GIUSTIZIA, PANSINI (ANF) AL CONGRESSO DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA: NESSUNA ATTIVITA’ DI LOBBY DEGLI AVVOCATI, EMERGENZA DELLA GIUSTIZIA CIVILE SONO I PROCEDIMENTI PENDENTI ULTRATRIENNALI E LA NECESSITA’ DI UNA MIGLIORE ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO DEI MAGISTRATI SULLE CAUSE PIU’ VECCHIE. PRESENZA E FUNZIONI DEGLI AVVOCATI NEI CONSIGLI GIUDIZIARI E NEGLI UFFICI LEGISLATIVI NON DEVONO SCANDALIZZARE: NESSUNA LESIONE ALL’INDIPENDENZA ALTRUI MA BASTA CON SLOGAN INGANNEVOLI ED ECCESSI DI AUTOREFERENZIALITA’ GLI AVVOCATI NON SONO FIGURA PROFESSIONALE DA DECIMARE

magistratura“L’unica vera emergenza in  Italia nell’ambito della giustizia civile risiede nell’incapacità di gestire i procedimenti pendenti da più di tre anni (ultra-triennali) che rappresentano il famigerato e mistificato ‘arretrato’ e che, alla data del 30 giugno di quest’anno, sono meno di 700mila. C’è un collo di bottiglia della giustizia civile italiana, e riguarda i procedimenti dinanzi alle Corti di Appello e alla Corte di Cassazione, mentre i Giudici di Pace e i Tribunali riescono a gestire fisiologicamente, e al di sotto o nel rispetto dei parametri fissati dalla legge Pinto, l’andamento dei procedimenti pendenti. Al netto di ogni polemica, è lo stesso Ministero della Giustizia, nei suoi rapporti statistici, ad affermare che, sebbene sia confermata a livello europeo la produttività dei giudici italiani (al secondo nella classifica redatta secondo i criteri CEPEJ), dubbi sorgono in ordine allo loro capacità di gestire i procedimenti pendenti da più di tre anni”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, intervenuto oggi al  XXI congresso nazionale di Magistratura democratica, in corso a Bologna.

“E’ di tutta evidenza – continua Pansini – la necessità di una nuova idea di organizzazione del lavoro, che riguarda i magistrati, gli operatori di cancelleria e anche gli avvocati, e che preveda una leadership nei vertici apicali degli uffici giudiziari, capace di razionalizzare meglio i carichi di ogni singolo ufficio e motivare ogni singolo suo componente. Questa, unita ad una sempre migliore classificazione ad opera degli uffici del Ministero, è la strada più funzionale per l’efficienza della giustizia civile nel nostro paese, piuttosto che quella bulimia legislativa che ha portato al varo, dall’estate del 2011, di 10 decreti legge con altrettanti provvedimenti di conversione, un decreto legislativo, una legge sul decreto ingiuntivo, una legge delega di riforma della magistratura ordinaria, un disegno di legge di riforma del processo civile approvato in prima lettura e una proposta di riforma della legge fallimentare che deve approdare ancora nelle aule del parlamento”.

“Infine, se la sinergia tra i vari soggetti della giurisdizione è ormai un percorso avviato che ha portato all’affermazione del processo telematico e all’idea di una sinteticità degli atti, non si deve gridare allo scandalo per la presenza degli avvocati nei consigli giudiziari e negli uffici legislativi del ministero, con funzioni fino a ieri riservate a pochi, e per il loro graduale maggiore e irreversibile coinvolgimento in tutti i gangli della macchina giustizia della quale sono, al pari di tutti gli altri soggetti, co-protagonisti e non, come ha ben detto Ministro Orlando, categoria da decimare o da criticare sempre e a prescindere; nessuna lobby ma semplice buon senso e visione d’insieme. L’autonomia e l’indipedenza altrui non sono minacciate ma slogan populistici, ingannevoli e autoreferenziali, e il ribadito no di oggi da parte di ANM non aiutano certo a rafforzare, nei cittadini, l’idea di una giustizia che funziona” – conclude Pansini.