Pensioni d’oro, avvocati contro toghe

Il Giornale

Continua a far discutere l’ennesima proroga, la terza in tre anni, decisa dal governo per allungare di altri 12 mesi l’età pensionabile dei soli magistrati che occupano posizioni di vertice per evitare un vuoto di poltrone. Ora anche gli avvocati fanno sentire la loro voce. L’Unione delle Camere penali denuncia uno scontro di potere che, dicono, fa male solo alla giustizia e alla Costituzione. «L’unica ad andare in pensione», polemizzano. E attaccano i giudici che hanno parlato di intervento ad personam e di conseguenza anche incostituzionale. «Opinioni colorate di sindacalismo», attaccano, chiedendosi se quando nel dicembre del 2015 Giovanni Canzio venne nominato primo presidente della Cassazione, ilCsm non sapesse che per limiti di età avrebbe potuto ricoprire quel ruolo solo per un anno e solo in virtù di una precedente proroga del governo? Per l’Unione delle Camere penali l’aver prorogato l’età pensionabile dei magistrati che ricoprono ruoli apicali e che siedono di diritto al Csm, potrebbe «costituire un pericoloso precedente, tale da incidere nei rapporti tra governo e organo di autogoverno della magistratura». Il timore è che in questo modo il governo possa influire sulla dirigenza degli uffici giudiziari, «scegliendo» i vertici delle varie giurisdizioni. E mettendo così in discussione l’indipendenza della magistratura. Un’indipendenza che ai giudici sta giustamente molto a cuore, ma che evidentemente può essere messa da parte per tenersi stretta la poltrona un po’ più a lungo, accusano gli avvocati.