GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): BENE I MILLE ASSUNTI PER PROCESSO TELEMATICO. STRADA GIUSTA E’ AUMENTARE INVESTIMENTI PER LA MACCHINA DELLA GIUSTIZIA. BENE ORLANDO: PROLIFERAZIONE LEGISLATIVA NON BASTA E A VOLTE NUOCE, OCCORRE PUNTARE ORA SU MIGLIORE ORGANIZZAZIONE DEGLI UFFICI GIUDIZIARI

proc_telem“Bene l’approvazione della Camera del decreto sull’entrata in vigore della digitalizzazione del processo amministrativo e che consente al ministero della Giustizia di assumere nel triennio altre mille persone in ruoli tecnico-amministrativo per consentire l’attuazione del processo telematico. L’auspicio è che il decreto sia approvato in tempi rapidi dal Senato, perché il funzionamento della giustizia, tramite l’utilizzo della tecnologia e l’implementazione del personale tecnico-amministrativo, può assicurare un miglioramento della qualità e dell’efficienza, nonché della certezza del diritto con una riduzione dei costi e dei tempi di durata dei procedimenti e senza sacrificare la tutela dei diritti. Il Ministro della Giustizia prosegua nella giusta direzione di una nuova e migliore organizzazione di tutti gli uffici giudiziari e il Parlamento sostenga il Guardasigilli nel suo impegno”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Il sistema della giustizia civile e amministrativa nel nostro Paese – continua Pansini – va sicuramente ammodernato e reso rispondente anche alle mutate esigenze della società civile e al sorgere di nuovi diritti e le critiche che continuano a giungere dall’Europa, sebbene spesso impostate su dati non corretti, possono rappresentare uno sprono a perseguire una maggiore efficienza. La strada è quella però di considerare la giustizia civile come una macchina che ha bisogno di risorse, in primis di personale qualificato e tecnologie adeguate, e che non dipende sempre e soltanto da dati economici”.

“Occorre da parte del Governo continuare ad investire, aumentare i mezzi di supporto al funzionamento della giustizia, e non cedere alla tentazione dell’eccessiva proliferazione legislativa che abbiamo visto negli ultimi anni non essere la soluzione ai problemi dei tribunali italiani” – conclude Pansini.