Gli «abogados» vanno in pressing sulla Giustizia

Il Sole 24 Ore

I 332 abogados italiani raggiunti dal decreto ministeriale del 12 maggio di « rigetto del riconoscimento del titolo di avvocato conseguito in Spagna» hanno invitato il ministeroa revocare la circolare e a chiarire che «la Spagna non ha mai messo in dubbio il percorso» di formazione di questi professionisti legalmente stabiliti (e iscritti) in Italia. La diffida è del 24 maggio scorso, «ma finora non abbiamo ricevuto risposta. Il danno d’immagine che stiamo subendo è incalcolabile ­ dice l’abogado Giuseppe Lipari, che già assiste i colleghi nei numerosi ricorsi al Tar aperti in Italia ­ pertanto chiederemo un incontro col ministro Andrea Orlando». La vicenda degli abogados, che purea livello europeo hanno una disciplina e una giurisprudenza chiarissime e univoche (tra le ultime, sentenza 19 settembre 2016, causa C506/04; sentenza 19 settembre 2016, causa C­193/05) sconta le complicazioni della regolamentazione spagnola, modificata a più riprese dal 2011 al 2015, passando per una serie di decisioni giurisdizionali controverse. Tuttavia, spiegano gli abodagos italiani, le autorità iberiche competenti hanno da tempo risolto la questione degli stranieri, confermando la piena legittimità delle iscrizioni ottenute prima del 2015. In sostanza fino all’ottobre 2011 per il riconoscimento del titolo era sufficiente la sola laurea, ma dopo la “stretta” imposta dalla Ue c’era stato un vuoto di norme attuative durato due anni, durante i quali era stato riconosciuto il titolo ai soli spagnoli ma non agli stranieri. La discriminatorietà di questa decisioneè stata definitivamente sanata dal Consiglio Generale dell’Avvocatura e dal Tribunale superiore di giustizia di Madrid il 29 giugno di due anni fa, che hanno in sostanza definitivamente dichiarato la regolarità delle iscrizioni a tutto aprile 2015. Un’ulteriore complicazione è sorta quando il ministero italiano ha chiesto, nei mesi scorsi, un controllo sugli elenchi agli omologhi di Madrid, sbagliando però destinatario (la competenza spettava al ministero dell’Istruzione); il responso a titolo personale del funzionario, che pure sottolineava la propria incompetenza (rimettendo la questione ai collegi territoriali degli abogados)è stata utilizzata­ tra gli altri indizi ­ dal ministero per ritenere illegittima l’iscrizione degli abogados, disattendendo anche lo stesso responso Imi (internal market). Da qui il decreto di via Arenula del 12 maggio scorso di revoca dell’iscrizione di 332 abogados. Decreto che ignorava, tra l’altro, il ricorso pendente al Tar Lazio (11808/16) sull’incompetenza dell’autorità spagnola che aveva qualificato come illegittime le iscrizioni.