La nuova legge che «allarga» la legittima difesa dentro le case

Corriere della Sera – 

Eccesso colposo di legittima difesa: il gommista Fredy Pacini è solo l’ultimo di una lunga serie. Prima di lui: Graziano Stacchio, il benzinaio di Ponte di Nanto (accusa archiviata); Franco Birolo, il tabaccaio di Civè (condannato in primo grado, assolto in Appello); Mario Cattaneo, l’oste di Casaletto Lodigiano, rinviato a giudizio. E tanti altri. Per tutti, sempre la stessa accusa: eccesso colposo di legittima difesa.

Ma quali sono – o dovrebbero essere – i confini di una corretta autodifesa? Approvato in Senato lo scorso 24 ottobre, il disegno di legge che cambierà la normativa attende ora il via libera della Camera (si andrà in Aula all’inizio del 2019). Il procuratore Gian Carlo Caselli è preoccupato: «Come principio generale, quando muore un uomo, nessuna legge potrà mai escludere l’accertamento giudiziario. E se anche la nuova legge fosse approvata così come viene preannunziata (la difesa cioè “sempre” legittima) si dovrà sempre indagare caso per caso…». In effetti, la riforma prevede due novità sostanziali: prima di tutto, sarà considerato «sempre» sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. E sarà ritenuto «sempre in stato di legittima difesa» chi, all’interno del domicilio o nel negozio o nello studio professionale, respinge l’intrusione «posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica».

 

L’altra novità riguarda, poi, l’eccesso colposo: sarà esclusa la punibilità di chi ha agito per la salvaguardia della propria o altrui incolumità «in condizioni di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto». Tutt’altra musica, insomma, rispetto alla legge attuale. L’articolo 52 del codice penale stabilisce, infatti, che per essere applicata, la legittima difesa, deve essere «necessaria» e «proporzionata» all’offesa. Se si violano questi principi si cade nell’articolo 55: cioè l’eccesso colposo.

 

Giosuè Bruno Naso, il legale di Massimo Carminati nel processo per Mafia Capitale, fa un esempio: «Se uno mi aggredisce a mani nude per prendermi il portafoglio io oggi non posso mica estrarre una pistola e freddarlo. Con la riforma, invece, la legittima difesa viene svincolata dal concetto di proporzionalità. Cioè: se sorprendo in casa un ladro che sta scappando, gli potrò sparare alla schiena senza prima sparare in aria. Adesso il gommista di Arezzo è stato indagato per eccesso colposo. Dopo, salirà al Viminale a ricevere la medaglietta da Salvini. Ma diventa il Far West». «La difesa della proprietà prevarrà sulla tutela della vita umana – avverte l’avvocato Luca Petrucci, in prima linea nei processi Marta Russo e D’Antona -. Sparare diventerà un’esimente».

 

Eppure, malgrado un calo del 10,2% di denunce di reati nel 2017, aumenta in Italia il senso di paura tra i cittadini. Stando a un rapporto Censis-Federsicurezza, il 31,9% delle famiglie percepisce il rischio di criminalità nella zona in cui vive e il 39% è favorevole all’introduzione di criteri meno rigidi per il possesso di un’arma da fuoco. In chiaro aumento rispetto al 26% del 2015.