GIUSTIZIA CIVILE; PANSINI (ANF): DATI MINISTERO CONFERMANO: GIUDICI CASSAZIONE IN AFFANNO. ARRETRATO MATERIA TRIBUTARIA CONTINUA A CRESCERE, OCCORRONO INTERVENTI MIRATI ANCHE SULLE CAUSE CHE DANNO LUOGO AI PROCEDIMENTI SERIALI E A QUELLI CONTRO LA P.A.

“Dalla Direzione Statistica del Ministero della Giustizia arriva l’ennesima conferma sull’entità e la vera collocazione della strozzatura che causa ritardi e nutre il numero dei procedimenti civili pendenti. Mentre i Giudici di Pace e i Tribunali riescono a gestire fisiologicamente l’andamento dei procedimenti pendenti, rispettando i parametri fissati dalla legge Pinto, i procedimenti dinanzi alle Corti di Appello e alla Corte di Cassazione sono in chiaro affanno. Una volta di più una duplice conferma: un eccesso e un turbinio di nuovi riti nella giustizia civile non sono la panacea, e i giudici italiani sebbene altamente produttivi secondo i criteri CEPEJ, devono probabilmente registrare diversamente la loro gestione dei procedimenti pendenti da più di tre anni”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, in merito al ‘Monitoraggio della giustizia civile – terzo trimestre 2016’ del Ministero.

“Guardando le statistiche al 30 settembre – continua Pansini – risaltano con evidenza il dato del peso percentuale della materia tributaria sull’arretrato della Cassazione, essendo ben il 49%  e in crescita costante negli ultimi anni, e i numeri dell’arretrato – 677.151 – di cause ultra annuali (in linea con la metodologia Cepej il dato sull’arretrato civile “patologico”  esclude l’attività del giudice tutelare, dell’ATP, delle esecuzioni e dei fallimenti) che giacciono nei tribunali, nelle corti d’Appello e in Cassazione e che sono a rischio ‘Legge Pinto’. Sarebbe auspicabile che, sulla scorta di questi dati e degli altri che lo stesso Ministero potrebbe fornire sui procedimenti seriali (si pensi al contenzioso previdenziale) e su quelli che vedono coinvolta la PA, si possa delineare un quadro ancora più preciso dello stato della giustizia  civile, dato che complessivamente i processi civili pendenti sono 3.850.000 circa”.

“Alla luce di ciò si potrebbe intervenire con un approccio meno caratterizzato da provvedimenti frettolosi e dettati  dalle linee guida dell’Europa ma mirato sulle cause che danno origine al contenzioso, cosí rassicurando i cittadini sul loro diritto ad una giustizia efficiente e di qualità, e anche gli osservatori internazionali sul reale stato della giustizia in Italia. Occorre ora dare impulso ai concorsi e all’immissione in ruolo di nuovo personale amministrativo e assicurare a tutti gli operatori un maggiore aggiornamento e dotazioni moderne per il processo telematico” – conclude Pansini.