Il rito civile sul web cresce e punta a estendersi

Il Sole 24 Ore – 

È già operativo dal 2014 ma «quest’anno per il processo civile telematico si apre la seconda fase». Lo assicura Pasquale Liccardo, direttore generale peri sistemi informativi del ministero della Giustizia. Entro l’anno, infatti, il Pct dovrebbe tagliare alcuni nuovi traguardi: dall’estensione alla Cassazione al debutto del registro delle procedure concorsuali (quest’ultimo in partenza a breve). Uno sprint che arriva «dopo quattro anni­ spiega Liccardodi consolidamento del sistema: un lavoro “dietro le quinte” che consente di reggere l’impatto di un numero crescente di atti depositati». Secondo l’ultimo monitoraggio del ministero della Giustizia, tra dicembre 2016 e novembre 2017 sono stati 8,5 milioni gli atti depositati dagli avvocati e dagli altri professionisti, a cui si aggiungono 4,5 milioni di provvedimenti depositati dai magistrati: si tratta di circa il 7% in più di depositi medi al mese rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. «Gli atti e i provvedimenti ­ precisa Liccardo­ vanno processatie conservati: il sistema non deve solo far fronte ai nuovi arrivi ma anche mantenere in consultazionei documenti depositati in passato». Che accada che il sistema si blocchi è un fatto: ma «si tratta perlopiù di interruzioni compatibili con il servizio ­ dice Liccardo ­ e governate da noi». Del resto, la Giustizia ha sostenuto la crescita del processo telematico con gli investimenti: dal 2011 al 2017 la spesa per Ict del ministero è stata di 828 milioni, puntando sempre più sullo sviluppo. Infatti, se nel 2011 le risorse totali ammontavano a 123,7 milioni, di cui 83,8 milioni per la manutenzione e 39,8 per «evoluzione e sviluppo», nel 2015 la spesa totale è salita a 154,8 milioni e il rapporto siè invertito: 60,6 milioni sono stati destinati alla manutenzione e 94,2 allo sviluppo. Nel 2017 le somme impegnate sono scese a 127,5 milioni, ma quest’anno i numeri sono destinati a salire perché saranno contabilizzate le nuove gare per il processo civile telematicoe per il debutto online del processo penale. Oggi il Pct in tribunale e in Corte d’appello «è un fatto acquisito e ha portato vantaggi per gli avvocati, che devono spostarsi meno rispetto al passato», rileva Carla Secchieri, componente del Cnf e responsabile del gruppo di lavoro sul processo telematico. Mentre nonè stata così rilevante sinora l’accelerazione del processo: «Per quantoi depositi siano diventati rapidissimi ­ ragiona Secchieri ­ occorre poi fare i conti con i tempi per arrivare a sentenza». Restano alcune criticità di fondo,a partire dal «vizio originario ­ dice Secchieri di avere trasferito online il processo di carta senza sfruttare le potenzialità della telematica. Ma si tratta di problemi che c’è la volontà di risolvere: il confronto tra ministero, magistrati e avvocati è avviato per cercare soluzioni innovative». A complicare il lavoro dell’avvocato è soprattutto il fatto chei processi telematici operativi ­ civile, amministrativo e tributario ­ utilizzano sistemi diversi. Proprio per ragionare sull’unificazione dei sistemi informativi «è aperto ­ dice Liccardo­ un tavoloa cui partecipano tutte le magistrature». Le prospettive dei processi online non si fermano qui: si attende entro l’anno l’estensione della telematica ai procedimenti civili in Cassazione, mentre a breve il ministero della Giustizia varerà il registro delle procedure concorsuali, che consentirà di consultare le procedure e di fare aggregazionie analisi statistiche, utili per valutare lo stato di salute dei crediti.