Il segretario generale di ANF Pansini scrive al Presidente dell’OUA Casiello

anf_coloratoGentile Presidente, cara Mirella,

l’assemblea dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura tenutasi a Roma il 3 settembre scorso è stata l’occasione per condividere con tutti voi le riflessioni oggetto del mio intervento, che oggi ripropongo alla Tua attenzione per dar vita ad un confronto che, a nome dell’associazione intera, ritengo utile e doveroso promuovere e coltivare. Sicuramente avrai notato che, nei mesi che hanno preceduto la pausa estiva, il CNF ha dapprima convocato i COA per l’Agorà dell’Avvocatura e, successivamente (22 luglio), le associazioni per la relativa consulta. Nelle newsletter di presentazione è impressa, a mio avviso, la diversa finalità di tali separati incontri: l’Agorà è “un luogo non solo di confronto, ma soprattutto operativo, con l’obiettivo di individuare le soluzioni più efficaci per far camminare le riforme, sia quelle interne all’Avvocatura che quelle dedicate al funzionamento della Giustizia” mentre gli incontri con le associazioni sono convocati “per far insieme il punto sulle questioni aperte di interesse dell’Avvocatura e che toccano gli ambiti specifici di intervento dell’associazionismo forense, in modo da focalizzare le posizioni e rappresentare una sintesi nel prevalente interesse di tutta l’Avvocatura”. È possibile che non vi sia alcuna differenza nella presentazione delle iniziative lanciate dal Consiglio Nazionale Forense e che possa trarre in inganno il significato di forma e “di facciata” delle newsletter e dei comunicati stampa ma ciò che non lascia dubbi è l’andamento dell’incontro del 22 luglio a Roma con le associazioni e l’OUA. Il Consiglio Nazionale Forense, in maniera netta e non suscettibile di fraintendimento, ha rivendicato il ruolo e le funzioni che la legge n. 247/12 gli attribuisce senza alcun riferimento alla distinzione tra rappresentanza politica e istituzionale dell’Avvocatura; ha disegnato le competenze (di mera proposta) delle associazioni e ha fornito assicurazioni sul ripetersi degli incontri ma ha sempre sottolineato e ribadito la sua centralità quale unico soggetto che, in nome e per conto dell’Avvocatura, riduce a sintesi quanto avviene all’interno dell’Avvocatura e lo veicola all’esterno, ferme in ogni caso la sua autonomia e la sua indipendenza in termini di iniziative da assumere e decisioni da adottare. Con le associazioni, nel corso dell’incontro del 22 luglio scorso, vi era l’OUA, organismo politico dell’Avvocatura, che non ha rivendicato, con la stessa efficacia del CNF, la propria diversa natura e le proprie diverse funzioni. Rivendicazione a mio avviso più che necessaria e quanto mai opportuna solo se consideri che il Consiglio Nazionale Forense, in nome e per conto dell’intera Avvocatura, ha di fatto e pubblicamente abbandonato l’idea che vada coltivata e portata a termine la battaglia per l’allargamento, in favore di tutti i Colleghi, della possibilità di autenticare le firme in calce ad atti e dichiarazioni aventi ad oggetto la cessione di beni immobili adibiti ad uso non abitativo di valore catastale non superiore a 100.000 euro, o anche la costituzione o la modificazione di diritti sui medesimi beni (art. 28 DDL concorrenza), oggi di competenza esclusiva dei notai, reputandola sì gradita ma estemporanea e ritenendo sufficiente il riconoscimento del verbale in materia di negoziazione assistita come titolo per l’iscrizione di ipoteca (sicuramente porterai all’attenzione dei media la posizione dell’OUA sul punto). Ritengo che quanto sopra evidenziato costituisca un primo aspetto sul quale avviare una seria e rapida riflessione all’interno dell’Avvocatura. Altro aspetto che al momento suscita più di una perplessità è l’interlocuzione con la politica e, in particolare, con il Ministro della Giustizia. Sicuramente apprezzabile è la politica di ascolto adottata dal Ministro Orlando su tutte le questioni che interessano la professione (su tutte il tavolo sul pct e, da ultimo, l’incontro del 6 agosto scorso sul regolamento elettorale) ma è anche vero che il decreto 83/2015 è stato adottato all’insaputa di tutte le componenti dell’Avvocatura, istituzionale e associativa, sebbene queste avessero portato il loro contributo in seno alle commissioni parlamentari investite della discussione sul “ddl Berruti” e nonostante il lavoro che sta svolgendo la commissione istituita per la riforma della legge fallimentare. Inoltre, proprio in occasione dell’incontro del 6 agosto scorso il Ministro ha dichiarato che non intende in alcun modo metter mano alla legge professionale forense al fine di apportare le opportune e necessarie modifiche, salvo intervenire normativamente (e a mio avviso, inspiegabilmente) sulla sola disposizione che regolamenta il procedimento elettorale per la nomina dei consiglieri degli ordini circondariali. La dichiarazione del Ministro non è di poco conto considerato che una delle mozioni congressuali adottate, tra le altre, a Bari impegna tuttora OUA e CNF ad attivarsi proprio su aspetti essenziali della professione, sia di rilevanza interna (governance) che di rilevanza esterna (specializzazioni, accesso, formazione professionale continua). E le mozioni congressuali, come sai, sono il faro dell’attività politica dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura. L’interlocuzione con la politica e con il Ministro di Giustizia è importante ma vi è da chiedersi a cosa essa debba tendere e se di quella attuale ci si possa ritenere soddisfatti. L’Organismo è impegnato nell’organizzazione della prossima conferenza di Torino e, a nome dell’associazione e del direttivo, Ti auguro un buon lavoro; rimetto alla sensibilità della Tua presidenza e dell’assemblea dell’organismo, che si caratterizza per una pluralità di voci tutte aventi pari dignità e meritevoli di pari rispetto, ogni valutazione in ordine ai possibili, ulteriori e differenti temi dei quali discutere in seno all’assise piemontese, oltre a quelli delineati nel programma presentato la settimana scorsa in assemblea. Sono altresì certo che non mancherà il Tuo contributo e quello dell’OUA al desiderio di confronto manifestato nel corso del mio intervento il 3 settembre scorso e che con la presente ribadisco.

Ti porgo i miei migliori saluti.

Luigi Pansini (Segretario Generale ANF)

CLICCA PER VISUALIZZARE LA LETTERA IN FORMATO PDF 2015 9 7 nota ANF al Presidente OUA