GIUSTIZIA; LA DENUNCIA DI ANF: AVVOCATI DI FATTO DIPENDENTI, BASTA IPOCRISIE. È TEMPO CHE LA POLITICA INTERVENGA. NELL’ULTIMO RAPPORTO CENSIS I DATI SUL FENOMENO

“La politica, Governo e maggioranza M5S e Lega, auspichiamo che vogliano mettere in campo le norme necessarie per regolamentare il fenomeno estremamente diffuso degli avvocati che operano in regime di mono-committenza, ovvero di fatto “dipendenti” di altri avvocati e di studi professionali. ANF è dal 2010 al fianco di questi colleghi, e ora, anche alla luce anche dell’introduzione delle società di capitali e delle norme della L. 81/17, una  diversa organizzazione del lavoro della professione si fa sempre più pressante”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Una realtà – continua Pansini – che è andata sviluppandosi a partire dagli anni ’90, e oggi Cassa Forense quantifica in 30.000 il numero dei sans papier in Italia. Nel  terzo rapporto Censis del 2018 sullo stato dell’Avvocatura si rileva che per il 47% degli avvocati è opportuno regolamentare la loro figura, ma senza far perdere la natura di libero professionista; e il 46,7% tra i più giovani con meno di 40 anni ritiene la condizione precaria di molti ‘collaboratori’ deve essere sanata anche prefigurando la possibilità di contratti agganciati ai contratti di lavoro collettivi. Minoritaria, il 10,9%, la posizione degli intervistati che afferma  la condizione precaria dei ‘collaboratori’ di studio non si risolve con interventi normativi, ma solo le competenze e la qualità garantiscono dai rischi di precarietà”.

“Si evince che gli avvocati italiani sono consapevoli che la professione può essere esercitata in forme diverse e che sia possibile prevedere   tutele per i tanti colleghi che svolgono la professione in regime di mono committenza senza pregiudicare la loro figura professionale e l’organizzazione individuale o associata per la quale lavorano, dunque la rappresentanza istituzionale dell’avvocatura e la politica si muovano in questa direzione, per dare risposte che reclamiamo come associazione da troppi anni. Ci troviamo ormai in vista del XXXIV Congresso nazionale forense di Catania di ottobre prossimo, speriamo che finalmente tutti si accorgano che, tra mono-committenza, società, esame di abilitazione, corsi obblogatori, aggiornamento continuo specializzazioni e innovazione tecnologica, legge professionale del 2012 è nata già vecchia e che è giunto il momento di procedere ad una riforma integrale della riforma ordinamentale” – conclude Pansini.