Parametri in regola con l’Ue

ItaliaOggi – 

Soltanto la «volontà politica» (e governativa) permetterà all’equo compenso per le prestazioni professionali di andare in porto. E, in barba alle obiezioni appena espresse in un parere del dipartimento per le politiche comunitarie al disegno di legge (2858) del presidente della commissione lavoro del senato Maurizio Sacconi (Epi), «non c’è nulla di contrario dal punto di vista della libera concorrenza» nell’usare, per stabilire le soglie di remunerazione al di sotto delle quali non si potrà scendere, i parametri (emanati dai ministeri vigilanti degli stessi ordini) di cui si servono i magistrati per dirimere le controversie sui pagamenti dei servizi resi da esponenti delle varie categorie. Il tema della giusta retribuzione irrompe al 52° congresso nazionale del Notariato, dove ad accendervi i rifl ettori sono i presidenti dei notai Salvatore Lombardo e del Cup (Comitato unitario delle professioni) Marina Calderone. Quest’ultima scandisce la sua profezia: «Il riconoscimento di un equo compenso dipenderà dalla volontà politica» nel sostenerlo. «Come è possibile che ci si domandi che cosa ne pensa l’Europa, e come è possibile considerare quei parametri giudiziari restrittivi nei confronti della concorrenza, quando invece vengono già applicati nel contenzioso? Si tratta di strumenti che dimostrano quanto il problema della turbativa della concorrenza sia improprio, perché prevedono dei minimi e dei massimi in ogni caso non inderogabili e che», incalza, parlando con ItaliaOggi, «i giudici possono anche rivedere in aumento, o in diminuzione», con forcelle anche molto importanti, del 40%». Calderone, poi, si dice colpita, perché il parere non favorevole al ddl Sacconi non sia stato fornito per l’altro testo sull’equo compenso degli avvocati, voluto dal ministro della giustizia Andrea Orlando, incardinato in commissione giustizia alla camera. Dal palco dell’assise palermitana, Lombardo, infi ne, ricordando che le tariffe sono presenti in molti paesi europei, afferma che «se ci fosse una legge nazionale, i problemi non sussisterebbero».