Il preventivo in forma scritta

ItaliaOggi – 

Il ddl Concorrenza introduce una serie di nuovi adempimenti per i professionisti
Da presentare anche senza esplicita richiesta del cliente
Grandi novità dal fronte rapporto professionistacliente a partire dallo scorso 29 agosto. Il ddl Concorrenza 2017 (legge 124/2017 pubblicata nella G.U. n. 189 dello scorso 14 agosto) ha infatti introdotto numerose novità per tutte le professioni regolamentate, riguardanti nel caso l’obbligo di preventivo scritto (anche in formato digitale) da parte del professionista e il contenuto dello stesso, oltre a determinati oneri informativi alle condizioni generali delle polizze professionali. In primis e per quanto concerne le novità sulle polizze assicurative professionali, l’art. 1, comma 26 della legge 124/2017 prevede che le polizze debbano contenere, salva la libertà contrattuale delle parti, l’offerta di un periodo di ultrattività della copertura in merito alle richieste di risarcimento presentate per la prima volta entro i dieci anni successivi e relative a fatti illeciti commessi nel periodo di operatività della copertura stessa. Il medesimo discorso vale anche per le polizze in corso di validità, per le quali è prevista la possibilità di rinegoziazione del contratto, in seguito a una richiesta del contraente, sempre ferma la libertà contrattuale. Ma le novità principali, come anticipato sopra, riguardano senz’altro l’obbligo di preventivo scritto e le modalità di predisposizione dello stesso. Si tratta di un cambiamento radicale nella trasparenza del rapporto con la clientela, che vede lo specifi co obbligo di preventivo della prestazione professionale in capo a commercialisti e altri professionisti, anche ove il cliente non ne faccia esplicita richiesta. Nello specifi co, la norma ha modificato l’articolo 9, comma 4, del decreto legge 1/2012, per la quale testualmente il nuovo testo recita: «La misura del compenso è previamente resa nota al cliente obbligatoriamente, in forma scritta o digitale, con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi». Un primo tentativo in tal senso era stato portato avanti dal dl 1/2012 (Governo Monti), il quale, oltre all’abrogazione delle tariffe, aveva accennato all’intenzione di inserire l’obbligo del preventivo, tuttavia la sola restrizione di merito legale e la previsione secondo la quale lo stesso potesse essere suffi cientemente comunicato «a voce» solo su espressa richiesta del cliente, non ha sortito negli anni l’effetto sperato. In seguito al ddl Concorrenza 2017 invece, dal 29 agosto u.s. in poi, il comportamento dei professionisti dovrà cambiare: sarà lo stesso professionista a dover procedere, sempre e comunque, con la comunicazione di un preventivo scritto, rispettando determinate formalità. Ne deriva dunque che al momento del conferimento dell’incarico si dovrà comunicare il preventivo di massima del compenso della prestazione professionale. In particolare, nel predisporre detto preventivo, si dovrà tenere conto del grado di complessità dell’incarico e adempiere a determinati oneri informativi nei confronti del cliente, indicando tutti gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento dell’incarico fi no alla sua conclusione, comprensivi delle spese, degli oneri e dei contributi collegati alla prestazione del professionista, che saranno sostenuti e addebitati al cliente per tutto il periodo di svolgimento dell’attività. Sarà inoltre necessario comunicare gli estremi della polizza assicurativa per gli eventuali danni provocati dal professionista, nell’ambito dell’esecuzione del proprio incarico. Ulteriore novità introdotta dal ddl Concorrenza 2017, nello specifico all’art. 1, comma 152, riguarda l’obbligo per i professionisti iscritti a Ordini professionali e Collegi di indicare e comunicare i titoli posseduti e le eventuali specializzazioni conseguite. Il tutto con lo scopo di garantire una maggiore trasparenza delle informazioni a tutela della clientela, rispetto a quanto precedentemente previsto, ovvero una mera facoltà di indicare titoli e specializzazioni, a propria completa discrezione. Le novità introdotte dal ddl Concorrenza 2017 trovano comunque riscontro nel Codice deontologico approvato dal Cndcec e in vigore dal 1° marzo 2016, il quale prevede che: «La misura del compenso è pattuita per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale con preventivo di massima comprensivo di spese, oneri e contributi». A parere degli scriventi, detti obblighi, in primis previsti deontologicamente e dunque specificati e dettati dal ddl Concorrenza 2017, devono essere recepiti in modo meramente positivo da parte dei professionisti, in un’ottica di totale trasparenza e tutela della propria clientela, la quale ne potrà derivare un concreto vantaggio conoscitivo. Infine, per quanto concerne l’obbligo di comunicare titoli e specializzazioni, tale previsione dovrebbe assicurare anche una maggiore garanzia a tutela di tutti i professionisti iscritti agli Albi, essendo gli stessi sottoposti a rigidi obblighi (e di conseguenza oneri) formativi, previsti dagli Ordini professionali al fine ultimo di mantenere sempre elevata la professionalità dei propri iscritti. La previsione informativa sarà atta a distinguere chi si sottopone ai dovuti obblighi e alle previste specializzazioni da quei «professionisti» non in possesso dei titoli e requisiti necessari per poter svolgere determinate prestazioni, ma che per carenze informative non permettono al cliente di rendersene conto, cagionando un concreto danno ai clienti stessi, per quanto riguarda il buon esito del lavoro svolto. Il medesimo concetto, atto a fare apprezzare maggiormente questo ulteriore obbligo in capo ai professionisti, vale per quanto riguarda l’obbligo di un preventivo di massima messo «nero su bianco»: se è vero che in molti casi non risulta di agevole predisposizione, lo stesso può valere quale garanzia per il professionista nell’ambito del riconoscimento del giusto compenso per la propria attività prestata che, spesso, se non precedentemente concordato per iscritto, viene bistrattato e non considerato in equa misura una volta portato a termine l’incarico. Queste novità, una volta colte nel modo giusto, sia da parte dei professionisti che dei clienti, potrebbero e dovrebbero portare nella direzione giusta da un punto di vista informativo a tutela dei clienti e altresì verso una maggiore garanzia del giusto riconoscimento del lavoro svolto dal professionista nell’esecuzione di qualunque incarico