Quanto piace agli italiani litigare con il vicino di casa

Il Fatto Quotidiano

Amanti del fritto di paranza o dell ‘ impepata di cozze, attenzione. La vostra passione potrebbe costarvi cara, non solo in termini di salute. La Cassazione, con la sentenza 14467/2017 ha condannato per la prima volta una famiglia per ” molestie olfattive ” . Una sentenza che arriva dopo le continue proteste da parte degli altri condomini che non ce la facevano più a subire quegli odori molesti. Ma anche l ‘ uso di un potente disinfettante per ripulire il cortile infestato dalle deiazioni dei cani potrebbe scatenare un litigio all ‘ ultima denuncia. E, in questo caso, la troppa igiene verrebbe punita dalla Corte (sentenza 46149/2016). Pensate allora di essere i primi a portare davanti a un giudice la vicina gattara? Inutile provarci, perderete. Prendersi cura delle colonie feline (cibo e vaccinazione) viene sempre premiato e tutelato dai giudici (legge 281/1991). E le futili rimostranze di chi non gradisce tutti quei miagolai non faranno altro che continuare a riempire i tribunali. NON SI TRATTA, solo del ticchettio ossessivo dei tacchi dell ‘ inquilina del piano di sopra a qualsiasi ora della notte, dello stereo a tutto volume piuttosto che lo spostamento di mobili a tarda ora o dell ‘ er rato utilizzo delle aree condominiali comuni (come il motorino parcheggiato sotto i porticati o i ragazzini che giocano a palle vicino alle fioriere). Nonostante la riforma del condominio del 2013, che ha disciplinato numerose controversie ataviche (ora da regolamento non si può più vietare di possedere animali domestici, mentre ci si può staccare dall ‘ impianto centralizzato senza dover aspettare il parere positivo dell ‘ a ss e mblea), il condominio continua a rappresentare una delle maggiori cause di conflittualità fra gli italiani tra richieste di danni morali e materiali per disagi psicologici e depressioni. Come testimonia l ‘ a ssociazione nazionale europea amministratori di immobili: delle 67mila consulenze tecniche fornite in tutt ‘ Italia, 20mila circa hanno riguardato discussioni sui cattivi odori. E, laddove un legale non riesca a dirimere contese più o meno futili, c ‘ è sempre il rischio che queste si trasformino in tragedie, come quella di un 55enne brianzolo freddato con un colpo di arma da fuoco a pochi metri da casa dopo una banale questione di rapporti di vicinato. Per ottenere cosa? Per le liti tra vicini, nella beneaugurante ipotesi che arrivi una sentenza entro tre anni (l ‘ anno scorso ci sono voluti 981 giorni per arrivare a quella di primo grado), se si ottiene il risarcimento il danno può aggirarsi sui mille euro. Intasando le aule dei Tribunali di tutta Italia che lo scorso anno, in base ai dati del ministero della Giustizia, hanno visto un aumento di 2,1 milioni di cause civili (pari al 3,6 in più rispetto al 2015).

UNA PROPENSIONE alla litigiosità che, già dal 2013 (anche se il primo tentativo risale al 2010), si sta cercando di affrontare con la mediazione obbligatoria, un passaggio obbligato prima di adire alle vie legali in diverse materie tra cui condominio, diritti reali, divisione, successioni, locazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari. Si tratta, in particolare, di un ‘ at tività svolta da un terzo imparziale (a esempio la Camera di Commercio, il Notariato oppure l ‘ Ordine degli avvocati), fatta allo scopo di ” assiste re due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia ” . Con la durata che fa la differenza: occorrono tra i due e i tre mesi di tempo per ottenere giustizia. Numeri alla mano, secondo il ministero della Giustizia, le richieste di mediazione nel 2016 sono state circa 200mila, mentre nel primo trimestre del 2017 rappresentano già il 12% su quasi 52mila cause presentate, con l ‘ 1 1 ,5 % che si sono concluse con un accordo; ma la percentuale sale al 42,2% se si c on s i de r an o solo i casi in cui le parti, superato il primo incontro, restano al tavolo negoziale ed entrano effettivamente in mediazione. Tanto che, grazie a questo strumento, il numero di cause civili in tribunale è diminuito del 12,5%. Un risultato positivo che, nelle scorse settimane, ha spinto il governo a rendere definitivamente obbligatorio questo strumento con l ‘ approvazione della manovrina che ha fatto uscire la mediazione dal periodo di sperimentazione di quattro anni, che sarebbe terminato il prossimo 21 settembre. Anche se è stata l ‘ Europea prima a richiedere a più riprese di favorire le misure di risoluzione alternativa e poi a consentire alla mediazione di f a r e q u e l passo in avanti che, dalla sua creazione, l ‘ ha sempre bloccato: la presenza obbligatoria degli avvocati. La Corte di giustizia Ue, con la sentenza 457 depositata il 14 giugno scorso, ha invece precisato che non serve l ‘ assistenza legale, almeno quando è presente un consumatore. Con buona pace degli avvocati. I NUMERI 200 mila Sono le richieste di mediazione nel 2016: nel primo trimestre dell ‘ anno rappresentano già il 12% di tutte quelle presentate 67 mila È il numero delle consulenze tecniche fornite dalla Associazione europea amministratori di immobili: 20mila circa hanno riguardato discussioni sui cattivi odori 3,6 % Rappresenta il numero delle nuove cause in più del 2015: in tutto sono stae 2,1 milioni Senza avvocato L’Europa ha bocciato la normativa italiana: ora è illegittimo avere u n ‘ assistenza legale 12, 5 % È la diminuzione nel 2016 delle cause civili registrato dal ministero della Giustizia Il dato positivo è stato condizionato dall ‘ obbl i go di cercare, prima di rivolgersi a un tribunale, un accordo di fronte a un mediatore terzo