Processo amministrativo, l’avvocato è obbligatorio

Italia Oggi, di Dario Ferrara –

Inutile provarci. Anche chi è in possesso della laurea magistrale in giurisprudenza ma non ha conseguito l’abilitazione forense non può difendersi da solo nel giudizio amministrativo e deve rivolgersi a un avvocato vero. E ciò anche se la controversia riguarda soltanto una carta di identità non valida per l’espatrio laddove il cittadino chiede che sia rimosso il vincolo apposto dalla questura. Il Codice del processo amministrativo, infatti, impone il conseguimento dell’abilitazione per poter patrocinare le cause e l’obbligo di difesa tecnica, lungi dall’essere superato dalla realtà dei fatti, costituisce una misura dettata a tutela del cittadino e del suo diritto alla Giustizia. È quanto emerge dalla sentenza 504/16, pubblicata dalla prima sezione del Tar Liguria. Il ricorso in questione, dunque, non può essere esaminato dai giudici perché chi l’ha presentato ammette di non aver superato le prove di legge necessarie ex artt. 22 e 23 del dlgs 104/10 per patrocinare se stesso o altri davanti al tribunale amministrativo. Il ricorrente ha sì conseguito il massimo titolo esistente in legge, come riconosce lo stesso collegio chiamato a pronunciarsi sulla questione, ma la necessità di rivolgersi a un tecnico abilitato resta tuttavia estesa a tutti e senza eccezioni. E non giova al ricorrente sostenere durante la Camera di consiglio che l’obbligo di difesa tecnica sarebbe ormai contrario all’art. 24 della Costituzione. Più volte, infatti, la Consulta si è pronunciata sulla legittimità delle norme in materia. «In ogni caso», si legge in sentenza, «ammettere ogni cittadino a rappresentare se stesso in tribunale costituirebbe una riduzione della tutela e non un incremento». Anche per i giudici, quindi, la presenza dell’avvocato al fi anco della parte rappresenta un rafforzamento della capacità di chi si rivolge alla giustizia. L’interessato dovrà quindi superare gli esami di stato se vuole che le sue censure contro il provvedimento amministrativo siano prese in considerazione dai magistrati.