Inaugurazione dell’anno giudiziario, il discorso del segretario Perifano a Cagliari

Il 25 gennaio 2014 il segretario generale dell’Anf è intervenuta all’inaugurazione dell’anno giudiziario a Cagliari, alla presenza del Ministro della Giustizia Cancellieri.
Di seguito il testo del suo intervento:

Ill.mo Sig.Ministro, ill.mi signori magistrati, ill.mi colleghi avvocati,
rappresento oggi l’Associazione Nazionale Forense, una delle piu’ antiche associazioni di avvocati, l’unica a matrice sindacale.
E’ solo la seconda volta che riusciamo ad incontrarla, sig.Ministro, da quando ha assunto la guida di un Ministero delicato come quello della Giustizia. Eppure ricordo perfettamente che in quella prima, unica volta Lei ci assicuro’ che la politica del confronto, inaugurata dal suo predecessore, sarebbe continuata , anzi, addirittura, sarebbe stata rafforzata.
Perche’, ci disse, l’Avvocatura e’ componente essenziale dello Stato di diritto e merita dallo Stato la massima considerazione.
Le chiediamo, allora, pacatamente, sig.Ministro perche’ quella promessa non e’ stata mantenuta.
Le chiediamo perche’ il Governo , e lei stessa, naturalmente, rifuggendo il confronto con chi, come gli avvocati,  si misura ogni giorno nelle aule dei Palazzi di Giustizia, affrontando mille difficolta’, continui a perseverare nella politica dell’annuncio, “sfornando” a getto continuo misure spot, alle quali, peraltro, non riesce nemmeno a dare seguito prima di annunciare altre misure spot. Che, sebbene siano spot, rischiano di provocare danni incalcolabili, dei quali i cittadini si accorgeranno, senza piu’ poter far nulla, solo tra qualche tempo.
Le chiediamo , sig. Ministro, perche’ anche il suo Governo, come quelli che lo hanno preceduto, abbia scelto la linea di continuare a comprimere il diritto di difesa , costituzionalmente garantito, peraltro non assumendosene la responsabilita’ politica, ma attraverso la introduzione di misure che , apparentemente, sembrano riguardare altro e invece minano alla base le convenzioni giuridiche alle quali tutti ci riferiamo da sempre.
Mi riferisco all’abnorme aumento, in pochi mesi , dei costi che i cittadini devono sopportare per accedere alla giurisdizione; mi riferisco a norme processuali oggettivamente odiose, che subdolamente tentano di colpire addirttura la funzione difensiva; mi riferisco a quelle norme che, utilizzate come un machete, hanno allontanato fisicamente i cittadini dai tradizionali luoghi di amministrazione della giustizia,; mi riferisco ai recenti, consistentissimi tagli che hanno colpito i compensi per il patrocinio a spese dello Stato, tanto consistenti da lasciar intendere che ormai la giustizia e’ solo per i ricchi.
Abbiamo ascoltato e letto con attenzione la sua relazione annuale sullo Stato della Giustizia : quei numeri che tanto la colpiscono, sig.Ministro, sono gli stessi da anni, nonostante alla diminuzione di quei numeri si sia sacrificato moltissimo della nostra civilta’ giuridica. E addirittura, altro ancora si pensa di sacrificare.
E allora le chiediamo, pacatamente, sig.Ministro : non le sembra che sia finalmente giunta l’ora di invertire questa tendenza?
Non le sembra che, anziche’ demonizzare una componente essenziale come l’Avvocatura, sia giunta l’ora di sceglierla come interlocutrice privilegiata, uscendo dal chiuso grigiore delle stanze di via Arenula e confrontandosi direttamente sul territorio, dove il disagio e le difficolta’ dei cittadini si stanno pericolosamente saldando con la rabbia e il senso di impotenza che si diffonde a macchia d’olio tra gli avvocati?
Non le sembra che la scelta di passare da una realta’ nella quale il diritto regolava l’economia ad una realta’ nella quale e’ la economia che regola il diritto si sia rivelata abbastanza perdente? viviamo oggi, con doloroso stupore, una inaccettabile inversione di priorità che sta progressivamente erodendo i principi sui quali si fondava , sui quali a nostro avviso deve continuare a fondarsi, il nostro ordinamento : solidarietà e stato sociale.
