Giustizia tributaria, il «tavolo» non convince

Il Sole 24 Ore, di Enrico De Mita –

È stata proposta l’istituzione di un tavolo tecnico, presieduto dai capi di gabinetto del ministero dell’Economia e delle Finanze e del ministero della Giustizia, per arrivare a una riforma della giustizia tributaria che si ispiri alle migliori pratiche internazionali. Questa proposta si affianca a quella informale del vice ministro dell’Economia di istituire una «commissione di alto profilo» in grado di elaborare una proposta in tempi brevi per una riforma di sistema della giustizia tributaria. Il tavolo tecnico avrà il compito di convogliare in unica direzione tutte le iniziative che si stanno mettendo in campo in Parlamento e fuori. Nel merito l’obiettivo sarà un sistema semplice ed efficace soprattutto terzo e assolutamente corretto. Obiettivo della riforma sarà quello della “grande professionalità” e la cancellazione dei rapporti tra lavoro privato e attività giudicante. L’istituzione del tavolo tecnico e le dichiarazione del vice ministro delimitano l’attività della commissione di alto profilo che è anche limitata dall’indicazione dei termini brevi. A questa linee ufficiali si affiancano le dichiarazioni del presidente del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria che propone la soppressione del giudizio davanti alla Corte di cassazione che, a parte i profili di costituzionalità, pone problemi non di breve periodo come quello della selezione di giudici che siano del livello della Cassazione, di giudici togati. Tutte queste iniziative ci consentono di formulare previsioni non ottimistiche sulla riforma delle giustizia tributaria e sui lavori della commissione di alto profilo. Questa non sarà incaricata di elaborare proposte di riforme, ma di lavorare nei limiti posti dal tavolo tecnico, vale a dire del governo. Il quale si preoccuperà di tenere fermo il quadro complessivo attuale. I tempi brevi lasciano prevedere aggiustamenti di basso profilo. La professionalità andrà definita nei suoi contenuti e non nella sola incompatibilità. Non è indicato quale sarà il criterio di selezione che sembrano rimanere quelli in vigore. Tralascio i limiti derivanti dalla entità della spesa per introdurre l’incompatibilità. Finora non è stato nominato nessun organo. La commissione di alto profilo è già stata ridimensionata dal tavolo tecnico. C’è un’indicazione, interessante, nella proposta del tavolo tecnico: «Una riforma della giustizia tributaria che si ispiri alla migliore pratica internazionale». C’è da guardare soprattutto alla Francia, dove non esiste un giudice speciale, ma il giudice amministrativo, il giudice ordinario con ricorso in Cassazione, ma soprattutto, una procedura preliminare davanti all’amministrazione finanziaria, che agisce da filtro. Il problema è il rapporto fra indicazioni del governo e il lavoro della commissione. Al tempo della riforma del 1975 la commissione presieduta dal professor Cesare Cosciani fu investita dell’intero progetto della riforma. Forse la migliore soluzione sta nel far partecipare alla commissione alti funzionari dell’amministrazione.