Legge stabilità, giustizia; Pansini (ANF): interventi su Legge Pinto non potranno mai essere accettati in Europa. Parlamento corregga norma che aggira il diritto a processi equi e rapidi.

giustizia-lenta“L’ennesimo intervento sulla legge Pinto, così come è contemplato nella Legge di Stabilità all’esame della Camera, non potrà che essere censurato dall’Europa.Troppi, e troppo evidenti, i tentativi di aggirare il diritto all’equo indennizzo per l’irragionevole lunghezza dei processi. I deputati correggano la norma, e piuttosto rafforzino gli strumenti per dare a cittadini e imprese una giustizia equa e rapida”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“Ogni anno in Italia – continua Pansini –  vengono presentate circa 12 mila istanze relative a cause definite con ritardi gravi, e di queste ben 2.400 vanno oltre 7 anni rispetto al termine di legge. Rendere, come si intenderebbe fare attraverso la Legge di Stabilità, più difficile l’accesso all’indennizzo  per la palese difficoltà di rispettare i parametri relativi alla durata del processo, non farà altro che aggiungere altre condanne della Corte europea dei Diritti dell’Uomo a quelle 5.000 che l’Italia ha accumulato per violazione dell’art. 6 in relazione alla durata dei procedimenti. Da quando è in vigore la  Legge Pinto lo Stato italiano si è mostrato più preoccupato di legiferare per ‘ostacolare’ i risarcimenti invece di rendere la giustizia adeguatamente rapida. E il Governo sembra non voler smentire questa impostazione, tanto da pretendere assurdamente di introdurre misure palesemente in contrasto con i principi individuati dalle corti nazionali e sovranazionali e di abbassare ad una media di 600 euro  le somme dovute per ogni anno di causa che eccede il termine ragionevole dei processi, quando la Corte di  Strasburgo ha individuato il parametro per la quantificazione dell’indennizzo nell’importo compreso tra € 1.000,00 ed € 1.500,00″.

“Inoltre – aggiunge Pansini – il meccanismo dei rimedi preventivi che si vorrebbe introdurre rischia di rallentare ulteriormente i tempi del processo civile, con il paradosso di vanificare anche i vantaggi derivanti dall’introduzione del processo telematico”.

“E’ un grande e inutile pasticcio questo intervento sulla Legge Pinto, che rovescia sul cittadino l’onere della prova a dover dimostrare, per ottenere l’indennizzo, di aver subito un danno dall’irragionevole durata del processo. Il Parlamento corregga queste norme scriteriate, perchè  prima che l’Europa, lo impone il rispetto dei diritti fondamentali di ognuno” – conclude Pansini.