L’avvocatura italiana in Tunisia per riaprire l’Hotel della strage

Il Dubbio –

Da oggi a domenica prossima oltre trecento avvocati italiani saranno a Sousse, in Tunisia, per riaprire l’Hotel Imperial, il resort che il 26 giugno 2015 fu teatro di un tremendo attacco terroristico in cui vennero uccise 39 persone, colte inermi sulla spiaggia. Da quel giorno la struttura è rimasta chiusa. Ora il Consiglio nazionale forense italiano e l’Ordine nazionale degli avvocati tunisini (Onat) decidono di tenervi un grande evento internazionale denominato appunto “Progetto Imperial”. Un’iniziativa straordinaria, che riporterà la struttura di Sousse nel circuito turistico e nel corso della quale si svolgerà il convegno intitolato “L’Avvocatura italiana e l’Avvocatura tunisina sostengono la democrazia e la pace”. Il “Progetto Imperial” è stato già insignito della medaglia di rappresentanza da parte della Presidenza della Repubblica italiana e si svolgerà alla presenza delle massime autorità tunisine, a cominciare dal presidente della Repubblica Beji Caid Essebsi. Vi hanno aderito anche i Consigli forensi di Francia e Spagna, che nella quattro giorni dell’Hotel Imperial saranno rappresentati da almeno 100 avvocati. Vi prendono parte le più importanti associazioni forensi italiane: Unione Camere penali, Unione Camere civili, Associazione italiana giovani avvocati, Associazione nazionale forense, Unione italiana forense e Osservatorio per la giustizia. Saranno cinque gli scali italiani (Milano, Roma, Napoli, Palermo e Cagliari) da cui oggi decolleranno altrettanti voli charter, in modo da consentire la partecipazione dell’avvocatura da tutto il Paese. Domani si terranno i dibattiti su “Come combattiamo il terrorismo” e “La condizione della donna nel Mediterraneo”. E sempre domani, alle autorità e ai rappresentati dell’avvocatura si unirà la sottosegretaria ai Beni culturali e al Turismo Dorina Bianchi, che raggiungerà l’Hotel Imperial in rappresentanza del governo italiano. È quindi prevista per la mattina di sabato 20 maggio un’iniziativa simbolica dal grande significato: un “tuffo collettivo” nelle acque di quella stessa spiaggia di Sousse in cui si consumò l’attentato di due anni fa. Il ritorno degli avvocati nei diversi Paesi di provenienza è previsto per domenica. A coordinare l’evento, da parte italiana, è la Commissione Diritti umani del Cnf, guidata dall’avvocato Francesco Caia, che per l’organizzazione materiale si è avvalsa del decisivo contributo dell’Ordine degli avvocati di Oristano.