L’ANF Verona prende fermamente le distanze dal “Ddl Processo civile”

anf-veronaL’ANF Verona prende fermamente le distanze dal “Disegno di Legge: Delega al Governo recante disposizioni per l’efficienza del processo civile, la riduzione dell’arretrato, il riordino delle garanzie mobiliari, nonché altre disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione del processo di esecuzione forzata (collegato alla legge di stabilità 2014)”, nell’ultima versione nota del 20 dicembre 2013, che prevede, oltre ad altro:
– la possibilità per il Giudice di rimettere alle parti la scelta se richiedere la motivazione estesa, ai fini dell’impugnazione della sentenza, previo pagamento di una quota del contributo unificato dovuto per l’impugnazione;
– per alcune materie “non particolarmente complesse e delicate”, che la controversia venga trattata e decisa dal Giudice in composizione monocratica e non collegiale;
– la responsabilità solidale dell’avvocato nel caso di condanna per lite temeraria (senza peraltro le garanzie di una copertura assicurativa, non ricompresa nelle polizze);
– la possibilità per il Giudice di secondo grado, che confermi il provvedimento di primo grado, di rifarsi alla motivazione già esposta dal Giudice del grado precedente;
– l’obbligo di iscrivere il pignoramento entro un lasso di tempo ristretto.
Si tratta dell’ennesimo intervento che colpisce gli avvocati ritenendoli responsabili delle lungaggini del processo e del degrado della giustizia e, di fatto, preclude ai cittadini il libero accesso alla stessa, gravandoli di ulteriori incombenze e spese. E quindi: NO alla motivazione a pagamento e “per relationem”
NO ad un ulteriore, ingiusto, aggravio di incombenze e spese, contrario ai principi costituzionali e di democrazia
NO alla responsabilità solidale dell’avvocato, che ne snatura il ruolo nel processo, confinandolo a quello di una difesa difensiva
NO ad interventi disorganici che non consentono riforme efficaci NO all’esclusione delle categorie professionali coinvolte, che impedisce un serio intervento riformatore.

LE RIFORME HANNO UN SENSO E FUNZIONANO
SE SERVONO A QUALCOSA (IN PRIMIS, ALLA TUTELA DEI DIRITTI)
E NON CONTRO QUALCUNO, AVVOCATO O CITTADINO CHE SIA!

volantino def 14.1.2013