“L’Intelligenza artificiale cambia gli studi legali”

La Repubblica – Affari Finanza – 

Parla Ben Allgrove di Baker McKenzie: “Ecco il Legal Architect, un tecnologo esperto di legge”

La discussione più rilevante negli studi legali riguarda l’uso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale (Ai). Sono gli Stati Uniti a guidare il cambiamento, ma anche Gran Bretagna, Israele e Singapore sono all’avanguardia”. Ben Allgrove, global R&D partner di Baker McKenzie, una delle principali law firm mondiali, in Italia per qualche giorno, parla in esclusiva con Affari & Finanza. Quali sono i due settori in cui l’Ai ha già un ruolo? «Uno non è nuovissimo e riguarda l’automazione dei documenti. L’altro, più nuovo, è l’utilizzo di data analytics e machine learning nel mestiere di avvocato». Questo vuol dire che c’è posto anche per nuovi mestieri negli studi legali, i data scientist appunto, o saranno alcuni avvocati a specializzarsi? «Dobbiamo pensare a un team di persone con varie professionalità che comprendono i Big data e che cercano le soluzioni. Penso anche all’introduzione di una sorta di “legal architect”, ovvero di un avvocato che si trovi a proprio agio con la tecnologia o un esperto di tecnologia che si trovi a proprio agio con la legge. Il mercato legale non è più un business, come è stato in passato, di sole relazioni interpersonali ma deve inglobale i data analytics e l’automazione». Automazione dei documenti, Big data: ci dobbiamo preparare a un minor assorbimento di giovani avvocati? «L’introduzione della tecnologia negli studi legali non provoca necessariamente una minor richiesta di avvocati. I più giovani potranno essere utilizzati per lavori di qualità superiore rispetto ad oggi, e non, come spesso accade, per lavori ripetitivi. Comunque una cosa è certa: il lavoro degli avvocati cambierà e diventerà diverso da quello che abbiamo visto finora”. Il team digitale potrebbe anche essere esternalizzato, com’è accaduto in molti altri campi? Ovvero, invece di stare dentro lo studio, potrebbe essere dato in outsourcing? «Al momento non possiamo sapere con precisione come questo cambiamento in atto impatterà sullo staffing di alcune funzioni. Modelli di staffing alternativo sono già una realtà nel mercato degli studi legali”. Si dice che gli Usa siano più avanti di altri paesi perché tutti nuovi software immaginati per gli studi legali sono in inglese e tengono conto di quell’ordinamento giuridico. Ci vorrà molto perché questi software possano essere disponibili in altre lingue e in altri contesti, come l’Italia? «In Italia sono già a livello avanzato i software per digitalizzare la due diligence. Ma è vero, gli Usa sono più avanti. Consideri però che lì questi software sono disponibili anche in spagnolo e in altre lingue, quindi l’italiano sarà presto disponibile nella maggior parte dei prodotti. Oltre agli Usa, grandi cambiamenti stanno avvenendo a Londra, in Israele e a Singapore». A proposito di due diligence: che software si utilizza per “leggere” i dati contenuti in migliaia di pagine di documenti? «Noi utilizziamo un programma chiamato eBrevia: è disponibile in inglese e in spagnolo, ma ora si stanno implementando ulteriori lingue fra cui l’italiano. Stiamo lavorando anche con LexPredict. Altri prodotti noti includono Kira e Luminance». A parte la due diligence di quali altri dati parliamo? «Negli Usa la “litigation” (contenzioso, Ndr) è un grande mercato: specifici software possono leggere questi dati imparando alcune costanti e fornendo agli avvocati nuove conoscenze che gli permettano di impostare meglio le loro cause. In Italia, ma anche in Germania e in molti altri paesi, questi dati non sono disponibili o sono difficili da reperire. L’Ai ci aiuta a identificare delle costanti: si tratta di un processo di machine learning che è veloce e impara dai processi». Si apre una nuova fase di investimenti per gli studi legali? «Sì, sia monetari che di tempo, perché quanto più ci si mette per “addestrare” la macchina tanto migliori saranno i risultati. Inoltre, la macchina impara quanto più è utilizzata. Siamo di fronte a una cambiamento epocale della professione: in futuro avremo un mix di competenze non solo legali». I numeri i laureati in legge in italia dal 2009 a oggi Ben Allgrove global R&D partner di Baker McKenzie