GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): GIORNATA EUROPEA DELLA GIUSTIZIA CIVILE MOMENTO DI UTILI RIFLESSIONI PER L’ITALIA E DI MAGGIORI INVESTIMENTI E ORGANIZZAZIONE

“L’efficienza della giustizia civile è un fattore decisivo per la ripresa economica del Paese oltre che fondamentale terreno di contatto quotidiano per rinnovare nei cittadini la fiducia nella legalità.Infatti una delle condizioni essenziali per la civiltà e l’effettiva democrazia di un paese, è la sua capacità di garantire un servizio-giustizia efficiente ed in grado di assicurare l’attuazione in concreto dei principi costituzionali di legalità, libertà ed egualianza. Purtroppo, secondo le ultime rilevazioni dell’Istat , il 52% di coloro che hanno avuto una esperienza diretta con la giustizia civile dichiara di essere poco o per niente soddisfatto. Negli ultimi tre anni – riferisce sempre l’Istat – ben 1 milione 555mila persone hanno deciso di rinunciare ad avviare una causa civile per il timore di sostenere costi troppo elevati, ed è bassissima la percentuale di cittadini che hanno utilizzato gli strumenti della mediazione e dell’arbitrato. E’ evidente dunque che anche quest’anno le celebrazioni per la Giornata europea della Giustizia civile, istituita nel 2003,  per quanto riguarda il nostro Paese, devono indurre ad utili riflessioni”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“È necessario – continua Pansini – riaffermare l’utilità e l’indispensabilità della giustizia civile nel nostro paese senza ridurre il sistema delle adr al ruolo di strumenti «paraprocessuali», ossia di riduzione del contenzioso giudiziario, posto che gli stessi si pongono obiettivi di ben più ampio respiro. Un gap che l’Italia sta recuperando nei confronti del resto d’Europa è quello attinente alla necessaria digitalizzazione del processo civile, problema ben più gravoso dei numeri sensazionalistici, ma di relativo impatto, riguardanti il numero degli avvocati italiani. Basti pensare che i membri della Commissione europea che svolgono il monitoraggio sullo stato della giustizia nei Paesi membri hanno appreso con stupore nel corso della nostra audizione dell’esistenza tutta italiana delle copie di cortesia e di chi ancora, tra giudici e avvocati, rifiuta il processo telematico; una stortura da superare definitivamente”.

“É innegabile – conclude il Segretario ANF – l’impegno del Ministro della Giustizia ed è importante che abbia introdotto il tema di una migliore organizzazione del lavoro dei magistrati. Occorre prendere atto che i continui interventi spot sul processo non sono la soluzione e che oggi occorrono maggiori investimenti sul fronte delle risorse umane e finanziarie”.