GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): OCCORRONO CHIAREZZA E VERITA’ SUI NUMERI E SUI TEMPI DELLA GIUSTIZIA CIVILE IN ITALIA. INNEGABILE IMPEGNO MINISTRO ORLANDO MA NON SERVONO OPERAZIONI DI MAQUILLAGE. ECCO CIFRE E DATI SULLA REALTA’ DEI PROCEDIMENTI CIVILI NEL NOSTRO PAESE

ministero-giustiziaIl comunicato stampa di ANF e di seguito la nota del Ministero della Giustizia

“Sono innegabili lo sforzo e l’impegno del Ministro Orlando nell’interesse del miglioramento del funzionamento della macchina della giustizia, ma occorre fare chiarezza sui numeri reali e le prospettive del processo civile. È necessaria un’operazione di verità senza rivendicare successi che allo stato non è possibile vedere e senza prospettare come successo una semplice operazione di maquillage sullo stato della giustizia civile in Italia”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, che presenta una attenta disamina dei dati presentati ieri e negli ultimi mesi dal Ministero della Giustizia.

“I dati forniti ieri dal Ministero della Giustizia in realtà – continua Pansini – completano il percorso di mappatura analitica dei procedimenti civili pendenti, iniziato con il rapporto del mese di ottobre 2014 e aggiornato con quelli del’11 agosto e del 30 settembre 2015 e, da ultimo, con quello del mese scorso. Già il rapporto di agosto 2015 affermava che lo slogan del recente passato circa la giustizia (in)civile con un arretrato di oltre 5 milioni e mezzo di cause era superato perché ingannevole; infatti, al 30.6.2014, i procedimenti civili pendenti erano pari a 4.555.613 (considerata la totalità degli uffici giudicanti: Corte di Cassazione, Corti di Appello, Tribunali, Uffici del Giudice di Pace e Tribunale dei minorenni): “come affermato esplicitamente nel rapporto dell’agosto 2015 la conclusione relativa al valore di 4.555.613 affari pendenti risponde non solo a ragioni di trasparenza, verità e lealtà nella comunicazione istituzionale, ma anche a ragioni di opportunità nella policy organizzativa”.

“Non si tratta quindi – sottolinea il segretario di ANF – di processi che diminuiscono o aumentano ma solo di prendere atto dei risultati dello studio statistico dello stato della giustizia civile e di adottare gli opportuni rimedi”.

“E’ opportuno ricordare – continua Pansini –  che il riferimento ai criteri utilizzati nei rapporti internazionali come Cepej, richiamati dal Ministro nella conferenza stampa di ieri, impongono la separazione dei procedimenti non contenziosi (non-litigious cases) da quelli non contenziosi (litigious cases) e di essi il rapporto ministeriale di agosto 2015 fa cenno affermando che comunemente gli affari di volontaria giurisdizione del nostro paese comunicati alla Cepej comprendono (sotto l’unica voce non-litigious cases) sia gli uni che gli altri, in base al rito e non su base ontologica”.

“Ed è proprio il Ministero della Giustizia – aggiunge Pansini –   che invece ritiene necessaria  (ai fini dell’esatta targatura dei procedimenti civili pendenti) una riclassificazione all’interno dello stock degli affari di volontaria giurisdizione (tra quelli in cui il giudice non decide ma funge da garante della legalità e quelli litigiosi in cui decide) che sicuramente avrebbe un impatto favorevole sul mutamento delle cifre dei procedimenti civili pendenti.

Il rapporto del mese di settembre 2015 conferma questi numeri evidenziando che alla data del 31.12.2014 i procedimenti pendenti sono 2.792.751 dinanzi ai Tribunali e 357.711 dinanzi alle Corti di Appello, ai quali devono sommarsi le 344.087 pratiche del giudice tutelare la cui definizione non dipende dalla volontà né dalla diligenza del giudice; alla data del 31.12.2015, secondo il rapporto di aprile 2016, i procedimenti pendenti sono  2.014.283 dinanzi ai Tribunali e 328.357 dinanzi alle Corti di Appello, al netto dell’attività del giudice tutelare”.

