Processi ancora cartacei

ItaliaOggi Sette – 

La riforma della magistratura onoraria passata con decreto legislativo n.116 il 13 luglio scorso, potrebbe fare un buco nell’acqua se per il 2021, anno della sua decorrenza, non avverrà l’informatizzazione della categoria che ad oggi ancora non c’è. A rilanciare l’allarme già portato all’attenzione pubblica a maggio scorso dall’Organismo congressuale forense, il Centro studi processo telematico e l’Aiga – l’Associazione italiana giovani avvocati, torna oggi Valentina Carollo, avvocato e presidente del Centro studi Processo telematico: «Sarebbe un pasticcio se tra quattro anni con l’ampliamento delle competenze per materia e per valore previste dal testo di riforma, la magistratura onoraria si ritrovasse ancora all’anno zero dell’informatizzazione». E se anche la Dgsia (Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati) del Ministero ha annunciato la partenza di una gara ad hoc sul pct per la categoria, i dubbi restano: «Basteranno quattro anni a garantire il pct ai giudici di pace visto che nel civile ce ne sono voluti circa 13, dalla partenza del 2001?», chiede provocatoriamente l’avvocato Carollo a capo da quattro anni dell’associazione no-profit che contribuisce gratuitamente all’attività di divulgazione e consulenza sul pt ad avvocati, magistrati e tecnici in cerca di chiarimenti. «Dal canto nostro», prosegue, «con l’Organismo congressuale forense e l’Aiga avevamo chiesto di subordinare l’ampliamento delle competenze alla completa realizzazione degli uffi ci del gdp e all’effettiva attivazione della sua completa funzionalità. Ma non abbiamo ricevuto mai alcuna risposta». I CAPISALDI DELLA RIFORMA Nel testo approvato a luglio c’è l’unifi cazione della magistratura giudicante onoraria e il conseguente superamento della distinzione tra giudici di pace e got- giudici onorari di tribunale in nome della nuova fi gura di «giudice onorario di pace» – il tirocinio di sei mesi nel tribunale dove ha sede l’ufficio del gdp per i giudici onorari di pace e per i vice procuratori onorari, nella procura della Repubblica presso cui è istituito l’uffi cio di collaborazione del procuratore della Repubblica, l’aumento delle competenze per valore e per materia a fronte di un dimezzamento del loro impiego ridotto a due giorni a settimana e un impiego a termine fissato in non più di due quadrienni. In particolare, l’aumento delle competenze per valore, prevede l’innalzamento del limite di 5mila a 30mila euro per le cause aventi oggetto beni mobili e per il condominiale mentre per quelle di risarcimento danni il limite di 20 mila si innalza a 50 mila. Amplissima la competenza per materia che va dalle liti condominiali alle cause su occupazione, servitù prediali, riordino di proprietà rurali, usucapione di immobili, accessione e superfi cie. Completa il quadro un’indennità annuale lorda in misura fi ssa, pari ad euro 16.140,00, comprensiva degli oneri previdenziali ed assistenziali. I GIUDICI DI PACE Per loro la riforma non è che l’ «affossamento della magistratura», com’è defi nita nel comunicato del 15 settembre scorso che con l’ultimo sciopero dal 2 al 6 ottobre scorso, è intenzionata a proseguire i suoi scioperi a singhiozzo arrivati a circa nove dall’aprile di quest’anno. Contrari a quella che definiscono la «precarizzazione delle professioni», si scagliano contro le istituzioni dopo aver visto «respinta la proposta della categoria, compatibile con i vincoli costituzionali individuati dal Consiglio di stato, di applicare a tempo pieno i magistrati onorari e di pace alle rispettive funzioni con il riconoscimento di un trattamento economico e previdenziale adeguato».