I valori «minimi» diventano inderogabili

Il Sole 24 Ore – 

Stop ai compensi degli avvocati che scendono sotto i valori minimi dei parametri. Lo stabilisce il decreto del ministro della Giustizia che modifica il decreto istitutivo dei parametri 55/2014 e che è ormai in dirittura d’arrivo: ricevuto il parere delle commissioni parlamentari lo scorso 7 febbraio, il testo è stato trasmesso dal ministero alla Presidenza del consiglio e nei prossimi giorni, dopo il visto della Corte dei conti, sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale. Il decreto accoglie alcune delle proposte formulate dal Consiglio nazionale forense il 1° giugno 2017. In primo luogo, il tetto più rigido alle riduzioni per limitare la discrezionalità dei giudici. Il nuovo testo conferma infatti le percentuali di oscillazione dei compensi medi indicati nelle tabelle allegate al decreto 55: il 70% in meno per l’attività prestata nella fase istruttoriae il 50% in meno per quella nelle altre fasi; ma precisa che questi limiti non possono in ogni caso essere superati. Inoltre, migliorano le parcelle per le difese plurime. Si prevede infatti l’aumento dei possibili incrementi dei compensi medi peri casi in cui l’avvocato assiste più persone: passerà dal 20 al 30% l’aumento fino a 10 assistiti e dal 5 al 10% quello fino a 30 assistiti (anziché fino a 20). Non solo: il decreto introduce una tabella con compensi ad hoc per i procedimenti di mediazione e di negoziazione assistita e innalza i parametri per i giudizi innanzi al Consiglio di Stato.