La (presunta) rivoluzione del processo civile

Libero, di Tommaso Montesano –

La vita degli italiani nelle aule di tribunale, almeno quelle civili, sta per cambiare. E questo in virtù del via libera della Camera al disegno di legge delega per l’efficienza del processo civile. L’Aula di Montecitorio ha approvato il testo con 261 voti favorevoli, 134 contrari e 29 astenuti (Forza Italia). Ora la palla passa al Senato, che a sua volta ieri ha approvato la riforma della magistratura onoraria. «Due tasselli fondamentali per avere una giustizia più efficiente, specializzata e qualificata e tempi più rapidi», sostiene il Guardasigilli, Andrea Orlando, pronto a mettere nel mirino anche la giustizia tributaria, di competenza del ministero dell’Economia: «Chiedo al ministro, Pier Carlo Padoan, di costruire un tavolo di confronto». Una volta a regime con l’emanazione dei decreti attuativi, la riforma del processo civile inciderà in modo sostanziale sul codice di procedura civile. Obiettivo: snellire l’iter nei tribunali e velocizzare lo smaltimento dei procedimenti pendenti (oltre cinque milioni). Ecco le principali novità.

TRIBUNALI RIORDINATI Le sezioni specializzate in materia di impresa – rinominate «per l’impresa e il mercato» avranno maggiori competenze. Si occuperanno anche di contenziosi in tema di concorrenza sleale, pubblicità ingannevole e appalti pubblici, oltre che di class action. «Chi viene in Italia per investire avrà una corsia preferenziale per la soluzione delle controversie», rivendica Orlando. Rivoluzione in vista per il tribunale dei minori: nasce il «tribunale per la persona, la famiglia e i minori», costituito da sezioni e gruppi specializzati (distrettuali e circondariali). Previsto un rafforzamento dell’obbligo di ascolto diretto del minore.

PREMI AI VIRTUOSI I tribunali che riusciranno a smaltire più arretrato avranno diritto a maggiori risorse. Previsti tre scaglioni di premio: agli uffici che elimineranno le pendenze ultradecennali andrà il 40% dei fondi per l’incentivazione del personale. La quota scende al 35% per i tribunali che smaltiranno un quinto delle pendenze ultratriennali e ultrabiennali. Il resto andrà agli uffici che avranno ridotto il carico di lavoro del 10%.

PROCESSO VELOCE In primo grado e in appello ci sarà un doppio binario: le cause più semplici – in base anche alla rilevanza economica saranno di competenza del giudice monocratico, che procederà con il cosiddetto «rito semplificato di cognizione» (prima udienza non oltre i tre mesi, termini perentori e sentenze concise). Il rito ordinario sarà applicato solo per le cause davanti al tribunale collegiale. Il giudice, poi, avrà maggiori poteri in tema di conciliazione. Potenziato l’arbitrato nei procedimenti speciali. Anche nei contenziosi in materia di lavoro sarà possibile ricorrere alla negoziazione assistita, tramite avvocati. E per chi agisce o resiste in giudizio in malafede, con lite temeraria, sono in arrivo sanzioni più salate: fino a un quintuplo delle spese legali.

SCADENZE PIÙ BREVI Il termine per impugnare un atto non sarà più di sei mesi, ma di 30 giorni per l’appello e di 60 per il ricorso in Cassazione. E il tempo decorrerà dalla comunicazione per via telematica del provvedimento. Novità anche nel giudizio in Corte di Cassazione: l’attuale udienza filtro per decidere sull’ammissibilità, cederà il passo al rafforzamento del «giudizio camerale» per limitare al massimo le udienze pubbliche. Gli avvocati non partecipano e interloquiscono per iscritto. Anche la requisitoria del procuratore generale sarà in forma scritta.

ASTE ON LINE L’esecuzione forzata diventa più semplice: i beni immobili saranno venduti esclusivamente con modalità telematica. Il giudice potrà chiudere in anticipo il processo esecutivo dopo tre esperimenti, più un quarto a prezzo libero. Non saranno pignorabili i beni di uso quotidiano, anche se di modesto valore, e gli animali d’affezione. Nasce l’elenco informatico dei veicoli pignorati.

INGIUNZIONI FACILI Con le nuove norme, ottenere l’ingiunzione di pagamento sarà più semplice: basteranno anche le fatture, accompagnate dalla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che attesti l’annotazione nelle scritture contabili. Gli ufficiali giudiziari, d’altro canto, saranno soggetti alla rotazione obbligatoria degli incarichi nell’ufficio.

NUOVI GIUDICI DI PACE Il Senato ha approvato la delega al governo per riformare la magistratura onoraria. Il testo passa all’esame della Camera. Previsto il superamento della distinzione tra giudici onorari di tribunale e giudici di pace. Nasce la figura dei «giudici onorari di pace», che acquistano competenza su tutti i contenziosi in ambito condominiale. Per Confedilizia, però, in questo modo si rischia «un aumento esponenziale del contenzioso in sede di impugnazione». Il Csm esprime dubbi sulla retribuzione legata alla produttività, sulla razionalizzazione delle risorse e sulla disciplina transitoria per la durata massima dell’incarico (16 anni).