La sfida del carcere che riabilita

Il Sole 24 Ore – 
Nella riforma in dirittura d’arrivo maggiore flessibilità della pena e minori automatismi
I DATI DI OGGI
I detenuti affidati al circuito carcerario tornano a delinquere nel 68% dei casi, mentre il tasso di recidiva tra chi segue misure alternative si ferma al 19%
Tra tentazioni neosecuritarie e un diritto della punizione umano e rieducativo. Con il carcere diventato sempre più una risposta (la sola?) che troppo spesso la politica sa dare alle paure dei nostri tempi. Eppure questa fase terminale della legislatura ha visto approdare in Parlamento,ea breve potrebbe essere in vigore, una riforma che in altri tempi si sarebbe detta veramente «di struttura», quella dell’ordinamento penitenziario, attesa da anni, l’attuale disciplina è datata 1975, e testimonianza di un tentativo, anche ambizioso, di cambiare prospettiva, da provarea fare comprenderea un’opinione pubblica sospesa tra l’incudine dell’enfatizzazione di episodi di cronaca nerae il martello di una politica che troppo spesso soffia sul fuoco della preoccupazione sociale. Anche perché puntare su una maggiore flessibilità della pena, su minori automatismi, sul recupero di spazio discrezionale della magistratura di sorveglianza potrebbe rivelarsi, a conti fatti, una scommessa vincente.A corroborarla ci sono già oggi dati che testimoniano come i detenuti affidati al circuito carcerario tornano a delinquere nel 68% dei casi, mentre il tasso di recidiva tra chi è affidato a misure alternative si ferma al 19 per cento. In un contesto poi che vede di nuovo in crescita la popolazione carceraria con tutti i rischi legati alle condanne già emesse in sede internazionale per il trattamento dei detenuti. La riforma, cheè stata preceduta dal lavoro di una commissione ministeriale e dagli Stati generali dell’esecuzione penale, interviene allora su una serie di punti. A partire dall’eliminazione di sbarramenti al trattamento di rieducazione che non dipendono dalla condotta o dall’atteggiamento dell’interessato, ma da presunzioni assolute. Si è poi intervenuti sulla revisione delle modalità e dei presupposti di accesso alle misure alternative, sia con riferimento ai presupposti oggettivi, sia con riferimento ai limiti di pena (sale da3a4 anni il limite per la sospensione), per facilitarne l’accesso, salvo che per i casi di eccezionale gravità e pericolosità, e, in particolare, per le condanne per i delitti di mafia e di terrorismo internazionale. Alle misure alternative potranno però accedere, per esempio, anche quegli affiliati a organizzazioni criminali che hanno fornito una collaborazione che però non si è rivelata così determinante come la legge richiede. Sono stati eliminati gli automatismi nelle preclusioni che impediscono o ritardano, sia peri recidivi sia per gli autori di determinate categorie di reati, l’individualizzazione del trattamento rieducativoe la differenziazione dei percorsi penitenziari in relazione alla tipologia dei reati commessie alle caratteristiche personali del condannato.A questa indicazione si accompagna una semplificazione sul piano delle regole processuali, ma anche delle possibilità di utilizzare la partecipazione a distanza (attraverso video) alle udienze, per fronteggiare il prevedibile aumento delle domande. Nel dettaglio, sarà più facile anche ottenere permessi premio per i recidivi e anche per chiè stato condannato durante la detenzione. Si allarga poi la possibilità di concessione della esecuzionea domicilio per le pene detentive fino a 18 mesi come pure dell’affidamento in prova al servizio sociale. E se un ostacolo alla concessione di misure alternative, come la detenzione domiciliare, soprattutto peri detenuti stranieri,è la mancanza di una dimora, la riforma prevede l’istituzione di luoghi pubblici di curae assistenza. Una maniera oltretutto anche di utilizzo per finalità sociale di quei beni nella disponibilità dei Comuni per l’applicazione di confische contro la criminalità organizzata. E quanto alle misure che devono accompagnare strumenti alternativi come l’affidamento ai servizi sociali, la riforma mette l’accento più che su prescrizioni rigide, come l’obbligo di lavoro, su alternative, come gli impegni a ridurre le conseguenze della condotta criminale oppure occupazioni di natura sociale quando manca una persona offesa dal reato oppure sono stati colpiti interessi diffusi. Alla semilibertà potranno poi accedere anche i condannati all’ergastolo dopo che abbiano fruito senza inciampi di permessi premio per almeno 5 anni consecutivi, presupposto adesso alternativo all’avere scontato almeno 20 anni di pena. Nella prospettiva di contenere il più possibile il ricorso alla detenzione, si accentuano l’attenzione a percorsi individualizzati con riferimento anche, per quanto riguarda i rischi di radicalizzazione, ad aspetti come le abitudini alimentari. Si alza finoa4 il numero di ore che devo essere trascorse all’aperto; si stabilisce, di regola, l’individuazione di un istituto di pena vicino alla residenza della famiglia del detenuto (per favorire i contatti con i familiari si ammette un maggiore utilizzo della posta elettronica e di strumenti come Skype, anche se solo 17 penitenziari permettono di utilizzarlo); si limitano i trasferimenti da carcere a carcere per il rischio di interruzione di percorsi di rieducazione. 57 In migliaia. Al 31 dicembre 2017 nelle carceri italiane erano presenti oltre 57mila detenuti, su una capienza regolamentare stabilita in 50.499 unità distribuite sui 190 istituti nazionaliSul territorio

I DETENUTI Detenuti presenti e capienza degli istituti penitenziari per regione al 31 dicembre 2017 Regione Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia Romagna Friuli V. Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino A. A. Umbria Valle d’Aosta Veneto Totale nazionale Numero istituti 8 3 12 15 10 5 14 6 18 7 3 13 11 10 23 16 2 4 1 9 190 Capienza regolamentare 1.608 416 2.705 6.157 2.811 480 5.258 1.118 6.226 894 264 3.973 2.342 2.706 6.431 3.145 506 1.331 181 1.947 50.499 Totale detenuti 1.850 499 2.606 7.195 3.488 678 6.237 1.418 8.429 937 414 4.192 3.367 2.380 6.342 3.281 403 1.370 196 2.326 57.608 FOTOGRAMMA di cui stranieri 341 75 522 948 1.770 280 2.625 744 3.814 310 137 1.884 484 813 1.219 1.617 292 488 117 1.265 19.745 I REATI I detenuti presenti al 31 dicembre 2017 divisi per tipologia di reato Tipologia reato Associazione di stampo mafioso TU stupefacenti Legge armi Ordine pubblico Contro il patrimonio Prostituzione Contro la Pubblica amministrazione Incolumità pubblica Fede pubblica Moralità pubblica Contro la famiglia Contro la persona Contro la personalità dello Stato Fonte: ministero della Giustizia (416bis) Totale 7.106 19.793 9.951 3.061 32.336 703 8.027 1.514 4.646 104 2.624 23.000 145 Contro l’amministrazione della giustizia 6.795 Economia pubblica 849 Contravvenzioni 3.961 TU immigrazione 1.668 Contro il sent.to e la pietà dei defunti 1.065 Altri reati 2.705 I DETENUTI STRANIERI I detenuti stranieri per area geografica nel 2017 e confronto con il 2007 Altro America Asia Africa Europa 2007 18.252 34 1.038 936 8.883 7.361 2017 19.745 26 1.096 1.357 9.979 7.287