Giustizia civile bel paese bocciato

Repubblica Affari&Finanza, di Andrea Bonanni –

Come può funzionare la giustizia in un Paese che ha la più alta concentrazione di avvocati in Europa (dopo il Lussemburgo) ed è tra quelli che hanno meno magistrati? Male, ovviamente. Non è un caso che l’Italia risulti agli ultimi posti nello “scoreboard”, la pagella comparativa, sull’efficienza dei sistemi giudiziari civili pubblicato dalla Commissione europea. Rispetto ai principali Paesi europei, (Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Polonia, Olanda e Belgio) l’Italia risulta in coda praticamente in tutte le classifiche. Siamo ultimi per quanto riguarda il tempo impiegato a risolvere le cause civili e commerciali. Siamo ultimi per il tempo necessario a risolvere i contenziosi amministrativi. Ultimi per quanto riguarda il numero di cause civili pendenti. Ultimi, con la Francia, nella tutela giudiziale dei diritti dei consumatori. Ultimi (con la Spagna) in quella amministrativa. Ultimi nella lunghezza delle cause sul riciclaggio di denaro sporco. Siamo, con l’Austria, l’unico Paese che non preveda corsi obbligatori di formazione per i magistrati già in servizio e operativi. Siamo anche in coda alle classifiche per quanto riguarda il numero di magistrati che seguono corsi sul diritto comunitario o sul diritto di altri Stati dell’Ue. Con questi risultati, non stupisce che l’Italia finisca in coda (con la Spagna) anche nella classifica della percezione dell’efficienza e dell’indipendenza del sistema giudiziario sia da parte dell’opinione pubblica in generale sia parte della business community. Una percezione negativa che è, sia pure leggermente, in crescita negli ultimi anni, nonostante le prestazioni della giustizia italiana abbiano fatto registrare un leggero miglioramento. Del resto, sempre stando alle tabelle della Commissione, Bruxelles ha rilevato in Italia solo cinque casi di trasferimento di magistrati per motivi disciplinari e zero casi di licenziamento. In compenso, ma questo probabilmente fa parte del problema e non della soluzione, siamo il Paese con la più alta densità di avvocati rispetto al numero di abitanti, battuti soltanto dal piccolo Lussemburgo. Ne abbiamo 391 per ogni centomila abitanti. La Germania ne ha 200; il Belgio 163; l’Olanda 102; la Francia 93: meno di un quarto. Sono in molti a credere che questo eccesso di avvocati contribuisca all’affollamento dei tribunali civili e all’allungamento delle cause. Di sicuro non contribuisce a migliorare la competitività del Paese, di cui l’efficienza della giustizia civile è una componente fondamentale.