GIUSTIZIA; PANSINI (ANF): RIFORMA DELL’ORDINAMENTO PENITENZIARIO TRA PRIME URGENZE DI FUTURO GOVERNO

“Appare ormai ineluttabile, nonostante le ripetute astensioni dalle udienze  deliberate ed attuate dagli avvocati italiani a far tempo da febbraio 2017, che il testo della  riforma sull’Ordinamento penitenziario in versione riveduta e corretta non arriverà al traguardo per scelte miopi del legislatore e un mal celato opportunismo. La finalità dichiarata nel 2013 dalla ‘Commissione Canzio’ , verrà archiviata con un fallimento, con buona pace  del rafforzamento delle garanzie difensive e l’effettività rieducativa della pena. Ciò premesso, ANF si appella al senso di responsabilità del Governo, ancorchè dimissionario, affinchè voglia approvare definitivamente la Riforma dell’Ordinamento penitenziario, in quanto  migliorare l’esecuzione della pena e il sistema penitenziario è attuazione di una  esigenza costituzionale e sociale, avendo come fine la rieducazione del detenuto contestualmente al mantenimento della sicurezza generale dei cittadini. Se così non fosse, l’approvazione della riforma costituirebbe ineludibilmente  uno dei primi atti del futuro governo.”

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Abdicare alla tutela di queste primarie esigenze in nome di un presunto consenso elettorale o ‘rumori di pancia’ – continua Pansini – non rende un buon servizio né ai cittadini né al ‘servizio giustizia’; anzi, condanna il Paese a ritornare sotto la lente di ingrandimento della Corte di Strasburgo e destinataria di severi richiami ad opera della medesima Corte. La Giustizia ed il diritto violato devono essere riaffermati dalla Stato Italiano in condizioni di legalità formale e sostanziale.Una politica responsabile non può non raccogliere la sfida lanciata dagli Stati Generali dell’Esecuzione penale nel maggio del 2016, di attuare una razionale e civile riforma organica della fase esecutiva della pena, già stigmatizzata dai giudici Europei come disumana e degradante”.

“ANF auspica un rapido ‘ravvedimento operoso’ del Legislatore nella direzione della ‘costituzionalizzazione’ del trattamento sanzionatorio penale complessivo, detentivo e non “ – conclude Pansini.