, costi da sostenere, verifiche intermedie e finali per poter sostenere l’esame, che, va rimarcato, è un esame di abilitazione e non un concorso come quello per notai e magistrati, con le relative garanzie. ANF ha da sempre denunciato quanto la legge professionale e i regolamenti attuativi siano contro la giovane Avvocatura, l’auspicio è che dal Governo ci possa essere una moral suasion per sostenere i giovani professionisti, sui quali invece ci si sta letteralmente accanendo” – conclude Pansini.