IMMIGRAZIONE; ASSOCIAZIONE NAZIONALE FORENSE: PREMIER CONTE E MINISTRO BONAFEDE PRENDANO DISTANZE DA SORTITA SALVINI SU LOBBY AVVOCATI CHE GUADAGNANO TROPPO SU RICORSI IMMIGRATI. SE PROPRIO VUOLE AGIRE CON IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, SALVINI SI IMPEGNI A RIVEDERE NORME CHE IN MATERIA DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE HANNO ELIMINATO UN GRADO DI GIUDIZIO E LA COMPARIZIONE DINANZI AL GIUDICE

“L’immotivato attacco del Ministro dell’Interno Salvini al prezioso ruolo svolto dagli avvocati in merito alla difesa di ufficio e il gratuito patrocinio prestati in favore dei migranti che arrivano sul suolo italiano ci auguriamo non sia condivisa dal Ministro della Giustizia Bonafede e dal Premier Conte, che in qualità di avvocati siamo certi siano consapevoli dell’importanza di garantire sempre e comunque la difesa dei diritti dei più deboli. Sicuramente Salvini si è espresso in maniera approssimativa e pretestuosa, senza conoscere l’impianto della nuova disciplina sulla protezione internazionale e senza sapere che in materia di patrocinio a spese dello Stato – cosa ben diversa dalla difesa di ufficio – vi sono precise condizioni da soddisfare per poterne fruire, regole che sono valide per tutti e che riguardano anche la fondatezza dell’azione da intraprendere”.
Così in una nota l’avvocato Luigi Pansini, a nome dell’Associazione Nazionale Forense, in merito alle parole odierne del Ministro Salvini che in un’intervista ha parlato di “Lobby degli avvocati che si sta arricchendo in modo inopportuno”.

“In ogni caso – continua Pansini – spiace constatare che sia del tutto sconosciuto ad un Ministro della Repubblica l’istituto della difesa di ufficio, in cosa consiste, a quali finalità risponde. Parliamo infatti di uno strumento di civiltà giuridica e di democrazia che assicura l’effettività della difesa a tutte le “persone” e ai cittadini e anche su questa questione che coinvolge l’Italia nel più ampio contesto europeo, in considerazione del suo ruolo di frontiera della Ue, le prese di posizione a uso e consumo di interviste o tweet, oltre che non corrette sul piano dei contenuti, non sono utili”.

“Se proprio vuole agire d’intesa con il Ministro della Giustizia, il Ministro Salvini si impegni a rivedere le norme che, in materia, hanno recentemente eliminato un grado di giudizio e il diritto dell’interessato a comparire dinanzi al giudice” – conclude Pansini.