Per gli aspiranti avvocati una formazione omogenea

avvocato_SPECItalia Oggi, di Gabriele Ventura – 

Corsi di formazione per aspiranti avvocati omogenei in tutta Italia. Dalla scelta dei docenti alla metodologia didattica, al sistema delle verifi che, le scuole forensi si doteranno di un documento condiviso per l’organizzazione di una offerta formativa comune. È l’obiettivo dei laboratori per la formazione, promossi dalla Scuola superiore dell’avvocatura, Fondazione del Consiglio nazionale forense, coordinati dal vicepresidente della Scuola superiore, Salvatore Sica, e dalla consigliera Francesca Sorbi, e formati dai rappresentanti delle Scuole forensi e dai referenti per la formazione degli Ordini territoriali. La seconda riunione, si legge nell’ultima newsletter del Cnf, si è svolta lo scorso 10 febbraio con i sei laboratori che, ciascuno nel proprio ambito tematico, hanno come obiettivo la formulazione di una proposta da far confl uire in un documento condiviso. I laboratori, si riuniranno nuovamente il prossimo 7 aprile. Intanto, il Cnf prosegue la propria attività sul fronte delle specializzazioni, avviando con le associazioni specialistiche maggiormente rappresentative, un gruppo di lavoro su tre temi specifi ci: le specializzazioni, la sinteticità degli atti e la negoziazione assistita. È quanto è emerso nel corso dell’incontro tra Cnf e associazioni specialistiche che si è svolto l’11 febbraio scorso, con il presidente del Cnf, Andrea Mascherin, che ha aggiornato i presenti sulle ultime novità: in particolare sull’udienza del Tar Lazio che dovrà esprimersi sui riscorsi riguardo il dm specializzazioni il prossimo 9 marzo, sulla negoziazione assistita e sul lavoro avviato al ministero della giustizia sulla sinteticità degli atti. Riguardo quest’ultimo punto, riporta la newsletter del Cnf, si terrà oggi la prima riunione della commissione ministeriale istituita ad hoc dal guardasigilli, Andrea Orlando, che ha l’obiettivo di effettuare una approfondita ricognizione del quadro normativo e delle disposizioni previste dal processo civile telematico e dal codice del processo amministrativo, al fi ne di articolare, nel termine di tre mesi, proposte normative, regolamentari o di disciplina organizzativa. In modo da fornire una base per consolidamento e diffusione delle migliori pratiche in materia, sia per quanto riguarda gli atti di parte, sia per i provvedimenti del giudice.