La politica, tutta la politica, ha una grandissima profonda responsabilità : non ha coraggio.
Non ha il coraggio di scegliere, non ha il coraggio di sfidare, di innovare, di investire nella Giustizia.
E noi oggi questo chiediamo al Governo e al Ministro che qui’ lo rappresenta : un atto di coraggio, che blocchi la deriva mercatista del settore giustizia, riservi a questo settore la giusta attenzione, anche dal punto di vista economico, e preservi valori e principi indispensabili ancora oggi.
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Di converso, Diamo atto al Governo e a lei in particolare di avere avuto la giusta attenzione per il problema del sovraffollamento carcerario, che, concordiamo con lei, non e’ oramai più procrastinabile. Urge un intervento complessivo sul sistema sanzionatorio e penitenziario , che possa ricondurre in un alveo di civilta’ il momento di espiazione della pena, in ossequio al dettato costituzionale. E anche in ossequio ai moniti che , sempre piu’ pressantemente, ci provengono dall’Europa.
La scommessa è che le buone intenzioni non restino sulla carta, ma che siano dati gli strumenti giusti alla magistratura , ai servizi sociali e agli operatori di polizia giudiziaria. Affinchè i problemi trovino la giusta soluzione in tempi rapidissimi.  
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Mi consenta, sig.Ministro, solo in chiusura qualche riferimento diretto alla condizione di noi avvocati : la categoria è in profonda sofferenza, e non da qualche giorno. La fortissima crisi economica e la progressiva riduzione dei compensi hanno dato, forse, il colpo di grazia ad una categoria professionale tra le più indebolite dalla politica di risanamento “lacrime e sangue” messa in atto dagli ultimi Governi. I redditi degli avvocati sono calati mediamente di oltre il 20 % negli ultimi cinque anni e l’emorragia non si è ancora arrestata.
Attendiamo da oltre un anno e mezzo la pubblicazione di un DM che riveda i parametri per le nostre liquidazioni. E’ pronto da mesi, lei stessa lo afferma nei suoi discorsi, l’iter è compiuto da tempo…. eppure del DM non si vede nemmeno l’ombra.
Come pure, ad oltre un anno dalla approvazione della Riforma Forense, che tante dolorose lacerazioni ha provocato al nostro interno, nessuna proposta di regolamento, tra le 15 + 2 deleghe (poiche’ la terza e’ ormai scaduta) di competenza del suo Ministero, e’ stata ancora trasmessa al Consiglio Nazionale Forense.
Tra soli 12 mesi quei regolamenti dovrebbero essere tutti perfettamente operativi, qualcuno anche prima. Ma su quei regolamenti gli avvocati, CNF, Ordini e Associazioni, dovranno, in questi 12 mesi , esprimere il loro parere.
Ebbene, sig. Ministro, occorre accelerare.
E’ un ritardo ormai non piu’ tollerabile al quale occorre rapidamente porre rimedio.
E’ indispensabile riempire di contenuti, moderni , innovativi e al passo con i tempi, un impianto normativo che, diversamente, cosi’ com’e’, non risolve nemmeno uno dei nostri problemi.
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Tanto altro avrei da dirle, ma il mio tempo e’ scaduto. Cosi’ concludo : noi siamo, uso le parole da lei pronunciate ieri durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario in Cassazione ” presidio di liberta’ del cittadino ed essenziale strumento di protezione degli interessi individuali e collettivi”. Noi siamo, per i cittadini, l’ultimo baluardo di fronte alle ingiustizie che, sempre più spesso, negli ultimi anni, incredibilmente provengono proprio dallo Stato.
Per questo, soprattutto per questo,  noi non rimarremo mai silenziosi di fronte alle prepotenze, da chiunque esse provengano, perche’ e’ l’unico modo che abbiamo di onorare la nostra toga.

Ester Perifano
Segretario Generale ANF