GIUSTIZIA, AVVOCATI; PANSINI (ANF): BENE ORLANDO SU ORGANIZZAZIONE E INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLA PROFESSIONE MA SU AVVOCATURA VERSA LACRIME DI COCCODRILLO. E’ LEGGE PROFESSIONALE CHE NON FUNZIONA E MINISTERO CHE NON VIGILA SU INIZIATIVE IMPROPRIE DEL CNF

“Non possiamo che essere soddisfatti quando Orlando si esprime in termini di organizzazione, internazionalizzazione e specializzazione della professione ma sullo stato dell’Avvocatura il ministro della giustizia versa lacrime di coccodrillo. La verità è che è la legge professionale, da lui sempre voluta e avallata contro il parere di chi ne aveva subito evidenziato criticitá e pericoli, a non essere adatta a soddisfare le esigenze della contemporaneità della professione e a fronteggiare i fenomeni legati al mondo della giovane avvocatura, al lavoro parasubordinato dei legali e alla specializzazione.Gli avvocati italiani hanno per loro sventura una legge professionale modesta, se non dannosa, come modesti, anche sotto il profilo della tecnica redazionale, sono i regolamenti attuativi che giustamente vengono annullati dal Tar”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“A più di tre anni dall’entrata in vigore della legge ordinamentale – continua Pansini –  nessun passo in avanti sotto il profilo della organizzazione della  professione è stato fatto, rimaniamo in attesa di un ddl concorrenza, con la piccola e parziale novità delle società tra avvocati, che non arriva a compimento, mentre la giovane avvocatura sconta difficoltà costanti e continue a fronte di proclami, parole e promesse mai mantenute.  L’interlocuzione con l’Avvocatura è cosa seria e non si realizza solo attraverso il facile plauso a chi costantemente accetta soluzioni e proposte al ribasso per la professione, anche sotto il profilo delle opportunità, per sopperire, a costo zero, all’incapacità dello Stato nell’assicurare la tutela dei diritti del cittadino e l’amministrazione di giustizia e nell’elaborare un nuovo modello di professione”.

“Stupisce infine l’intenzione del Guardasigilli di voler vigilare sulla professione dal momento che l’omessa vigilanza ha caratterizzato l’attività di questi ultimi mesi del dicastero di via  Arenula a fronte di iniziative dubbie e illegittime, riportate anche oggi dagli organi di stampa e rispetto alle quali, trattandosi dei contributi che gli avvocati versano annualmente agli ordini, nonostante i formali inviti e le interrogazioni parlamentari, il ministro non ha mai risposto in palese violazione con la legge che gli impone di intervenire” – conclude Pansini.