GOVERNO, GIUSTIZIA; ANF ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE: MINISTRO BONAFEDE ASCOLTI AVVOCATI E MAGISTRATI. NEL PROCESSO PENALE NON SI SOFFOCHINO DIRITTI DEL CITTADINO. INTERVENTI SULLE REGOLE SOLO QUANDO EFFETTIVAMENTE NECESSARI. SI RIMETTA MANO A LEGGE PROFESSIONALE AVVOCATURA, SI TUTELINO I GIOVANI COLLEGHI E SI SEPARINO POTERI IN CAPO AL CNF

“Buon lavoro al Governo Conte, con l’auspicio che il Ministro della Giustizia Bonafede affronti il suo difficile compito tenendo fede alla sua dichiarazione secondo la quale vorrà ascoltare tutte le voci che concorrono al funzionamento della macchina della giustizia nel nostro Paese. Una visione plurale ed equamente divisa tra rappresentanza della magistratura e dell’avvocatura, anche all’interno dello stesso ministero,  può essere il viatico per allineare l’Italia alle migliori pratiche europee in tema di amministrazione della Giustizia”.

Lo dichiara l’avvocato Luigi Pansini, a nome dell’Associazione Nazionale Forense.

“Chiediamo al Ministro Bonafede e al Presidente Conte che la consapevolezza data  dalla loro formazione professionale si traduca in atti concreti affinché – continua Pansini – l’accesso alla giustizia sia garantito a tutti, evitando gravosi disincentivi per chi reclama il rispetto dei propri diritti. Al Ministro in particolare chiediamo poi di evitare, come purtroppo è successo spesso nel corso degli ultimi anni,  un uso distorto dei dati e delle statistiche circa il numero dei procedimenti in Italia. Occorre invece assicurare la qualità della risposta alla domanda di giustizia, implementando il processo telematico, favorendo la creazione di una piattaforma unica per tutti gli operatori e una migliore organizzazione del lavoro negli uffici giudiziari ed evitando che, nel processo penale, quello disegnato per combattere la criminalità organizzata assurga a modello per tutto il processo in generale: il sistema delle misure di prevenzione nel processo penale non deve pregiudicare la tutela dei diritti e la libertà del cittadino”.

“Riteniamo sia doveroso – aggiunge Pansini –   intervenire sulla legge professionale forense del 2012, con particolare attenzione alle giovani generazioni,  perchè dalla sua entrata in vigore non sono stati conseguiti i risultati sperati, dati anche i numerosi interventi del giudice amministrativo in materia. Urge poi una separazione dei poteri in capo al Consiglio nazionale forense”.

“Ci auguriamo dunque che il mandato del Ministro sia improntato al rispetto di tutte le componenti del sistema giustizia e che si delinei una politica volta a intervenire sul processo penale e civile quando gli interventi sono effettivamente necessari e non quando devono rispondere ad esigenze che con la giustizia non hanno nulla a che fare” – conclude Pansini.