Mozione politica n. 5
sviluppo e obbiettivi
della previdenza forense
Il Congresso
considerato
che il Comitato dei Delegati della Cassa Forense, il 17 marzo 2006, ha adottato alcune modifiche al vigente sistema previdenziale, al dichiarato scopo di mantenere gli equilibri di bilancio per un periodo di tempo superiore a quello che le previsioni attuariali consentono a regime variato;
preso atto
che tali modifiche hanno riguardato in dettaglio:
- aumento del contributo soggettivo sui redditi IRPEF dal 10% al 12% a far data dal 1.1.2009, subordinatamente all’approvazione ministeriale;
- aumento del contributo integrativo del volume d’affari IVA dal 2% al 4% a far data dal 1.7.2007;
- aumento del periodo di riferimento all’intera anzianità contributiva, con esclusione dei peggiori cinque anni;
- liquidazione dei supplementi di pensione con applicazione del metodo di calcolo contributivo a valere dall’entrata in vigore della riforma per i nuovi pensionati;
- aumento del contributo di solidarietà dal 3% al 4% per i pensionati attivi oltre il 70° anno di età;
- cristallizzazione della pensione minima all’importo attuale di Euro 9.960,00 (salvi gli aumenti ISTAT), sganciato dal rapporto proporzionale con il contributo minimo;
rilevato
che la Cassa non ha adottato misure più drastiche di carattere strutturale (come l’aumento dell’età pensionabile, l’eliminazione della pensione di anzianità, il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo);
ritenuto
che la ragioni addotte dal Comitato dei Delegati a giustificazione delle modifiche debbano essere condivise, in quanto:
a) la misure parametriche adottate sembrano garantire sufficientemente la tenuta del sistema oltre il limite di legge di 15 anni;
b) i limiti dell’”autonomia normativa” – delineati dalla recente giurisprudenza – non consentirebbero più incisive riforme, pena l’insorgere di un incontrollabile contenzioso;
esprime
condivisione in ordine alle misure adottate;
evidenzia
la necessità di un rigoroso monitoraggio sugli effetti che le misure medesime produrranno nella fase attuativa;
manifesta
preoccupazioni per le critiche espresse considerato che:
- la copertura attuariale per i prossimi 40 anni appare raggiungibile con le misure parametriche adottate;
- l’ampliamento del periodo di riferimento già si estende all’intera vita lavorativa, esclusi soltanto i cinque anni meno redditizi;
- l’ipotizzato passaggio al metodo di calcolo contributivo puro necessita di approfonditi studi per valutare l’impatto in quanto determinerebbe la necessità di cospicue integrazioni da parte dei singoli iscritti per garantire una pensione appena decorosa.