PROFESSIONISTI; PANSINI:”CON L’EQUO COMPENSO SI GIOCA CON LA PELLE DEI PROFESSIONISTI ITALIANI; SI PUNTI, AL JOB’S ACT SU LAVORO AUTONOMO DI GRAN LUNGA MIGLIORE. IL DDL ORLANDO INTERESSA UNA MINORANZA DI AVVOCATI E HA SCATENATO EFFETTO DOMINO NEFASTO SU ALTRE PROFESSIONI”

“La battaglia sull’equo compenso di questo presumibile scorcio finale di legislatura è l’ennesima conferma di come la politica negli ultimi anni abbia ignorato e trascurato la composita realtà dei professionisti del nostro Paese. Regna infatti una grande confusione e pare che oggi vi sia una corsa a intestarsi una vittoria da rivendicare nell’immediato futuro  con un sovrapporsi di proposte di legge alla Camera e al Senato, mentre il parziale e incompleto ddl sull’equo compenso nel settore legale, per esempio, ha scatenato un effetto domino sulle altre professioni, che rivendicano giustamente una disparità di trattamento. Avanzare per tentativi e in ordine sparso non dispiegherà una situazione migliore di quella attuale”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Associazione Nazionale Forense Luigi Pansini.

“La proposta di legge del Ministro Orlando sull’equo compenso in favore degli avvocati, spiace dirlo, – continua Pansini –  non solo è destinata a disciplinare unicamente le prestazioni professionali in favore di banche, assicurazioni e grandi imprese, rese tradizionalmente da una platea marginale dell’avvocatura, ma le previsioni che vi sono contenute sono anche facilmente aggirabili dalla “presunta” libera contrattazione tra le parti il che vanifica, di fatto, la ratio e le finalità delle disposizioni di legge che si vorrebbero introdurre”.

“Inoltre – aggiunge Pansini – la rincorsa delle varie forze politiche a portare a casa il risultato in zona Cesarini è reso ancora più incomprensibile dal fatto che i firmatari delle numerose proposte di legge oggi sul tavolo sembrano ignorare l’attuale vigenza, nel nostro ordinamento, del Job’s Act sul lavoro autonomo (legge 22.5.2017, n. 81) che, all’art. 3, comma 4, con il richiamo all’art. 9 della legge 18 giugno 1998, n. 192 (disciplina della subfornitura nelle attività produttive), in materia di abuso di dipendenza economica, prevede forme di tutela in favore di tutti i professionisti (e non solo di alcuni), include anche i rapporti con le pubbliche amministrazioni (viceversa escluse dal Ddl Orlando), contiene rimedi inibitori e risarcitori a favore dei professionisti e ammette l’irrogabilità di sanzioni amministrative a carico del contraente forte. Dopo la legge n. 81 del 2017, ci saremmo aspettati l’impegno della politica per l’integrazione e il rafforzamento della disposizione del Job’s Act volta a riconoscere l’equilibrio contrattuale in tema di prestazioni rese da tutti i professionisti; assistiamo invece a discussioni sterili sulla pelle dei professionisti e del ceto medio del nostro Paese”.

“Dunque, un maltrattamento che gli avvocati e tutti i professionisti non meritavano di ricevere” – conclude Pansini.