Processo civile, un decreto legge per estendere il rito sommario

Il Sole 24 Ore, di Valentina Maglione –

Il disegno di legge che contiene i principi di delega per ridisegnare il processo civile, già approvato dalla Camera, è fermo al Senato. Il testo licenziato dal Governo è stato infatti presentato a Montecitorio l’11 marzo 2015 ed è passato a Palazzo Madama un anno dopo, dove attende di essere messo in calendario dalla commissione Giustizia.
L’annuncio delle nuove misure, però, risale al 30 giugno del 2014, quando era stata diffusa la slide sui 12 punti della riforma della giustizia, che, tra l’altro, indicava una «corsia preferenziale per le imprese e le famiglie».
Per creare questa «corsia preferenziale» il Ddl delega il Governo, in primo luogo, a estendere le competenze dei tribunali delle imprese per includere le controversie in materia di concorrenza sleale in generale, pubblicità ingannevole e comparativa illecita e class action, oltre alle cause relative alle società di persone; e, in secondo luogo, a istituire, presso i tribunali e le corti d’appello, sezioni specializzate per la persona, la famiglia e i minori, cancellando invece i tribunali per i minorenni.
Il Ddl, inoltre, delega il Governo a varare una serie di interventi per sveltire il processo civile e adeguare le norme al processo telematico.
In tema di lavoro, il Ddl delega il Governo a introdurre la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita dagli avvocati e abroga il “rito Fornero”, introdotto nel 2012 per i ricorsi contro i licenziamenti individuali ma criticato da più parti perché, di fatto, raddoppia il processo.
Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, punta ad approvare il Ddl entro ottobre. Intanto però una novità capace di ridurre di molto i tempi del primo grado, vale a dire l’estensione del procedimento sommario di cognizione a tutte le cause in cui il tribunale decide in composizione monocratica, potrebbe essere anticipata da un decreto legge che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare prima della pausa estiva.