“Tuttavia ad oggi ai fini dell’esatta quantificazione dei procedimenti civili pendenti – continua Pansini –  mancano il lavoro di riclassificazione degli affari di volontaria giurisdizione e la depurazione delle false pendenze, come ad esempio, il contenzioso seriale INPS cui il Ministero della Giustizia fa riferimento nei rapporti di ottobre 2014 e settembre 2015. Pertanto, i numeri forniti dal Guardasigilli indicano unicamente il completamento della mappatura del reale numero dei procedimenti civili contenziosi pendenti in Italia, e tali numeri prescindono dalle misure messe in campo dal governo. Anche sulla durata media dei processi, il rapporto ministeriale di aprile 2016 evidenzia numeri diversi: nel 2015 la durata media dei procedimenti contenziosi in Tribunale è di 3 anni, di 1 anno e 9 mesi per le materie di lavoro e di 2 anni e 3 mesi per i procedimenti in corte di appello”.

“Ad oggi non si conoscono ancora gli effetti degli interventi organizzativi, normativi e di spesa: occorrerà del tempo perché le asserite riforme vadano a regime, così come è necessario valutare l’impatto dell’aumento costante del contributo unificato e rivedere il sistema delle forme alternative di risoluzione alternativa delle controversie che, a parte il diritto di famiglia e un leggero incremento delle mediazioni a buon fine, non sembra registrare i risultati sperati” – conclude Pansini.

DI SEGUITO LA REPLICA GIUNTA A STRETTO GIRO DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

Ufficio statistica Ministero risponde ad ANF: dati su giustizia civile corretti e in linea con formule adottate da CEPEJ

5 maggio 2016

“Il Ministro Orlando ha presentato elaborazioni statistiche di dati ufficiali raccolti e diffusi periodicamente dalla Direzione generale di statistica e analisi organizzativa. Il dato sulla durata media del settore civile di primo grado è stato calcolato applicando la formula del “Disposal time” adottata dalla Commissione Europea per l’Efficienza della Giustizia (Cepej) ai flussi di affari civili di Tribunale. Nessuna strana alchimia, dunque, chiunque può ricalcolare la durata media degli affari civili di Tribunale leggendo i dati ufficiali della statistica giudiziaria contenuti nell’ultima relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario o consultandoli online sul sito del Ministero della Giustizia”.

Lo afferma il Direttore generale di Statistica e Analisi organizzativa del Dicastero di via Arenula, Fabio Bartolomeo, in risposta all’Associazione Nazionale Forense che in una nota aveva contestato i dati forniti dal Guardasigilli.

“È del tutto evidente – continua Bartolomeo – che le medie sono indici sintetici che non possono evidenziare tutte le caratteristiche di dettaglio ad esempio per ufficio o per materia. Come si può ben immaginare, in Italia abbiamo Tribunali con performance di eccellenza e altri che sono in maggiore affanno. Inoltre, esistono materie a più rapida soluzione e altre che richiedono tempi tecnici più lunghi. Tuttavia, tutte queste analisi di dettaglio sono altresì disponibili e pubbliche. Infatti, la Direzione generale di statistica e analisi organizzativa, in linea con le indicazioni provenienti dall’Istat e da Eurostat, in questi ultimi anni ha incrementato notevolmente la diffusone di statistiche giudiziarie pubblicando una gran mole di dati, studi ed elaborazioni con l’intento di offrire la più ampia conoscenza possibile dei fenomeni di cui si compone la giustizia”.

In linea con questo approccio, nella conferenza stampa di ieri, il Ministro Orlando ha fatto distribuire un documento contenente tabelle, grafici e analisi, che è stato messo a disposizione di tutti affinché ci fosse piena trasparenza sui numeri presentati.