La difesa non è legittima se la violenza è reciproca


Il Sole 24 Ore – Giovanni Negri –  Per potere essere legittima la difesa da un’aggressione non deve essere frutto di un’identica intenzione violenta. Lo puntualizza la Corte di cassazione, in una sentenza depositata a pochi giorni dalla promulgazione della nuova legge fortemente voluta dalla Lega. La pronuncia, la n. 17787 della Quinta sezione penale, ha così negato l’applicazione dell’esimente a un cittadino italiano protagonista di una rissa con un cittadino extracomunitario.

Quest’ultimo era stato condannato per percosse, mentre il primo aveva ricevuto una multa per lesioni personali.

Contro questa condanna era stato presentato ricorso, sostenendo che, in realtà, la condotta sanzionata andava qualificata come semplice reazione a un’aggressione: una difesa quindi del tutto proporzionata all’offesa.

Di questo avviso non è però stata la Corte di cassazione, che valorizza la ricostruzione dei fatti messa a punto dal giudice di merito. Se infatti è vero che la “prima mossa” era stata del cittadino extracomunitario, tuttavia la reazione era stata tutt’altro che proporzionata, visto che dopo essere caduto in terra l’uomo aveva a sua volta attaccato con grande aggressività, colpendo più volte e provocando lesioni anche serie.

E allora «la configurabilità dell’esimente della legittimità difesa deve escludersi nell’ipotesi in cui lo scontro tra due soggetti possa essere inserito in un quadro complessivo di sfida, giacché, in tal caso, ciascuno dei partecipanti risulta animato da volontà aggressiva nei confronti dell’altro». E le intenzioni non contano, visto che possono essere state rese esplicite oppure tenute nascoste: nessuno dei contendenti potrà invocare la necessità di difesa in una situazione di pericolo.

Anzi, della situazione l’uomo è stato corresponsabile, senza che si possa affatto profilare il carattere di inevitabilità. Infatti, alla fine, l’aggressione è stata giudicata reciproca, al di là di chi l’avesse iniziatae la violenza non esclusiva difesa rispetto ai colpi inferti da altri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I PUNTI CHIAVE

1. L’aggressione

Alla Cassazione è approdato il caso di una rissa scoppiata tra un cittadino italiano e uno extracomunitario. Il primo chiedeva l’applicaizone dell’esimente della legittima difesa, sostenendo di essere stato vittima e autore di una semplice e proporzionata reazione

2. La soluzione

Per la Corte però una reazione violenta a un’aggressione non è sempre legittima, quando l’atteggiaento delle persone coinvolte è stato in realtà di sfida reciproca, con una quota di responsabilità
per tutti