In calo l’arretrato civile

Italia Oggi, di Marzia Paolucci –

L’arretrato civile cala di un milione di affari dal 2003 ma non è l’unica voce della giustizia civile a calare nel 2015 perchè calano anche le nuove iscrizioni e il numero della popolazione carceraria. Viceversa il Ministero della giustizia dall’anno scorso torna a investire con 15 milioni per l’Uffi cio del processo, 100 milioni di fondi strutturali gestiti dal ministero per progetti di innovazione e 147 milioni di investimenti nell’informatizzazione. Dati signifi cativi divulgati dal ministro Orlando a corredo della relazione 2015 presentata al Parlamento sullo stato della giustizia. In tema di arretrato, se nel 2013 gli affari erano 5,2 milioni, nel 2014 si è arrivati a 4,9 per arrivare a un totale di 4,2 milioni di affari nel 2015. Un calo costante raggiunto in tre anni e ben distante da quei 6 milioni di affari del 2009. Cala anche la domanda di giustizia:i nuovi procedimenti iscritti sono stati, nel 2015, 1.750.000, 200 mila in meno rispetto al milione e 950 mila del 2013. Molto bene l’emissione dei decreti ingiuntivi: la media dei giorni di emissione è a febbraio 2015 di dieci giorni per Ancona, 29 per Catania, 23 per Milano, 22 per Roma e 30 per Napoli. Un confronto con l’anno precedente che abbatte i tempi del 54% a Roma, del 52% a Milano e del 41% a Napoli. Merito del decollo del pct preso fi nalmente in carico dal Ministero della giustizia che ha visto nel 2015 21.500.000 atti giudiziari archiviati e gestiti dai sistemi civili, 6 milioni di accessi giornalieri dall’esterno, quasi 2 mila uffi ci supportati e una media mensile di 500 mila depositi da parte di soggetti esterni e di 300 mila da parte dei magistrati. Promosso anche l’operato del tribunale delle imprese, le dieci sezioni di tribunale specializzate in diritto commerciale che dal 2012, anno di nascita, hanno consentito di defi nire l’80% del contenzioso di primo grado entro l’anno, con i 4/5 delle sentenze di primo grado confermate in appello. E veniamo alle carceri dove crescono i detenuti ammessi alle misure alternative e diminuisce la popolazione carceraria: in cinque anni, da dicembre 2010 con 67.971 detenuti, a dicembre 2015 con 52.164, le nostre carceri si sono svuotate di 15.807 detenuti mentre gli ammessi alle misure alternative sono passati da oltre 21mila a oltre 39mila. Per le risorse umane e informatiche, la riforma strutt u r a l e d e l Ministero ha previsto un taglio del 40% dei dirigenti, l’ingresso di 4 mila persone in più di cui 450 già in servizio, nel prossimo biennio e l’entrata in servizio a febbraio di 311 magistrati. In acquisto 30 mila pc e 500 laptop.