GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): ORLANDO SU GIUSTIZIA PENALE NELLA GIUSTA DIREZIONE, SU CIVILE BASTA MISURE IMPROVVISATE E DI EMERGENZA

Andrea-Orlando“Bene il ministro Orlando che in tema di giustizia penale invita a non speculare sulla paura quando si affrontano alcuni temi importanti,come la chiusura degli ospedali giudiziari psichiatrici.

Vorremmo che anche in tema di giustizia civile ci fosse un approccio simile, meno emergenziale, evitando di drammatizzare ad esempio il rapporto tra il Pil, cause pendenti e numero di procedimenti nel nostro Paese”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini, presente oggi a Firenze all’intervento del Ministro Orlando all’Assemblea Nazionale Giustizia del Pd .

“Come andiamo ripetendo da tempo – continua Pansini – l’efficienza della giustizia civile non passa da disincentivi a far valere i propri diritti di fronte ad un giudice, ma piuttosto attraverso una migliore organizzazione degli uffici, come avviene del resto già in alcuni tribunali virtuosi. Il rapporto aggiornato di agosto pubblicato dal ministero e richiamato dal ministro evidenzia che le cause pendenti al 30 giugno 2014 sono 4,5 milioni e non i famigerati 5,2 milioni che hanno giustificato interventi legislativi ripetuti e a macchia di leopardo.

Altro mito che viene sfatato è che il numero elevato di procedimenti non dipende dalla litigiosità degli italiani, quasi pari a quella francese dove il numero degli avvocati é di gran lunga inferiore rispetto a quello del nostro paese”.

Aggiunge Pansini – “L’impegno del ministro é lodevole, va riconosciuto, e la ricetta ministeriale – migliore organizzazione degli uffici e capacità dei presidenti dei tribunali – non può che trovarci d’accordo per migliorare il funzionamento della macchina.

Sono sempre i numeri a darci ragione: l’efficienza dei tribunali non dipende dalla loro collocazione geografica né dalle dotazioni di organico, seppure carenti; anzi, ha affermato proprio il ministro, un tribunale ad organico pieno di magistrati e operatori di cancelleria é tra i peggiore dieci in tema di performance. Il processo va sicuramente ripensato e semplificato ma é opportuno tener conto anche di quanto emerge dal rapporto di agosto ed é necessaria una visione organica e complessiva”.

“Come già dimostrato con l’introduzione del PCT l’avvocatura continuerà a dare il suo apporto e non sottrarsi alle sue responsabilità.

Al tempo stesso, i numeri ufficiali del ministero devono indurre ad una maggiore riflessione sulla qualità e la quantità degli interventi legislativi perché molti di essi, anche alla luce del rapporto, non sembrano aver realizzato le finalità per cui sono sono stati adottati in termini di maggiore efficienza del sistema giustizia” – conclude Pansini.